«Scrivo», scrisse, «che la memoria è fragile e lo spazio di una singola vita è breve, passa così in fretta che non abbiamo mai la possibilità di vedere la relazione tra gli eventi; non possiamo valutare le conseguenze delle nostre azioni e crediamo nella finzione del passato, del presente e del futuro, ma può anche essere vero che tutto accade simultaneamente».
Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, attraverso i racconti delle donne di una famiglia importante e stravagante. Per apprezzare davvero la serie, o semplicemente per rinfrescarsi la memoria prima del debutto tra un paio di settimane, bisogna tornare al cuore di tutto: il capolavoro di Isabel Allende del 1982. Ancora oggi quest’opera è considerata un immenso affresco storico che mescola realtà politica e realismo magico, un libro che per fascino ed emozione ricorda da vicino “Cent’anni di solitudine” di García Márquez.
La casa degli spiriti è il capitolo conclusivo (ma il più celebre) di questa grande epopea familiare che attraversa tutto l’Ottocento e il Novecento cileno.
I due romanzi che fungono da prequel (scritti successivamente ma ambientati prima) sono: La figlia della fortuna (pubblicato nel 1999) che racconta la storia di Eliza Sommers e si svolge a metà dell’Ottocento tra il Cile e la California della corsa all’oro e il secondo romanzo è Ritratto in seppia (pubblicato nel 2000) che fa da ponte tra i due libri e si concentra sulla figura di Aurora del Valle, raccontando le origini della famiglia prima che la narrazione arrivi agli eventi de La casa degli spiriti.



La storia segue quattro generazioni della famiglia Trueba-del Valle, costruendosi attorno al contrasto tra figure iconiche. Al centro troviamo il patriarca Esteban Trueba, un uomo violento e ambizioso che rappresenta il conservatorismo e la forza bruta, contrapposto alla spiritualità di Clara del Valle. Dotata di poteri chiaroveggenti e capace di parlare con i morti, Clara è il fulcro del realismo magico, ma la narrazione non sarebbe completa senza Alba. La nipote rappresenta la controparte storica e necessaria, poiché è lei che trasforma infine la rabbia del nonno in memoria e perdono, spezzando la catena dell’odio attraverso la scrittura.
A differenza di altri autori del genere, la Allende usa il magico in modo domestico e quotidiano. I fantasmi o i mobili che si muovono non sono eventi terrificanti, ma parte integrante della vita della famiglia, trattati con una naturalezza quasi ironica. Il romanzo si muove così su due binari paralleli: da una parte l’elemento soprannaturale dei “quaderni di annotare la vita” di Clara che servono a non dimenticare e a dare un senso al caos, dall’altra l’elemento politico che descrive l’ascesa del socialismo e le atrocità del colpo di stato del 1973.
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La serie tv in arrivo su Amazon Prime Video il 29 aprile (verrà rilasciata in oltre 240 paesi contemporaneamente) è uno dei progetti più ambiziosi di Amazon per il mercato globale, perché non vuole essere un semplice remake del vecchio film, ma una reinterpretazione profonda. La serie è stata girata in spagnolo, la lingua originale del romanzo. Questo è un dettaglio fondamentale perché permette di mantenere intatte le sfumature culturali e politiche che sono l’anima dell’opera della Allende.
La serie sarà composta da 8 episodi, una durata perfetta per esplorare le quasi 500 pagine del romanzo senza correre troppo e coprirà circa 70 anni di storia, seguendo la famiglia dalle prime visioni di Clara fino al colpo di stato e alla resistenza di Alba.
A differenza del film, qui gli effetti speciali saranno usati per rendere i “poteri” di Clara (i cani che volano, i presagi, i mobili che si muovono) come qualcosa di naturale e quotidiano, proprio come nel libro.
La “grande casa nell’angolo” è stata ricostruita minuziosamente e sembra quasi un personaggio vivo, che cambia e si espande insieme alla famiglia.
La serie è guidata da Francisca Alegría e Fernanda Coppel. L’obiettivo dichiarato è recuperare l’anima cilena e il realismo magico che il film di Hollywood aveva un po’ “annacquato”. L’autrice partecipa come produttrice esecutiva (insieme a Eva Longoria). Questo garantisce che lo spirito dei Trueba e dei del Valle rimanga intatto.
È stata girata interamente in Cile, per restituire l’autenticità dei paesaggi, dalla capitale alle zone rurali dove sorge la tenuta delle “Tre Marie”. Avremmo la possibilità di vedere i paesaggi reali delle valli cilene e l’architettura autentica di Santiago, rendendo il contesto storico del colpo di stato molto più crudo e realistico.
Il cast è un mix di star internazionali e talenti latinoamericani: Alfonso Herrera (visto in Sense8 e Ozark) sarà il giovane e poi anziano Esteban Trueba. Nicole Wallace (star di È colpa mia?) avrà l’iconico ruolo di Clara del Valle. Dolores Fonzi, interpreta Transitó Quincena, un personaggio chiave (la prostituta amica di Esteban che attraversa tutta la storia). Mentre Fernanda Castillo e Juan Pablo Espinosa completetano la famiglia.


