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Segnalazione: Il museo delle promesse infrante, Elizabeth Buchan

Inauguriamo la prima segnalazione augurando a tutti un buon anno! Pensavate che ci fossimo dimenticate della wishlist? E invece no! Solo che questo mese è un po’…segnaletica.
Il miglior modo per inaugurare al meglio questo 2020 bisestile?
Segnalarvi, appunto, l’uscita di oggi, una delle tante di gennaio.
Avete il nuovo quaderno e la matita per iniziare a segnare tutti i libri di questo nuovo anno?

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downloadQuarta di copertina: Esiste un museo, a Parigi, dove le persone non fanno la fla per ammirare i capolavori dell’arte. Dove non sono custoditi né quadri né statue. Un museo creato per conservare emozioni. Ogni oggetto in mostra, infatti, è il simbolo di un amore perduto, di una fiducia svanita. Un cimelio donato da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la stessa curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Laure lo capisce a poco a poco dagli sguardi spaventati della gente, dalle frasi lasciate in sospeso: questo è un Paese che ha dimenticato cosa sia la libertà. Eppure ci sono persone che ancora non si rassegnano. Come Tomas. Laure lo incontra per caso, a uno spettacolo di burattini. Ed è un colpo di fulmine. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante non è un luogo cristallizzato nel passato. E un luogo che guarda al futuro, in cui le storie circolano e spiccano il volo verso mete inaspettate. A volte raggiungono luoghi lontanissimi, ricucendo i fili strappati del destino. E a volte possono perfno giungere alle orecchie di un uomo cui non importa nulla degli sbagli e dei rimpianti, ma che aspetta solo un indizio per ritrovare il suo amore perduto.


Dicono dell’autrice. 

Elizabeth Buchan, classe 1948, è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Books ( dal 1974 al 1989) e dal 1989 presso la Random House, come Fiction Editor. Dopo la pubblicazione del suo terzo romanzo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli.

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Calendario dell’Avvento: Il canto di Natale

 

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Prima edizione Chapman & Hall, 1843

Il Canto di Natale di Charles Dickens.
Vi è familiare questo titolo? Ovviamente sì.
Conosciuto anche come Cantico di Natale, Racconto di Natale o Ballata di Natale è, durante il periodo natalizio, uno dei racconti più gettonati da generazioni.
Crediamo infatti che non esista uomo, donna o bambino – e se esistono è davvero una tragedia, regalategli subito il libro! – che non conosca il racconto più famoso di Charles Dickens.
Ovviamente, non potevamo concludere questo Calendario dell’Avvento senza aver speso qualche parola su questo racconto: “A Christmas Carol ” (1843), titolo originale del breve racconto, è contenuto nella raccolta di racconti ” The Christmas Book ” ( “Libri di Natale” ) che include anche Le Campane (1845), Il Grillo del focolare ( 1845), La battaglia della Vita (1846) e Il Patto col fantasma (1848).
Pubblicato per la prima volta dalla Chapman and Hall, in un edizione di lusso: la rilegatura rigida di velluto rosso a bordi dorati e le illustrazioni di John Leech.
A dispetto del costo elevato dell’edizione e, nonostante fosse in libreria da pochi giorni, la Vigilia di Natale (24 dicembre 1843) il racconto vendette ben 6.000 copie.
Un vero record per quell’epoca.

Negli anni sono stati innumerevoli gli adattamenti di questo racconto, da quello fumettistico: Il Canto di Natale di Topolino (sicuramente i più navigati ricorderanno),  agli adattamenti cinematografici: la versione muta del 1911, la versione con Alistair Sim del 1951 e l’ultima versione del 2009 con Jim Carrey. Moltissime anche le rappresentazioni teatrali e musical.

Canto-di-Natale-di-DickensVediamo di ripassare un po’ la trama.
Ebenezer Scrooge è un vecchio avaro dal cuore indurito, che detesta con tutte le sue forze il Natale. La sera della Vigilia, però, esattamente sette anni dopo la morte del suo socio Jacob Marley, riceve la visita inaspettata del suo fantasma che gli preannuncia l’incontro con i tre spiriti del Natale: passato, presente e futuro. Inizia, così, una lunga notte piena di colpi di scena e di intense emozioni, che cambierà per sempre la vita del cinico uomo d’affari. La notte di Natale è intrisa di pura magia e, si sa,  possono accadere miracoli.

Nella sua semplicità, è un capolavoro adatto sia ai grandi che ai piccini, capace di spiegare il vero spirito natalizio in poco più di 42 pagine. Sono molte le edizioni tra cui scegliere.
Un libro da regalare e conservare con cura, da leggere e rileggere ogni anno per ritornare un po’ bambini e non dimenticare mai cosa significhi in realtà il Natale.


L’autore. 

Charles John Huffam Dickens è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico. Nacque a Portsmouth nel 1812 ma si trasferì ben presto a Londra dove visse fino alla sua morte, nel 1870. I nonni paterni erano stati domestici presso famiglie della nobiltà; il nonno materno, colpevole di appropriazione indebita, s’era sottratto all’arresto con la fuga. Nel 1824 il padre, un modesto impiegato con gusti e abitudini superiori alle sue possibilità, fu rinchiuso per debiti nelle carceri londinesi di Marshalsea e il piccolo Charles, interrotti gli studi, venne messo a lavorare per sei mesi in una fabbrica di lucido per scarpe. Questa precoce esperienza di miseria, umiliazione e abbandono (anche dopo la scarcerazione del padre, la madre aveva insistito perché Charles continuasse a lavorare) lo segnò in modo irreparabile. Dopo un’istruzione sommaria, lavorò come commesso in uno studio legale, poi come cronista parlamentare e collaboratore di giornali umoristici. Finché con Il Circolo Pickwick il ventiseienne Dickens diventò di colpo uno scrittore di successo. La sua popolarità aumentò con i romanzi successivi, che uscivano a dispense mensili, con le conferenze, gli spettacoli teatrali da lui organizzati (vi si esibiva anche come attore). Nel 1846 fondò un quotidiano, il «Daily News», che durò meno di un anno; dal 1850 al 1859 diresse il settimanale «Household Words». Innamoratosi della giovanissima Ellen Ternan, nel 1858 Dickens si separò dalla moglie, dalla quale aveva avuto dieci figli; ma la nuova relazione non fu fortunata.


Si conclude così il Calendario dell’Avvento 2019 del Bistrot dei Libri.
Noi Bistrotte vi auguriamo un Buon Natale e ci prepariamo a mettere la gambe sotto il tavolo.
Inizia il conto alla rovescia per mezzanotte.
Chissà quali libri ci saranno sotto l’albero! Ci stiamo già sfregando le mani.

Auguri a tutti!