Siamo artefici della nostra felicità.

Se, come me, sei tra coloro che hanno consumato le pagine di Orgoglio e Pregiudizio, il 2026 potrebbe essere il nostro anno.
Il mondo descritto da Jane Austen sta vivendo una vera e propria rinascita, culminando nell’attesa serie Netflix che promette di riportarci tra i viali di Longbourn. Eppure, la vera rivoluzione narrativa sta avvenendo altrove: non più attraverso lo sguardo sagace di Elizabeth, ma tramite gli occhi di chi è sempre rimasta in ombra.
Chiunque frequenti TikTok sa bene che The Other Bennet Sister è diventato un fenomeno virale irresistibile. I video dedicati a Mary Bennet si rincorrono senza sosta, alimentando un interesse sempre maggiore verso questa serie tv.
Il romanzo scritto da Janice Hadlow non è un banale esercizio di riscrittura dell’opera più famosa della Austen, ma un atto di giustizia poetica per la sorella “di mezzo”: Mary Bennet.
La sorella spesso ignorata o ridicolizzata perché troppo seria, troppo studiosa, troppo poco “avvenente” per i canoni della madre.
La forza di questo splendido omaggio sta nel coraggio di guardare oltre il lieto fine che già conosciamo. La Hadlow non si limita a mostrarci gli eventi descritti in Orgoglio & Pregiudizio, ma espande l’orizzonte temporale, accompagnandoci nel futuro di Mary e delle sue sorelle. Seguiamo l’evoluzione di Mary da brutto anatroccolo a cigno, la sua fuga dalle etichette familiari e la sua ricerca di una felicità che non passi necessariamente per un matrimonio di convenienza o per la bellezza esteriore.
È una storia di riscatto profondo, che trasforma una figura di contorno in una protagonista indimenticabile.
Tra le pagine del romanzo conosciamo più a fondo una Mary Bennet profondamente stanca di essere il bersaglio dei sorrisi di scherno della sua stessa famiglia. Schiacciata dal giudizio di una madre che la vede come un peso “ordinario” e privo di attrattive, Mary finisce per trasformare la pedanteria e i libri in uno scudo, una prigione di rigida moralità in cui nascondersi per non soffrire. Per anni è stata definita solo attraverso ciò che le mancava: la grazia di Jane o l’arguzia di Elizabeth.
Ma il cuore del romanzo è proprio il lento e faticoso crollo di queste difese. Il suo viaggio non è una trasformazione magica, ma un lungo percorso di auto-accettazione che attraversa gli anni e la solitudine. È una ribellione silenziosa contro l’idea che il valore di una donna sia confinato ai lineamenti del volto o alla capacità di intrattenere un salotto. Passo dopo passo, Mary impara a guardarsi allo specchio senza vergogna, scoprendo che la sua intelligenza e la sua integrità sono fondamenta solide su cui costruire un amore autentico, libero finalmente dall’ossessione della bellezza esteriore.
Pubblicato in Italia da Piemme con il titolo “La sorella dimenticata“, il romanzo di Janice Hadlow è ormai diventato una rarità introvabile. Chi lo cerca oggi sui principali store online o nei mercatini dell’usato deve fare i conti con la sua totale assenza, rendendo la ricerca quasi un’impresa disperata.
L’unica speranza per immergersi nella storia di Mary rimane la biblioteca: un colpo di fortuna che trasforma questo libro, ormai sparito dal commercio, in un piccolo tesoro da scovare tra gli scaffali. (Io sono stata molto fortunata e l’ho trovato in biblioteca!)
Da questo romanzo è stata tratta una serie tv prodotta dalla BBC in collaborazione con Bad Wolf (la stessa casa di His Dark Materials e Doctor Who) ed è approdata sugli schermi a metà marzo 2026.
È un period drama classico ma con una sensibilità moderna. Esplora temi come la “cultura del confronto” e gli standard di bellezza, rendendo la storia di Mary estremamente attuale per chiunque si sia mai sentito “non abbastanza”.
La serie è composta da 10 episodi. I primi due si sovrappongono cronologicamente ai fatti che già conosciamo di Orgoglio e Pregiudizio, mostrandoci quanto Mary si sentisse invisibile mentre le sorelle brillavano.
La storia di Mary Bennet non è solo una storia d’amore. La serie, così come il romanzo (576 pagine), mette al centro il tema dell’autostima. Mary smette di cercare di essere “bella” secondo i canoni della madre e inizia a dare valore alla sua intelligenza e indipendenza.
I primi due episodi funzionano come un “re-imaging” di Orgoglio e Pregiudizio. Vediamo le scene iconiche (come il ballo di Netherfield) ma dalla prospettiva di Mary, sentendo i suoi pensieri e vedendo quanto spesso venisse ignorata o zittita. Dal terzo episodio in poi la storia si stacca dal materiale originale di Jane Austen per seguire il romanzo di Janice Hadlow. Mary lascia Longbourn per andare a Londra dai Gardiner (interpretati da Indira Varma e Richard Coyle) e successivamente viaggia verso il Distretto dei Laghi.


A differenza di serie più “pop” come Bridgerton, The Other Bennet Sister mantiene uno stile visivo molto classico e realistico. La regia di Jennifer Sheridan usa molto i primi piani per sottolineare il mondo interiore di Mary. Le location nel Cumberland (Lake District) sono state tra le più apprezzate dalla critica per la loro bellezza selvaggia, che riflette il nuovo spirito libero della protagonista.
Mary Bennet è interpretata da Ella Bruccoleri (che potresti aver già visto in Bridgerton o Call the Midwife). La sua interpretazione è stata lodata per come è riuscita a rendere la vulnerabilità e la crescita intellettuale del personaggio. Due nomi di altissimo profilo interpretano i coniugi Bennet: Richard E. Grant è un perfetto, ironico Mr. Bennet e Ruth Jones (Gavin & Stacey) dà un volto nuovo a Mrs. Bennet, mostrandone anche le ansie materne. Poppy Gilbert interpreta Elizabeth, mentre Maddie Close è Jane.
Nel cast compare anche Lucy Briers nel ruolo della governante Mrs. Hill; è un omaggio meraviglioso, dato che proprio lei interpretò Mary Bennet nella leggendaria serie del 1995 con Colin Firth.




Il cuore della serie sta tutto in un concetto molto semplice, che nel 2026 suona quasi come una liberazione: non dobbiamo per forza essere tutti brillanti e sicuri di sé come Elizabeth Bennet. È un omaggio a chi è introverso, a chi si è sempre sentito “invisibile” e fuori posto. Il racconto ci dice che si può trovare la propria strada nel mondo restando esattamente come si è, senza forzature, ma imparando finalmente a darsi valore.
L’attesa per l’arrivo della serie in Italia è ormai altissima, alimentata da un tam tam continuo che rimbalza tra TikTok e YouTube. Al momento, dobbiamo accontentarci di brevi spezzoni e clip rubate, nella speranza che qualche piattaforma la distribuisca presto anche da noi.
Sarebbe inoltre l’occasione perfetta per una ristampa del romanzo: un ritorno in libreria necessario per permettere a tutti di scoprire il riscatto di Mary Bennet, senza dover sperare in un miracolo tra gli scaffali delle biblioteche.
Il Libro.

Nella loro tenuta di Longbourn, in un mondo, quello di inizio Ottocento, in cui l’occupazione principale di ogni ragazza in età da marito era, appunto, trovarne uno – possibilmente più ricco, con maggiori possedimenti e con una migliore posizione sociale -, le sorelle Bennet sono le ragazze giuste nel posto giusto. Belle, brillanti, giovani, Jane ed Elizabeth, le più mature, e Lydia e Catherine, le più piccole, spendono il loro tempo tra balli, corteggiamenti e progetti di matrimonio. E poi c’è Mary. La sorella di mezzo. Da sempre considerata una delusione dalla madre per il suo aspetto ordinario e il carattere austero, la terza sorella Bennet vorrebbe diventare invisibile e sparire nei libri che tanto ama, la sua unica forma di consolazione e distrazione dalla solitudine. Perché anche in una famiglia così numerosa ci si può sentire soli, quando si è diversi. Tuttavia, crescendo, Mary ha le idee sempre più chiare su cosa non vuole dalla vita. Ed è pronta, in un mondo che non la comprende, a lottare per viverla a modo suo. Ma quando finalmente l’amore busserà alla sua porta, Mary sarà in grado di riconoscerlo, e riconoscersi finalmente degna di essere amata?
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L’autrice.

Janice Hadlow è prima di tutto una storica prestata alla narrativa, e questo si sente in ogni pagina che scrive. Ha passato gran parte della sua vita ai vertici della BBC, dirigendo canali importanti come BBC Two e BBC Four, dove ha lanciato programmi diventati poi famosi in tutto il mondo. Questa lunga esperienza dietro le quinte della televisione le ha dato un occhio clinico per la struttura narrativa e per ciò che il pubblico cerca in un grande racconto d’epoca.
Il suo ingresso nel mondo della scrittura è avvenuto attraverso la saggistica storica, con un’imponente ricerca sulla vita privata di Giorgio III. Proprio studiando la corte inglese e le rigide dinamiche familiari della monarchia, ha sviluppato quella sensibilità verso i “personaggi secondari” che l’ha poi portata a interessarsi a Mary Bennet.
La sua scrittura non cerca di scimmiottare lo stile di Jane Austen, ma piuttosto di abitarne il mondo con una consapevolezza storica più cruda. La Hadlow vive oggi a Edimburgo e continua a essere considerata una delle massime esperte nel trasformare la ricerca d’archivio in emozioni moderne, riuscendo a dare voce a chi, nella storia o nella letteratura, è sempre rimasto in ombra.