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Avvento e libri: 6 saggi scientifici da regalare a Natale

Oggi vi sottoponiamo una proposta assolutamente parziale ma che vuol aprire un piccolo spiraglio di luce sulla saggistica divulgativa, capace di mettere i riflettori su un particolare settore: quello scientifico.
Sì, parliamo di saggi di divulgazione scientifica.
Alcuni di questi libri son stati letti e forse saranno a breve oggetto di una nostra più approfondita recensione. Altri son solo lì, restano idee all’interno di menti curiose.
Stuzzicano l’appetito della conoscenza e forse, come la nostra, anche la vostra.
Iniziamo:

“Il cucchiaino scomparso” di Sam Kean, edizione Adelphi

È un libro che scorre veloce, mai noioso, che si fa leggere tutto di un fiato, mai impossibile. È un libro di storia: la storia della chimica, della tavola periodica. Pieno di aneddoti e storie curiose.

Quarta di copertina: Ideata autonomamente, nel 1869, da Dmitrij Mendeleev e Julius Lothar Meyer, la “tavola periodica degli elementi” continua a restare per lo più congelata nell’inerzia dei ricordi scolastici. Con il libro di Sam Kean dietro ogni simbolo e ogni numero atomico si spalancano sequenze inimmaginabili in tutti gli ambiti dell’esperienza e della conoscenza umana. Come quelle arcaico-antropologiche sull’antimonio, elemento che troviamo nel giallo del Palazzo di Nabucodonosor e nel mascara delle donne egizie, usato sia per sedurre che per incutere terrore. O, ancora, quelle medico-sanitarie sulla tossicità del nitrato d’argento contrapposta alle qualità terapeutiche dello zolfo, alla base del “prontosil rosso”, sulfaminide e primo chemioterapico antibatterico. O, infine, quelle fisico-cosmologiche: tutti gli elementi della tavola, infatti, condividono la stessa genesi stellare (l’esplosione di una supernova) in una fase di contrazione della materia che ha scremato la Terra e gli altri pianeti, oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa. Punteggiato di sorprendenti aneddoti (come quello, evocato nel titolo, del cucchiaino di gallio che si scioglie al contatto del tè, permettendo trucchi alla Houdini) e digressioni narrative, il libro di Kean è un’introduzione alla conoscenza di ciò che costituisce il nostro pianeta.


“L’incredibile cena dei fisici quantistici” di Gabriella Greison, edizione Salani

È il 1927 e durante una delle cene di gala più importanti della storia moderna troviamo al tavolo dell’appena concluso Congresso Solvay, sei e più delle menti più brillanti del secolo passato. Diretto come se fossimo a tavola con loro, tra una portata e l’altra, si vengono a scoprire intuizioni, certezze, dubbi e impressioni personali che hanno plasmato il mondo della scienza odierna.

Quarta di copertina: Bruxelles, 29 ottobre 1927. Si è appena concluso il V Congresso Solvay della Fisica, che ha visto riuniti i fisici più illustri dell’epoca, gli stessi che ora si apprestano a partecipare a una cena di gala, ospiti dei reali del Belgio. C’è Albert Einstein, scherzoso come suo solito; Marie Curie, saggia e composta; Niels Bohr, che maschera bene la tensione sotto un’aria gioviale; e poi ancora Arthur Compton, William Bragg, Irving Langmuir… Menti eccelse e brillanti, ma anche uomini e donne con le loro debolezze e le loro piccole manie, che questo romanzo ci restituisce a pieno, mescolando abilmente Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Partendo da un fatto storico, Gabriella Greison conduce il lettore a quella tavola, tra porcellane finissime e luci sfavillanti, camerieri compassati e ottimo cibo, facendogli ascoltare le chiacchiere che si intrecciano da una sedia all’altra, e soprattutto l’acerrima discussione sulla fisica quantistica tra Einstein e Bohr, punto cruciale nella storia della disciplina. E così, tra una portata e l’altra, travolti dalla narrazione in presa diretta, ci troviamo come per magia a capire concetti complessi, ascoltandoli direttamente dalla voce di chi li ha ideati. E al termine di questa davvero incredibile cena, ci alziamo anche noi dal tavolo, divertiti e più colti di quando ci siamo seduti.


“Fisica quantistica per poeti” di Lederman ed Hill, editore Bollati Boringhieri


Sempre e comunque fisica quantistica, l’autore di questo articolo non l’ha ancora letto ma la quarta di copertina non lascia dubbi in merito al possibile interesse.

La fisica quantistica è la più solida base delle nostre conoscenze. Praticamente tutto ciò che sappiamo sul mondo passa per questa disciplina, e sono tantissime le realizzazioni pratiche che questa scienza ha reso possibili: dal laser ai transistor, dalla risonanza magnetica al telefono cellulare che ognuno di noi ha in tasca. Eppure, per la grande maggioranza delle persone si tratta di una materia totalmente ignota, ritenuta troppo «difficile», «arida» nella sua trattazione matematica, o «astrusa» nei suoi assunti di base. Nel migliore dei casi, un gioco per menti eccentriche, terribilmente complesso, al quale non conviene avvicinarsi, e che comunque nulla ha a che fare con la poesia del mondo. E questo è un vero peccato, perché la fisica quantistica è innanzi tutto «bella», almeno quanto la poesia; e sebbene sia in effetti controintuitiva in maniera sconcertante (come la poesia) e a suo modo complicata, per capirne i segreti non è affatto necessario conoscere la matematica, almeno se a raccontarcela sono il Premio Nobel Leon Lederman e il suo collega Christopher Hill. Il dono della divulgazione di questi due autori, la loro verve stilistica e la loro indubbia competenza, permettono infatti a chiunque legga Fisica quantistica per poeti di capire finalmente a fondo fenomeni reali (eppure in un certo modo fiabeschi), come l’esistenza di particelle che «sanno» dove andare ancor prima di partire o che possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente. Un mondo magico e al tempo stesso molto reale, che è appunto quello in cui viviamo.


“Il frigorifero di Einstein” di Paul Sean, editore Bollati Boringhieri

È un viaggio nella storia del pensiero razionale umano, di come da un’idea, quella di imbrigliare l’energia per muovere le macchine, si sia potuto giungere ad una più ampia conoscenza della fisica e delle leggi che muovono l’universo, in tre parole: la storia dell’entropia

Quarta di copertina: La storia di cui parla questo libro inizia con Sadi Carnot, un giovane ingegnere dell’École polytechnique di Parigi, che nel 1824 pubblicò a sue spese un libro dal titolo Riflessioni sulla potenza motrice del fuoco. È questo l’inizio della termodinamica. Ma si era anche all’inizio della Rivoluzione industriale e da allora innovazione tecnologica e innovazione scientifica hanno proceduto in parallelo, specchiandosi l’una nell’altra, e dando vita di fatto al mondo nel quale noi oggi viviamo.


“Buchi neri e salti temporali” di Kip Thorne, editore Oblò Castelvecchi

È l’ultima fatica su cui l’autore del post si sta cimentando, appena iniziato, quindi posso solo dire che non serve essere degli scienziati per comprenderne i passaggi, per quanto sicuramente il rigore scientifico ed il dettaglio con il quale son spiegate le cose, unito ad un volume non certo “leggero” (570 pagine) possono fare desistere anche il lettore più incallito.

Quarta di copertina: Nel 1915 Einstein completò le leggi della relatività generale, segnando una svolta nella concezione dello spazio e del tempo. Si apriva così la nuova frontiera degli studi sul misterioso fenomeno astronomico dei buchi neri. In questo volume, Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sull’argomento, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica dei quanti, fino a prendere in esame l’ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all’altro dell’universo più velocemente della luce. Combinando principi fisici comprovati a geniali intuizioni, Buchi neri e salti temporali dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare – tra sbalzi, vicoli ciechi e sforzi di comprensione – le complessità dell’universo e di rivelare l’intima semplicità, l’eleganza e la meravigliosa bellezza delle leggi fondamentali che lo governano. Questo libro non rappresenta soltanto il più importante testo di divulgazione sulla teoria dei buchi neri, ma una potente fonte di ispirazione dell’immaginario contemporaneo.


“Errori galattici. Errare è umano, perseverare è scientifico”, di Luca Perri,
Editore De agostini

Questo è un volume non letto, ma possiamo immaginare dalla quarta di copertina che sia interessante, soprattutto perchè a volte gli scienziati son creduti onnipotenti mentre, se si scava leggermente più in profondità, si scoprono umani, persone che come altre sbagliano e spesso in maniera più eclatante di molti.

Quarta di copertina: La scienza prenderà sempre delle cantonate. Potranno volerci anni, addirittura secoli o millenni, ma alla fine gli errori verranno trovati. E in fondo, quando ci prendono per le orecchie perché abbiamo sbagliato, miglioriamo tutti. Scoprendo sempre più l’universo che ci circonda. La scienza può sbagliare? La risposta è sì. E non solo può, ma deve. Se sogni di diventare uno scienziato o una scienziata, preparati a farne di tutti i colori (e avvisa i tuoi genitori, così cominciano a mettersi il cuore in pace): il segreto infatti non è essere infallibili, bensì non arrendersi mai. Lo sanno bene gli scienziati di questo libro, dal grande Einstein, al geniale Marconi fino all’astronomo Schiaparelli, che di granchi ne hanno presi eccome! Preparati a un viaggio tra gli asteroidi dell’epic fail più strambi della scienza a bordo di uno shuttle guidato dalla stella dell’astrofisica, Luca Perri, con i disegni di Tuono Pettinato.


di Fabrizio Pressi

Pubblicato in: segnalazioni

Segnalazione: Ucciderò il gatto di Schrödinger, Gabriella Greison

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 15 Settembre 2020

Quarta di copertina: “Quando vidi per la prima volta il disegno del gatto nella scatola avevo appena compiuto 14 anni, facevo la terza media, era il 2006. Mai avrei pensato che questo disegno mi avrebbe perseguitato per tutta la vita. È arrivato il momento per me di capire cosa c’è dietro. Gli enigmi non mi spaventano, basta mettere in fila i passaggi, uno dopo l’altro, facile.” Gabriella Greison, fisica, scrittrice, divulgatrice, affronta con questo romanzo la grande sfida di rendere narrativa e comprensibile a tutti la fisica quantistica. “Ucciderò il gatto di Schrödinger” è la storia romanzata della vita di Erwin Schrödinger, lo scienziato per antonomasia della fisica quantistica, divenuto popolare grazie all’ideazione del suo famoso paradosso, che illustra in modo emblematico le insolite regole del mondo delle particelle: il gatto dentro la scatola da lui congegnata è vivo o morto? Oppure entrambe le cose? Protagonista del libro è Alice, una donna di 28 anni, in pieno tormento esistenziale per le scelte che deve compiere. Le viene in aiuto il suo amico immaginario, Erwin Schrödinger, prima semplicemente un poster in camera sua, poi presenza fissa nei suoi sogni. L’avvincente dialogo con il fisico austriaco genererà in lei la passione per la fisica quantistica, che l’accompagnerà nella crescita personale.


Dicono dell’autrice.

Gabriella Greison è fisica, scrittrice, giornalista e attrice teatrale. Laureata in Fisica a Milano, ha collaborato con diversi istituti di ricerca e musei scientifici, e ha scritto per varie riviste e quotidiani e attualmente collabora con «la Repubblica». Ha scritto e condotto Pillole di fisica, in onda su «RaiNews24», e ha portato a teatro i monologhi: 1927. Monologo Quantistico, cui hanno fatto seguito L’alfabeto dell’universoDue donne ai raggi X. Marie Curie e Hedy Lamarr, ve le racconto ioFaust a CopenhagenEinstein & me e La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall. È autrice di diversi libri di successo: L’incredibile cena dei fisici quantistici (2016), Storie e vite di Superdonne che hanno fatto la scienza (2017); Hotel CopenhagenEinstein e io (2018), e La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall (2019). 
Presso Bollati Boringhieri è apparso Sei donne che hanno cambiato il mondoLe grandi scienziate della fisica del xx secolo (2017). Con L’incredibile cena dei fisici quantistici (Salani, 2016, 35.000 copie vendute), Gabriella Greison è diventata una star della divulgazione in Italia. Il suo ‘Monologo quantistico’ è andato in scena nelle sale di tutto il paese. Il suo modo di divulgare la fisica è diventato un punto di riferimento. Il suo sito è www.greisonanatomy.com

Pubblicato in: Saggio

Sei donne che hanno cambiato il mondo, Gabriella Greison • Recensione

LE GRANDI SCIENZIATE DELLA FISICA DEL XX SECOLO

Greison ritrae, in questo saggio edito da Bollati Boringhieri, la vita romanzata di sei coraggiose donne, tutte geniali e meritevoli, che della scienza hanno fatto una ragione di esistenza, nonostante difficoltà incredibili, lasciando un segno in campo scientifico e più ampiamente nella Storia dell’umanità.

Da Marie Curie a Hedy Lamarr: sei donne che hanno cambiato il mondo, in un  libro


L’autrice struttura il libro in modo originale e lo rende scorrevole e piacevole: trasforma le loro vite in sei novelle che si possono apprezzare da molti punti di vista.
Potremmo definirlo un saggio biografico ma sarebbe riduttivo perché a fianco delle sei ‘grandi’ si muove una pletora di personaggi e, poco dietro, la grande Storia.
Greison ci parla di tante persone e momenti, e di altre donne, come Maria Mitchell per esempio, che sono state forse altrettanto grandi. A lei dobbiamo una frase riportata nel libro:

Abbiamo una fame nella mente, vogliamo conoscere tutto intorno a noi, e più otteniamo più desideriamo conoscere.

Frase che potrebbe essere stata detta da ciascuna delle protagoniste e che racchiude tutto lo spirito, e la spinta, di innovazione e crescita delle donne e sicuramente di quelle di scienza.

Una fame, quelle femminile, che non è possibile placare del tutto, almeno senza difficoltà indicibili e traversie innumerevoli, perché sono donne e vivono un’epoca in cui l’università è appannaggio maschile e, per dirla con le parole di Pierre Curie, futuro sposo di Marie:

Le donne che posseggono il dono del genio vengono nascoste, vengono messe a tacere, vengono allontanate da chi sopra di loro fa massa, e diffonde valori bassi e ridicoli; in molti cercano in tutte le maniere di farsi beffa di loro, denigrandole e deridendole. Per loro il percorso verso la libertà è molto più difficile che per noi uomini. Il trattamento è diseguale, e questa è una vera ingiustizia.

Un libro bello, ricco di spunti e sicuramente di ispirazione. Da leggere e farne tesoro.


Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica  del XX secolo : Greison, Gabriella: Amazon.it: Libri

Quarta di copertina: I sei brevi romanzi in cui perdersi in questo libro sono quelli di Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948). Per molti saranno nomi sconosciuti, eppure queste sei donne sono state delle pioniere. Sono nate tutte nell’arco di cinquant’anni e hanno operato negli anni cruciali e ruggenti del Novecento, che sono stati anni di guerre terribili, ma anche di avanzamenti scientifici epocali. C’è la chimica polacca che non poteva frequentare l’università, la fisica ebrea che era odiata dai nazisti, la matematica tedesca che nessuno amava, la cristallografa inglese alla quale scipparono le scoperte, la diva hollywoodiana che fu anche ingegnere militare e la teorica serba che fu messa in ombra dal marito. Le sei eroine raccontate da Gabriella Greison non sono certo le sole donne della scienza, ma sono quelle che forse hanno aperto la strada alle altre, con la loro volontà, la loro abilità, il talento e la protervia, in un mondo apertamente ostile, fatto di soli uomini. Sono quelle che hanno dato alla scienza e a tutti noi i risultati eclatanti delle loro ricerche e insieme la consapevolezza che era possibile – era necessario – dare accesso alle donne all’impresa scientifica. Non averlo fatto per così tanto tempo è un delitto che è stato pagato a caro prezzo dalla società umana. Sono sei storie magnifiche. Non sempre sono storie allegre e non sempre sono a lieto fine, perché sono racconti veri, di successi e di fallimenti. Ma è grazie a queste icone della scienza novecentesca e al loro esempio che abbiamo avuto poi altre donne, che hanno fatto un po’ meno fatica a farsi largo e ci hanno regalato i frutti del loro sapere e della loro immaginazione. Dietro di loro sempre più donne si appassionano alla scienza, e un domani, in numero sempre maggiore, saranno libere di regalarci il frutto delle loro brillanti intelligenze.



Chi è GABRIELLA GREISON?
GABRIELLA GREISON – Greison Anatomy

Gabriella Greison è fisica, scrittrice, giornalista e attrice teatrale. Laureata in Fisica a Milano, ha collaborato con diversi istituti di ricerca e musei scientifici, e ha scritto per varie riviste e quotidiani e attualmente collabora con «la Repubblica». Ha scritto e condotto Pillole di fisica, in onda su «RaiNews24», e ha portato a teatro i monologhi: 1927. Monologo Quantistico, cui hanno fatto seguito L’alfabeto dell’universoDue donne ai raggi X. Marie Curie e Hedy Lamarr, ve le racconto ioFaust a CopenhagenEinstein & me e La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall. È autrice di diversi libri di successo: L’incredibile cena dei fisici quantistici (2016), Storie e vite di Superdonne che hanno fatto la scienza (2017); Hotel CopenhagenEinstein e io (2018), e La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall (2019). 
Presso Bollati Boringhieri è apparso Sei donne che hanno cambiato il mondoLe grandi scienziate della fisica del xx secolo (2017). Con L’incredibile cena dei fisici quantistici (Salani, 2016, 35.000 copie vendute), Gabriella Greison è diventata una star della divulgazione in Italia. Il suo ‘Monologo quantistico’ è andato in scena nelle sale di tutto il paese. Il suo modo di divulgare la fisica è diventato un punto di riferimento. Il suo sito è www.greisonanatomy.com