La vita può esplodere all’improvviso.
Basta chiudere gli occhi.
Anche solo per un attimo.
Una ragazza, un ragazzo, una scuola, un pullman, una piccola città: un grande amore.
Quello di Anna e Jacopo.
Nel romanzo della Caldiani trovi lo splendore dell’amore giovane, totalizzante e a tratti addirittura spaventoso perché soverchiante e annichilente nella sua apparente enormità.
La gioia del trovarsi nuovi e del conoscere se stessi come fosse la prima volta. Adolescenza questa conosciuta.
Sei stato, o magari sei (chissà), sedicenne: quindi sai, e ne sei a conoscenza, del momento in cui il mondo diventa improvvisamente gigantesco e, nello stesso tempo, il luogo dove si vive si rimpicciolisce e diventa soffocantemente normale mentre tu sei diverso.
Fosse pure New York la tua città se ci vivi da sempre, una volta diventato adolescente, ti sembrerà comunque noiosa e impolverata come una vecchia casa abbandonata.
E tu sei diverso.
La pace della cameretta con la porta rigorosamente sprangata, unico rifugio dalla tragedia invisibile agli occhi di tutti gli altri. Il tuo personalissimo dramma.
La solitudine dell’incomprensione che provi finché non arriva qualcuno a bucare la tua bolla, il tuo sacco amniotico e quando succede, e succede per forza, prima o poi: è l’esplosione.
Nel caso di Anna è Jacopo a produrre la deflagrazione, o possiamo dire nel caso di Jacopo è Anna.
Niente artificieri, solo un grande botto.
Si trovano, quei due, nonostante tutto. E in quel ‘nonostante tutto’ è insito il vero gusto, anzi il profumo, di questo romanzo.

È fresco e denso, leggero ma pieno e corposo. Emozionale, giovane benché profondo e maturo.
Tutto in un romanzo di 287 pagine che volano via, o fluttuano vibranti a seconda dello snodo narrativo in cui la Caldiani ti accompagna.
Non puoi fare a meno di immedesimarti nella coppia di protagonisti, non ti è possibile evitare di condensare speranze nella loro storia, fino al punto che le pagine cominciano a scarseggiare e serpeggia l’alone della svolta improvvisa, il colpo di scena che deve esserci per forza ma tu non sai se lo vuoi.
Forse speri in un seguito, chissà.
Dici fra te e te: magari è una duologia, forse anche di più, una saga.
Le pagine scorrono ed eccole arrivare, loro: le ultime pagine.
Arrivano come arriva l’accettazione nelle fasi del lutto.
Terminano e salutare Anna e Jacopo è dura, rimane nell’aria ancora quel profumo, quel sapore e guardando in alto o indietro puoi quasi vederlo.
Adolescenza è accettazione, soprattutto. Amore, rossori, invidie, rivincite, gelosie, comprensione, crescita, lasciti e ritorni.
‘Basta chiudere gli occhi’ profuma di tutto questo, gustarselo nella sua complessità riporta ai precedenti lavori della Caldiani: Twizel e pure Jonas Grinn. Capisci con questo romanzo che quel profumo, quel gusto è la firma dell’autrice, il suo DNA letterario.
Qui lascia andare del tutto l’elemento fantastico (se escludi che Anna è una sedicenne che non usa per niente il cellulare: fantascienza) per perdersi nelle strade della sua Bergamo, realissima e contemporanea.
Fatto salvo questo cambio di paradigma la sua narrativa è piacevole e non puoi che sperare bene per i prossimi lavori.
‘Basta chiudere gli occhi‘ è edito dalla torinese La Corte Editore e sarà in libreria il 5 settembre 2019. Bottino dell’ultimo Salone internazionale del Libro, dove era venduto in anteprima in poche copie, un centinaio.
A chi potrebbe piacere: semplicemente a tutti. L’unico dubbio che viene è se piaccia in ugual misura anche ai maschietti. Verranno effettuati dei test in merito da parte del bistrot dei libri.
A chi potrebbe NON piacere: Metti che tu sia di quelli che odia i romanzi… beh insomma se hai letto fino qui secondo me puoi leggere anche il volume intero e trarne giovamento ^_^
Recensione a cura di Bianca Casale
Chi è l’autrice?

È di Bergamo. Avvocato, è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha pubblicato la dilogia distopica ‘Twizel‘, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, il l’urban fantasy ‘Jonas Grinn‘ e lo young adult ‘Basta chiudere gli occhi‘, romanzo ambientato nella sua città.