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Segnalazione: La pedina di vetro, Antonella Tavassi La Greca

Uscito il 20 novembre 2019 edito da Di Renzo Editore una storia tutto al femminile d’altri tempi dove viene analizzata con garbo e delicatezza la figura controversa di una donna esiliata a Ventotene e poi a Reggio Calabria, a seguito dell’accusa di adulterio e tradimento mossale dal padre Ottaviano Augusto – Imperatore e Padre della Patria – il quale, sobillato da Livia, sua terza moglie, utilizzò la giovane figlia come pedina nei suoi giochi politici, dandola in sposa a figure importanti della vita pubblica romana.

Questo romanzo è il diario immaginario di Giulia, prima donna ad aver sfidato le leggi di un mondo costruito su misura per condottieri e imperatori, rivendicando la propria femminilità e il diritto a coltivare i suoi interessi e le sue passioni. Una creatura ribelle, che osò opporsi alla morale ipocrita del padre, il quale da adultero, emanò la lex de adulteriis per debellare l’immoralità entro i confini dell’Impero.

81ZNyQVwAuLQuarta di copertina: «Non avevo ancora dieci anni, ma ero già sfuggita a due fidanzamenti ufficiali, il primo con Antyllus, il figlio di Antonio, il secondo addirittura con un barbaro: il futuro re dei Geti, Cotiso. In realtà sulla scacchiera della politica contavo come una pedina di vetro ai latrunculi, il gioco con il quale fin da bambina ero solita intrattenermi con mio padre. Ero diventata abile a impadronirmi della pedina del Re, che conserva la libertà di movimento anche quando il giocatore perde la Regina. Vincevo spesso e Augusto era deluso come un bambino, quando mangiavo la sua pedina venutasi a trovare tra due di colore diverso».
Giulia Maggiore, figlia unica di Ottaviano Augusto, è la prima donna ad aver sfidato le leggi di un mondo costruito su misura per condottieri e imperatori. Bella, intelligente e colta, viene allevata con l’amorevolezza e la sapienza degne di un erede al trono, cosa insolita per una donna dell’epoca. Destinata dal padre ad assicurare una discendenza alla gens Iulia, sposerà prima il giovane Marcello, nipote prediletto di Augusto, poi il fido
condottiero Agrippa e, in ultimo, il temibile fratellastro Tiberio. Tacito, Svetonio, Dione Cassio, Macrobio e Plinio il Vecchio ne lodano le innumerevoli doti, la squisita educazione e l’estrema dolcezza d’animo, che tuttavia non basteranno a salvarla dagli intrighi di palazzo della matrigna Livia, che con un’accusa di adulterio la costringerà a un duro esilio sull’isola di Ventotene, prima, e nella remota provincia di Reggio Calabria, poi. Queste sono le memorie che non ha mai scritto.

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Dicono dell’autrice. 

Antonella Tavassi La Greca (Napoli 1951 – Roma 2008) si è laureata in Storia e filosofia e ha insegnato per più di vent’anni nei licei della capitale. “La pedina di vetro” è la sua opera prima. Con Di Renzo Editore ha pubblicato anche il dramma teatrale “Voce di Giulia” (2003).

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Segnalazione: Il soffitto di cristallo, Gianni Perrelli

Oggi segnaliamo con piacere un romanzo edito da Di Renzo Editore. Uscito a Settembre 2019, dalla trama si può cadere in errore pensando che si tratti di un romanzo un po’ fantascientifico, ma come dice il detto la speranza è comunque l’ultima a morire e un giorno – forse, chissà, mai – un paio di tacchi a spillo prenderanno davvero potere all’interno del parlamento italiano.

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Il soffitto di cristallo_9788883235252Quarta di copertina: Livia Serantoni è la prima donna a ricoprire la carica di
Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. La prima ad aver superato il soffitto di cristallo. Un traguardo diventato oggi la norma in Europa, ma quasi utopistico in
un paese machista come il nostro. Giorgio Recalcati è un giovane giornalista in promettente ascesa. Paolo Rizzi è un segretario di partito ormai dimenticato. Ognuno di loro ha pagato un prezzo. Forse troppo alto. Cosa e chi hanno sacrificato in nome della scalata al potere? Intorno a loro, il teatro della politica con i suoi intrighi di palazzo, le
oscure battaglie di partito, le ipocrite compiacenze, le illusioni mediatiche e le sirene dei social. L’attualità è l’ennesimo capitolo di una ragion di Stato ormai esausta, sopravanzata dalla propaganda populista. La prospettiva è la paura di perdere tutto che induce all’errore o alla facile promessa. Come resistere? Livia lo sa: questa è l’ultima occasione che ha per convincere e convincersi che la politica non s’improvvisa, si costruisce. Giorno dopo giorno.


Dicono dell’autore. 

Gianni Perrelli, giornalista e scrittore, intraprende la carriera giornalistica a Bari nelle redazioni de “Il Tempo” e “La Gazzetta del Mezzogiorno”, per poi passare da professionista a Roma, con l’agenzia di stampa Inter Press Service, dove si dedica a politica, cronaca e spettacoli. Si occupa di ciclismo e calcio per “Il Corriere dello Sport”, prima di diventare inviato speciale per “L’Europeo”, sui temi di politica nazionale e cronaca.
Nominato corrispondente dagli Stati Uniti negli anni ’80, al suo ritorno in Italia si trasferisce a “L’Espresso”, come responsabile degli esteri e dei servizi speciali. Vincitore nel 2005 del Premio Val di Sole per il giornalismo di politica estera, ha collaborato tra gli altri a “Il Fatto Quotidiano”, “La Repubblica”, e ha diretto il settimanale “Special”. Autore di saggi e romanzi, con Di Renzo Editore ha pubblicato “Habana libre” (2004), “Il tunnel”
(2012), “16 metri quadri” (2014) e “Professione reporter” (2019).