“È un tipo speciale di senzatetto essere sfrattati dai propri sogni.”
Benvenut* o bentornat* sul blog! Oggi parliamo di un libro che mi ha davvero incuriosito per la sua premessa, ma che mi ha anche lasciato con un bel po’ di amaro in bocca.
Sto parlando de I donatori di sonno di Karen Russell.

Prima di addentrarci nella storia, due parole sull’autrice sono d’obbligo. Karen Russell è una delle voci più originali della narrativa contemporanea americana, finalista al Premio Pulitzer con il suo romanzo d’esordio Swamplandia!. È una scrittrice molto nota per il realismo magico, per la capacità di infilare elementi surreali all’interno di contesti quotidiani e per una penna acclamata dalla critica per la sua audacia e inventiva.
E in questo libro, tutta la sua audacia si vede eccome.
La premessa narrativa è una specie di “Apocalypse, insomnia edition”. Karen Russell ci catapulta in un mondo distopico dove un’epidemia di insonnia terminale sta spingendo una fetta enorme della popolazione verso la follia o, peggio, verso la morte. L’unico rimedio? Una rete di solidarietà (e profitto) dove le persone sane possono letteralmente donare il proprio sonno.
L’idea è fulminante, anche perché apre a risvolti psicologici pazzeschi: se il sonno si può donare, si donano anche i sogni che porta con sé. E qui scatta la parte più inquietante e affascinante: cosa succede se a essere donato è un incubo? Cosa succede se il sonno che dovrebbe salvarti ti infetta la mente?
Ad aiutarti a entrare in questo incubo c’è una scrittura davvero evocativa: la Russell ha una penna fluida, che scivola via che è un piacere ed è incredibilmente veloce. Non ci sono tempi morti nello stile, le parole scorrono e ti ritrovi a leggere capitoli senza alcuna fatica.
Eppure, nonostante tutti questi ingredienti eccezionali, c’è qualcosa nel meccanismo che non ha funzionato fino in fondo. Durante la lettura ho avuto la netta sensazione che il libro fosse fin troppo “consapevole” di essere un esperimento letterario. Avete presente quei libri scritti quasi per sentirsi dire “guarda che audace, guarda che originale”? Ecco, c’è un retrogusto un po’ pretenzioso che toglie spontaneità alla storia.
Il problema principale, però, a mio avviso, resta il formato. Il libro è molto breve, quasi una novella, e questa velocità si rivela un’arma a doppio taglio. La Russell lancia degli spunti incredibili ma poi non spinge per nulla sul worldbuilding, sulla profondità dei personaggi, sulle ripercussioni delle azioni. Non va a fondo. Ti mostra questo mondo devastato ma non ti spiega come funziona davvero la società, come si è arrivati a quel punto, lasciando la trama un po’ troppo appesa a dinamiche difficili da credere.
Finisce per sembrare più un racconto lungo espanso che un romanzo vero e proprio. Tutto si muove troppo in fretta, arrivando a una risoluzione finale che risulta debole. Un finale diverso, più netto e definitivo, avrebbe sicuramente elevato il valore dell’opera. Invece, l’esecuzione generale finisce per risultare un po’ deludente rispetto alle aspettative.
Stringi stringi come la penso:
Un libro concettualmente interessantissimo, breve che si legge in un lampo grazie a uno stile fluido, ma che non riesce a sfruttare tutto il suo potenziale. Paradossalmente, il fatto che sia così breve è la sua salvezza: un investimento di tempo maggiore, a fronte di questa resa, sarebbe stato frustrante.
Forse, per meglio apprezzare quest’autrice, questo non è il libro giusto.
Voi lo avete letto? Vi incuriosisce questa idea del “sonno contagiato”? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti!
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Karen Russell (Miami, 1981) ha vinto il Premio Lattes Grinzane nel 2023 con il romanzo breve I donatori di sonno, pubblicato da SUR, ed è stata finalista al Premio Pulitzer nel 2012 con il suo primo romanzo, Swamplandia! (uscito in Italia per Elliot). È anche autrice di tre raccolte di racconti: Un vampiro tra i limoni e Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi (Elliot) e Orange World, di prossima pubblicazione per SUR.
Negli Stati Uniti L’Antidoto, segnalato da decine di testate fra i libri più attesi dell’anno, alla sua uscita è subito entrato nelle classifiche dei bestseller.

