Calendario dell’Avvento: 10 libri ‘GIAPU’

Dal bel periodo del giapponismo in avanti il grande paese del Sol Levante ha esercitato un fascino incredibile sui popoli occidentali, italiani compresi, noi comprese.

E siamo certe che anche tu sei, o conosci bene, un amante di qualsiasi cosa che venga definito nipponico, nondimeno i libri.

Ne abbiamo scelti 10, scritti da giapponesi o che trattano di Giappone. Anche qui, 10 sono pochi, ma Natale è vicino e la sintesi diventa una priorità. Saltiamo di proposito alcuni grandi classici senza i quali nessuno si può definire ‘nippofilo’, ci mettiamo solo Mishima, perché è imprescindibile. Murakami no, tanto vende già abbastanza . Hagakure no, sarebbe come mettere in lista il Vangelo, dai.


1. Yukio Mishima, La dimora della bambolemishima

Tutti i grandi temi della ricerca letteraria di Mishima sono rappresentati in questi racconti: il mito della bellezza, l’equazione violenza-bellezza e bellezza-morte, l’erotismo, il rifiuto della decadenza spirituale del Giappone moderno, il rimpianto per un mondo tradizionale puro ed eroico che trova nel samurai la sua espressione spirituale più alta, l’orrore per la decadenza fisica, il rifiuto di vivere in un mondo privo di valori che non siano quelli del benessere materiale e del successo.


2. Gō Nagai, Devilman devilman-box-1-5

Possiamo parlare di giappone e non di manga? Non è possibile.
E allora andiamo sui grandi: L’edizione Ultimate edita da J-Pop in cinque volumi in un box da collezione. Splendido regalo di Natale.
La trama: i Demoni, antichi abitanti della Terra, si sono risvegliati dal loro sonno millenario per riprendere possesso del pianeta, ma mica pacificamente, ovvio,  sterminando la razza umana. Ryo Asuka è convinta che l’unico modo per combattere questa minaccia sia fondere la propria natura con un essere diabolico e assimilarne i poteri. Per farlo, si serve del giovane Akira Fudo…


51htO8vtNYL3. Ore giapponesi, Fosco Maraini. Per molti aspetti il Giappone di oggi somiglia alla Svizzera: due paesi nei quali tutto, dai treni alle poste, dagli alberghi ai negozi, dalle fabbriche, alle banche, alle università, funziona come un’orologeria mirabilmente oliata, che non conosce inceppi. Resta solo una grossa differenza: che la Svizzera non offre misteri, mentre il Giappone è misteriosissimo. In un certo senso il Giappone guerresco e aggressivo degli anni Trenta e Quaranta era abbastanza trasparente e comprensibile; ma i giapponesi dei giorni nostri, i quali, dopo essere rimasti stesi a terra nel ’45, finiscono in meno di mezzo secolo per costruire una delle maggiori potenze industriali, commerciali e finanziarie del globo, pur non vantando il possesso di vasti territori né avendo a disposizione materie prime – ecco qualcosa che sfiora l’enigma, cha ha sapore di magia e d’occulto! Soprattutto quando vediamo che gli artefici della straordinaria cavalcata ci si presentano in genere come individui anonimi, confusi nella folla con un fare spesso impacciato. Cosa li anima? Quali sono i loro segreti? Come conoscerli davvero? Come capirli? L’asse portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri.


4. Giorgio Armitrano, Iro iro.9788851153441_12ff3512c9cedcd9b1729a4bb4d8336d

Dalle radici storiche della passione giapponese per il canto a una serata magica in un karaoke bar insieme a una scrittrice famosa; dagli imprevedibili esiti di un esercizio di calligrafia in un monastero al sottile confine che separa realtà e fantasia nelle pagine degli scrittori contemporanei, Giorgio Amitrano – che per molti è la voce italiana di Murakami Haruki e Yoshimoto Banana – ci racconta il Giappone che ha imparato a conoscere e amare, al di là degli stereotipi, dei pregiudizi e delle cieche infatuazioni che da sempre l’Occidente coltiva nei confronti di questo Paese. Ci svela un Giappone autentico, sconosciuto, multiforme: il più vero.


51xVGDTmZXL5. Autostop con Buddha, Will Ferguson

Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un po’ la lingua. Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all’ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti. Interessanti le analisi sui modi di interagire dei giapponesi e sul loro culto per i rapporti gerarchici.


6. Le ricette della signora Tokue, Durian Sukegawa410ehLEbaYL

La modesta bottega di dolciumi di Sentarō comincia a prosperare con l’arrivo dell’anziana signora Tokue. Il pasticciere si convince ad assumerla dopo aver assaggiato il suo delizioso e inimitabile an, la confettura di fagioli rossi usata per farcire i dorayaki. Ma Tokue nasconde un segreto ben piú inconfessabile della ricetta di una confettura.

[…] gli insetti, gli alberi, le piante e i fiori. Il vento, la pioggia e la luce. La luna. Tutte le cose del mondo hanno il dono della parola, ne sono convinta. Solo ad ascoltarle ci si riempie il cuore. Essere nel bosco del Tenseien è abbastanza, perché lì dentro c’è un mondo intero. La notte, basta prestare ascolto al mormorio delle stelle per sentire lo scorrere eterno del tempo. (p. 137)


9788845981753_0_0_626_757. La ragazza del Kyūshū, Matsumoto Seichō

Autore paragonato a Simenon e poco conosciuto in Italia. Scrive noir magistrali e assolutamente perfetti.

La trama di questo in particolare: in un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyūshū per arrivare fin lì, a implorare…

 


8. Il piccolo libro dell’ikigai. La via giapponese alla felicità, Ken Mogi9788858428771_0_0_1151_75

Ma cos’è l’ikigai? Per scoprirlo non serve volare in Giappone: tutti hanno un ikigai, ma non sempre ne sono consapevoli. È quella forza che spinge ad alzarsi la mattina e dà l’entusiasmo per affrontare la giornata. È la soddisfazione che deriva dal compiere i gesti più naturali e scoprirli preziosi per sé e per gli altri. È la gioia inaspettata che si prova per un raggio di sole dopo tante giornate di pioggia, per un caffè fumante in un mattino d’inverno, per il sorriso sincero di uno sconosciuto in autobus. Se l’ikigai è la via che conduce alla felicità, Ken Mogi è la persona giusta per indicarci la direzione da seguire. E lo fa raccontandoci, dalla prospettiva insolita del neuroscienziato, un Giappone sconosciuto, quotidiano eppure segreto. Sempre con la stessa leggerezza e concentrazione di una cosa fatta con ikigai.


518UbEGa1rL9. L’emporio dei piccoli miracoli, Keigo Higashino 

Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shota, Kohei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario dell’Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta…


10. Neve sottile, Jun’ichiro Tanizaki junichiro-tanizaki-neve-sottile-9788823521445-3-300x462

Nel 1942 il governo giapponese imponeva la censura su Neve sottile, il romanzo che Junichirō Tanizaki stava pubblicando a puntate su una rivista: nelle sue pagine la guerra, minacciosa e inarrestabile marea, suscitava nei personaggi sgomento e preoccupazione, non il fervore dell’allineamento. Tanizaki era ben lontano dall’urgenza degli eventi: nella storia di quattro sorelle di Osaka, degli equilibri e squilibri affettivi che giocano in seno alle famiglie, straordinaria è l’intensità dell’esperienza psicologica; mai il racconto si aggiusta nei limiti angusti di una cronaca. Ma c’è di più. Il confronto fra il modello occidentale e le antiche tradizioni nipponiche si fa materia e motivazione delle scelte, emblema dei destini personali.


 


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.