Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

La primavera perfetta, Enrico Brizzi – recensione

Scrivere questa recensione è disturbante. Potenzialmente potrebbe riassumersi così: è eccezionale, bellissimo e denso, ricco e realistico, talmente appassionante che sembra raccontare la tua vita; che diavolo fai ancora seduto lì? Corri a leggere il grandissimo nuovo libro di Enrico Brizzi!

Si può fare? Forse no, ecco la provenienza del disturbo. Come è possibile argomentare qualcosa per cui si è terribilmente entusiasti?
Quello che segue è quindi un tentativo sperimentale. Nel caso foste pigri direi che potete anche fermarvi qui. Il concetto credo sia chiaro.

Enrico Brizzi torna a far sentire la sua voce da narratore di altissimo livello e il risultato è un romanzo straordinario.



«Alla fine basta ricordare come ci si sentiva da giovani» spiego, e ora mi sembra di parlare al ragazzo che ero venticinque anni fa. «Non parlo del sentirsi perennemente sotto assedio e nemmeno dell’oscillare di continuo fra il sentimento di essere inadatti e la pretesa dell’invulnerabilità, ma del coraggio di credere ai sogni. Se c’è un segreto, è tutto qui»

Venticinque anni fa Brizzi era un ragazzo che aveva fatto il botto pubblicando ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’, romanzo dal quale si sarebbe dipanato il suo successo ma che sarebbe anche diventato il basto dal quale pare impossibile liberarsi. Trovare un articolo che parli dell’autore bolognese senza citare il suo primo, e purtuttavia mirabolante, romanzo d’esordio è sostanzialmente impossibile.
Ed infatti ecco che anche qui se ne parla eccome.
C’è da giustificarsi però, chi scrive questa recensione era ragazza, con pochi anni di differenza da Brizzi, quando ‘Jack’ era IL fenomeno editoriale. Fu uno di quei libri spartiacque, dopodiché ‘abbandonare’ il suo autore sarebbe diventato impossibile.
Quindi no, questa recensione non è assolutamente obiettiva.
MA.
Nonostante tutto è difficile non intravedere un capolavoro quando lo si legge. E questo lo è.
Un romanzo maturo e coinvolgente, ricco come la grassa terra delle colline bolognesi ma asciutto nella prosa, diretto e mai esagerato o esasperato. Perfetto.
Ironico e tagliente il romanzo racconta una meravigliosa storia d’amore. O forse di più.
Luca Fanti è piazzato bene, sembra. Bella moglie, due splendidi bambini e una casa nella operosa Milano, un lavoro invidiabile grazie al fratello campione di ciclismo.
Qualcosa in questo quadretto impeccabile comincia ad incrinarsi e presto un vorticoso turbine trascina il protagonista in un crescendo di avversità fino a quando pare tutto perduto. Lui appare perduto.
Ma sarà così? O ci sarà una primavera dopo l’inverno?

Le disfatte, mi dico ora, non sono tutte uguali. Se c’è qualcosa che fa la differenza tra la resa senza quartiere e ottenere l’onore delle armi, sta nella dignità che porta a lottare sino all’ultimo.
[…]
È servito sprofondare per intero in questo disastro, per intravedere una luce. L’affetto sconfinato dei miei figli. La soddisfazione di rispondere che la mia lealtà non è in vendita. La sorpresa che esiste ancora, su questo pianeta, una donna per la quale vale la pena sospendere ogni diffidenza e sentirsi emozionati.

La copertina ritrae un uomo che cammina su una fune tesa in mezzo alle montagne. Espressione della condizione umana, sempre mutevole, mai sicura e proprio per questo emozionante. Traballare, inciampare ma avere la forza di ritornare in equilibrio.
Tutto questo e tanto, tantissimo altro in 425 pagine divorabili in pochissimo ma che prenderanno più tempo ad essere digerite e metabolizzate, non è un libro leggero nonostante l’ironia e lo stile svelto e disinvolto.

La primavera perfetta di Enrico Brizzi | Bidon

Come un buon pezzo musicale (c’è anche una playlist dedicata su Spotify) pretende un po’ di ascolto prima di lasciarti davvero entrare.
L’ultima parte è una vera e propria bomba caratterizzata da uno stato di violenta e persistente emozione, passaggio obbligato verso la liberazione.
Al termine un vuoto, come se si fosse davvero su quella fune a guardare di sotto. E se si guarda bene è proprio così.
Un passo dopo l’altro. Con i giusti tempi per rifiatare. Camminando in una primavera perfetta.

✎©Bianca Casale


La primavera perfetta

Luca Fanti non avrebbe saputo dire qual era stato l’istante esatto in cui le cose avevano iniziato a mettersi male. Dopotutto era un uomo fortunato. Una moglie affascinante, due splendidi figli, un lavoro che in tanti gli invidiavano: fare il manager di suo fratello Olli, uno dei ciclisti più forti del mondo. Poi qualcosa aveva sbagliato, certo. Errori piccoli, ed errori grandi. E il castello delle sue certezze si era sgretolato. Il divorzio, gli alimenti impossibili da pagare, le accuse della figlia maggiore, perfino un processo per aggressione, una cosa ridicola, in fondo aveva solo tirato un pugno a un amico. Certo, con suo fratello l’aveva davvero fatta grossa… 



La primavera perfetta di Enrico Brizzi
Prezzo: €19.50
edito da Harper Collins Italia



Dicono dell’autore.

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Enrico Brizzi (Bologna 1974) ha esordito a vent’anni con Jack Frusciante è uscito dal gruppo, al quale hanno fatto seguito Bastogne (1996), Tre ragazzi immaginari (1998) ed Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (1999). La passione dell’autore per i viaggi a piedi ha ispirato Nessuno lo saprà (2005), Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007), Gli Psicoatleti (2011) e Il sogno del drago (2017).
Tra i suoi ultimi titoli L’arte di stare al mondo (2013), Il matrimonio di mio fratello (2015) e Tu che sei di me la miglior parte (2018).