Una sorprendente storia d’amore raccontata da un raffinato cartografo dei sentimenti.
A New York, in una torrida giornata estiva, un uomo e una donna non più giovanissimi si incontrano per caso in tribunale, convocati alle selezioni per la giuria popolare. Un’incombenza poco allettante, quasi un fastidio, che però potrebbe rivelarsi un piacevole nuovo inizio. Sbrigate le faccende formali, ogni giorno Paul e Catherine si concedono fugaci istanti insieme: un pranzo in un ristorantino di poche pretese, una passeggiata, quattro chiacchiere sulla famiglia, sul lavoro e sulle occasioni mancate… E soprattutto la colazione nel loro locale preferito, dove il barista originario di Napoli fa da vivace sfondo al loro idillio: l’aroma del caffè e il buffo accento del ragazzo trasportano la coppia in Italia, terra natale della madre di Paul e, chissà, futuro approdo per un possibile seguito della storia. In attesa che la fuga romantica sconfini dal sogno alla realtà, nel parco della High Line questo legame si annoda sempre più stretto, alimentato da discorsi seri e frivole battute, risate cristalline, timidi abbracci, nella consapevolezza di non essere infelici ma neppure completamente soddisfatti di una vita matrimoniale scivolata ormai nell’abitudine. Paul e Catherine coglieranno quella che potrebbe essere l’ultima opportunità di essere felici? Abilissimo cartografo dei sentimenti, André Aciman ha scritto un romanzo sul diritto all’amore, unica forma di resistenza possibile contro lo scorrere del tempo, che è il vero padrone delle nostre esistenze.
Chi è Andrè Aciman?
André Aciman ha vissuto e studiato prima ad Alessandria d’Egitto, poi a Roma e infine a New York. Ha insegnato letteratura comparata alla City University di New York e vive con la famiglia a Manhattan. Tra le sue pubblicazioni: False Papers (2000), Chiamami col tuo nome (Guanda, 2008), Ultima notte ad Alessandria (Guanda 2009), Notti bianche (Guanda, 2011), Città d’ombra (Guanda, 2013), Cercami (Guanda, 2019), L’ultima estate (Guanda, 2021) e Mariana (Guanda, 2021).
Quarta di copertina: Tutto comincia nella provincia più dimenticata della Bassa Padana, dove una nonna feroce tiene in scacco la famiglia a colpi di umiliazioni e crudeltà. Il denaro per lei è potere, e il potere è controllo. La nipote, protagonista di questa storia, a cinque anni dice a sua madre: «Quando la nonna Viviana muore ballerò sulla sua tomba con delle scarpe rosse». La madre si sente in colpa: «Come ti ho passato tutto questo? Dal sangue?». Due battute che sono l’esempio dello stile che incendia la pagina. Il sound di un esordio infuocato dai colori cangianti della cattiveria, per cui Chiara Tagliaferri ha orecchio assoluto. E il talento letterario di riprodurla attraverso personaggi femminili memorabili: la nonna, la madre, la sorella, se stessa. Strega comanda colore è un romanzo che sabota l’ipocrisia, è la storia di una ragazza che si oppone alla maledizione che la vita le ha scagliato addosso. Tra violenza, risentimento e tenerezza. La protagonista cresce affamata: vuole l’amore, vuole la bellezza ma vuole ancora di più i soldi. Per liberare chi ama, costruisce pazientemente la sua vendetta. E poi scappa: dalla pianura piena di nebbia arriva in una Roma piena di luce. Sprovvista di tutto, ma determinata a spogliare chiunque di ciò che lei desidera. Rubare agli altri per dare a se stessa diventa il suo vero lavoro. Per riuscirci inganna, mistifica, si scopre bravissima ad accalappiare fidanzati ricchi che tentano inutilmente di colmare le sue voragini. Intanto mente moltissimo, a tutti. Fino a che incontrerà l’unica persona capace di renderla vulnerabile. Una saga familiare luminosa e scellerata, la storia di un’emancipazione che passa attraverso il sangue, l’epopea di una ragazza che impara dal niente un alfabeto emotivo e che si salva anche grazie alla possibilità di un grande amore. Una storia di streghe. Finalmente.
Chi è Chiara Tagliaferri?
Chiara Tagliaferri è nata a Piacenza e oggi vive a Roma. È autrice, insieme a Michela Murgia, dei libri Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe (2019) e Morgana. L’uomo ricco sono io (2021) pubblicati da Mondadori e ispirati agli omonimi podcast di culto della piattaforma Storielibere.fm. Ha lavorato per molti anni come autrice di trasmissioni radiofoniche per Rai Radio2 e per Storielibere.fm ha scritto e curato diversi altri podcast. Scrive per le pagine culturali di “Domani” e altre testate. Nel 2021 un suo racconto è uscito nell’antologia di Ponte alle Grazie Musa e getta. Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate).
«Vorrei insegnarti la scrittura, Marcus, non perché tu possa imparare a scrivere, ma affinché tu possa diventare uno scrittore. Scrivere romanzi non è una cosa da niente: tutti sanno scrivere, ma non tutti sono scrittori.» «E come si fa a sapere di essere uno scrittore, Harry?» «Nessuno sa di essere uno scrittore, Marcus. Glielo dicono gli altri»
Non ho mai letto niente di quest’autore e la santa biblioteca è riuscita a farmi avere il libro in questione in tempi brevi. Sinceramente è stata un’attesa lunga (anche se è durata solo un giorno, alla fin fine) perché ero in fermento: volevo leggere al più presto il romanzo. Anche in vista del Salone del libro di Torino dove sarà presente Dicker…
Avete presente quel prurito alle mani che vi assale quando desiderate di avere quel determinato libro a tutti i costi nelle vostre grinfie? Ecco, immaginate il mio disagio. Ho raccolto informazioni sul romanzo ‘La verità sul caso Harry Quebert‘, edito da Bompiani, in occasione dell’uscita, a fine maggio, del sequel. Dopo averne parlato qui alla fine della fiera ero curiosa come un gatto. Non potevo non leggerlo. Le 776 pagine non mi spaventavano e la fama di questo romanzo lo precedeva. Piccolo riassunto: il secondo romanzo di Dicker (il primo è Gli ultimi giorni dei nostri padri) riscuote un grande successo, tradotto in 33 paesi ed in poco tempo scala le classifiche di vendita, posizionandosi al primo posto per parecchie settimane. Pare ci siano dei riferimenti a Philip Roth, Vladimir Nabokov e alla serie tv ‘I segreti di Twins Peaks’ Viene fuori anche una serie tv e dopo dieci anni dalla pubblicazione esce il seguito del fortunato romanzo. Pazzesco, non trovate? Inutile dire che le aspettative crescono e anche di tanto. All’inizio le aspettative erano talmente alte che credevo che mi avrebbe inevitabilmente delusa. Avevo sentito parecchi pareri discordanti ed ero confusa: ha vinto premi ed è stata adattata una miniserie televisiva… non poteva essere così scontato. Insomma, è decisamente nell’olimpo dedicato ai bestseller di qualità! Ho iniziato a leggere e subito la storia mi ha preso, trascinandomi nella torbida Aurora, tranquilla cittadina completamente scossa dall’arrivo di un grande scrittore appena trentaquattrenne che scrive il romanzo più importante di tutta la sua vita seduto al tavolo numero 17 di una tavola calda, il Clark’s Diner, nell’estate del 1975. Conosce Nola Kellergan, quindicenne dai lunghi boccoli dorati e dagli occhi verdi, che gli farà capire cosa significa amare e lo aiuterà a concludere il suo romanzo.
Ora, tutto quello che di positivo dicono del romanzo, per quanto mi riguarda, è pura verità: la lettura è famelica, quasi ossessiva oserei dire. Non si riesce a mettere giù il libro fino a quando non si arriva alla fine della storia. E direi che l’intento di Dicker è riuscito, alla grande. Il ritmo del romanzo è incalzante, la scrittura scorrevole si fa leggere che è una meraviglia. Il romanzo è numerato al contrario: si parte dal capitolo 31 fino ad arrivare al capitolo 1, come se fosse un conto alla rovescia. Ogni capitolo ha una piccola guida di consigli al suo interno su come scrivere un romanzo di successo. In questo particolare caso è Harry Quebert, insegnante di Marcus a guidarlo attraverso questi trentuno consigli in un botta e risposta illuminante. Le settecentosettantasei pagine, di cui ammetto le prime duecento sono un po’ da superare per poter far ingranare la lettura, ti tengono con il fiato sospeso fino a che non si scopre chi è davvero l’assassino. Vi assicuro che di ipotesi ne ho fatte parecchie, ma alla fine non sono arrivata ad indovinare. Un romanzo accattivante, scritto in modo impeccabile e per nulla scontato: l’intreccio delle storie dei personaggi è intricato ed affascinate e non si perde il filo del discorso, come può capitare quando il romanzo ha molti protagonisti. La madre del protagonista Marcus Goldman meriterebbe davvero un premio ‘come miglior personaggio secondario‘ perché è davvero esilarante e con i suoi dialoghi stempera un po’ quell’atmosfera da thriller poliziesco. Io sono nella categoria di chi ha divorato il romanzo perché mi è piaciuto davvero tanto e sono un po’ preoccupata ora del seguito. Sarà all’altezza del primo o no? Dovrò leggerlo (spero divorarlo) per scoprirlo!
Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Gli ultimi giorni dei nostri padri (Bompiani, 2015), ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012.
Le biblioteche sono luoghi in cui un bambino di otto anni può scoprire per la prima volta le meraviglie del mondo, in cui un’ottantenne sola può trovare un contatto umano imprescindibile. In cui un’adolescente può ritagliarsi un prezioso angolino di quiete per fare i compiti, e un’immigrata che è da poco nel paese può inserirsi in una nuova comunità. Le biblioteche sono luoghi in cui tutti, ricchi e poveri, di qualunque provenienza, possono sentirsi al sicuro. E possono avere accesso a informazioni in grado di renderli più consapevoli di loro stessi.
‘La biblioteca delle ultime possibilità‘ racconta soprattutto l’amore per le biblioteche e quello che rappresentano per molte persone. Io per prima ho dei meravigliosi ricordi di quando mia mamma mi accompagnava in biblioteca e ci passavo interi pomeriggi. Ho potuto leggere alcuni testi che negli anni sarebbero diventati i miei preferiti. Conservo con cura la mia tessera della biblioteca anche se ormai, con la nuova tecnologia, non serve più. Ecco, cosa si respira all’interno di questo libro: il piacere di avere un posto sicuro dove rifugiarsi e sentirsi a casa, come a casa propria.
June Jones è un’assistente bibliotecaria di 28 anni, lavora nella stessa biblioteca di quartiere dove sua madre l’ha portata da bambina mentre lavorava lì come bibliotecaria. La Chalcot Library è una casa per June quanto quella che condivideva con sua madre, morta di cancro tre anni prima. June è ancora avvolta dalla nuvola del dolore mentre si muove lentamente attraverso le routine della vita. Si sveglia, mangia, si reca in biblioteca, torna a casa, mangia, legge, dorme e di nuovo da capo il giorno seguente. Chi la circonda cerca di incoraggiarla ad andare avanti con la propria vita e ad uscire di più, ma June pensa di stare bene così com’è.
Fino a quando, ovviamente, le cose cambiano quando il consiglio (ovvero il governo nel Regno Unito) annuncerà tagli al budget e la necessità di chiudere sei biblioteche. Naturalmente, Chalcot, la biblioteca di June è una delle sei. Viene convocato un incontro in cui la comunità inizia a radunarsi e i clienti abituali della biblioteca, un meraviglioso cast eclettico di personaggi, giovani e meno giovani, guidano la ‘resistenza’. June è riluttante a partecipare alle proteste ma quando pensa ai clienti abituali individualmente e ai motivi per cui ciascuno si reca in biblioteca, lei inclusa, si rende conto del motivo per cui devono salvarla. Comincia ad arrabbiarsi per la decisione sconsiderata e mercenaria del consiglio.
La biblioteca delle ultime possibilità non è solo la storia di come la comunità di una piccola biblioteca combatte per cercare di salvarla, o anche il viaggio di June per trovare la sua voce e fiducia, ma come ogni utente è supportato dall’assistenza e dalla gentilezza del personale della biblioteca, e l’un l’altro. La comunità si riunisce e scopre che la loro biblioteca non è solo un edificio con libri, ma offre molto di più. E la soluzione migliore si trova coinvolgendo tutti…
Un romanzo pieno di dolcezza e di amicizia, di ribellione e determinazione, ma è anche ricco di citazioni. I riferimenti letterari provengono dalla narrativa contemporanea e dai classici di tutti i generi e completano magnificamente la storia. Difficile non trovare tra i tanti romanzi citati almeno quattro o cinque che sono già nel personale scaffale di Goodreads tra i letti e riletti. I personaggi sono ben caratterizzati (alcuni tra i personaggi secondari sono meravigliosi) e le 288 pagine scivolano via in fretta. Alla fine vorrete andare in una biblioteca e rimanerci per un po’ ad ascoltare il sussurro dei libri. I libri sono un rifugio sicuro dove la mente può estraniarsi e proteggersi e chi ama leggere sa perfettamente di cosa sto parlando. In relazione a quanto detto, degna di nota è anche la genesi del libro, Sampson scrive che la sua speranza è che alle persone venga “ricordato quanto siano importanti le nostre biblioteche: un rifugio per alcuni, un’ancora di salvezza per il mondo per altri e un luogo di libri e compagnia per tutti noi”. Forse non una trama eccessivamente ambiziosa, quindi, ma una storia genuina, sentita e commovente che inviterà dolcemente i suoi lettori ad accocolarsi nella semplice magia delle sue pagine.
Si era resa conto che il personaggio di un romanzo non avrebbe mai potuto ferirla come sapevano fare gli essere umani.
Quarta di copertina: June Jones, timida bibliotecaria trentenne, non ha mai lasciato il sonnolento villaggio inglese in cui è cresciuta. Solitaria e riservata, preferisce trascorrere il tempo sepolta nei libri piuttosto che avventurarsi nel mondo, e si chiude sempre di più in se stessa e nei ricordi, sopravvivendo con cibo da asporto cinese e rileggendo i suoi libri preferiti a casa. A un certo punto, però, il consiglio comunale annuncia di voler chiudere la biblioteca dove June lavora e lei è costretta a uscire da dietro gli scaffali e trovare il coraggio necessario per salvare il proprio lavoro, il cuore della comunità e il luogo che custodisce i ricordi più cari di sua madre. Un gruppo di eccentrici ma devoti frequentatori della biblioteca decide di portare avanti una campagna, “Friends of Chalcot Library”, per impedirne la chiusura e June, sostenendo la stessa causa, si apre ad altre persone per la prima volta da quando sua madre è morta e scopre cosa vuol dire avere degli amici. Incontra inoltre Alex Chen, un vecchio compagno di scuola diventato avvocato, che è tornato in città per prendersi cura del padre malato, ed è disposto a dare una mano. I sentimenti di Alex per June sono evidenti a tutti tranne che a lei, ma la vita riserva sempre delle sorprese e, per salvare il luogo e i libri che significano così tanto, June dovrà finalmente imparare a fidarsi degli altri. Per una volta, è determinata a non cadere senza lottare. E forse, combattendo per la sua amata biblioteca, potrà salvare anche se stessa.
La biblioteca è molto di più di un contenitore di libri. Le biblioteche sono come una rete, pronta a salvare quelli di noi che rischiano di essere abbandonati a se stessi.
Chi è Freya Sampson?
Freya Sampson è l’autrice di due romanzi, The Last Chance Library e The Lost Ticket/The Girl on the 88 Bus. Ha lavorato in TV come produttrice esecutiva e i suoi crediti includono due serie di documentari per la BBC sulla famiglia reale britannica e una serie di serie di fatti e di intrattenimento. Ha studiato Storia all’Università di Cambridge e nel 2018 è stata selezionata per l’Exeter Novel Prize. Vive a Londra con il marito, due bambini piccoli e un gatto antisociale.
Maggio arriva e insieme alle temperature in aumento porta con sé un bel po’ di uscite libresche. Maggio è il mese del Salone internazionale del libro di Torino, accredito già nelle nostre caselle mail e sorriso di ordinanza già sul nostro muso. Il Salone è finalmente tornato alle sue date classiche (anche se con qualche giorno di spostamento dal solito per via dell’Eurovision a Torino) ed ha un programma da sballo. Insomma, cosa potremmo trovare di interessante tra le novità?
Newton Compton Editore, 2 Maggio
Quarta di copertina: Alicia Garcia e Anderson Douglas provengono da due mondi assolutamente diversi, eppure il loro primo incontro – durante una serata di gala – è destinato a rimanere memorabile. Anderson, rampollo di una potente famiglia della Georgia, è tornato ad Atlanta per presiedere una raccolta fondi al posto del nonno, senatore da decenni, ma al momento fuori gioco per un problema di salute. Alicia invece si è “infiltrata” alla festa per carpire qualche segreto sulla fazione politica avversa. Sulla carta Anderson e Alicia non hanno nulla in comune, anzi, sono dichiaratamente nemici. Eppure le loro strade sembrano destinate a incrociarsi in molte altre occasioni. E se alla fine scoprissero che le loro idee non sono così distanti, almeno non su tutto? Diversi in tutto, quasi “nemici”. Pronti a darsi battaglia, se necessario. Eppure qualcosa di profondo li unisce.
Quarta di copertina: Segreti. Tradimenti. Potere. Benvenuti nella Società Alessandrina. «Cos’altro se non la morte potrebbe conferire una tale vita alla conoscenza che proteggiamo?» Ogni dieci anni, ai sei maghi più talentuosi in circolazione viene offerta la possibilità di conquistarsi un posto nella Società Alessandrina, l’istituzione più segreta ed esclusiva del mondo, che garantirà loro potere e prestigio oltre ogni limite. In occasione della nuova iniziazione, il misterioso Atlas Blakely sceglie: Libby Rhodes e Nico de Varona, due fisicisti che controllano gli elementi e sono in competizione da tempo immemore; Reina Mori, una naturalista che comprende il linguaggio della vita stessa; Parisa Kamali, una telepatica per cui la mente non conosce segreti; Callum Nova, un empatico in grado di far fare agli altri qualunque cosa; e Tristan Caine, capace di smascherare qualsiasi illusione. Ciascuno dei prescelti dovrà dimostrare di meritare l’accesso alla Società e lottare con tutte le sue forze per ottenerlo, sebbene ciò significhi stringere alleanze con i nemici giurati e tradire gli amici più fidati. Perché, anche se i candidati straordinari sono sei, i posti nella Società sono solo cinque. E nessuno vuole essere eliminato.
Quarta di copertina: Torino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su «Saturnalia», la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosa – re dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L’entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d’albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c’è anche qualcosa che inizia in quell’esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un’esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell’incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l’abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l’adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l’inevitabile.
Quarta di copertina: Bix Bouton è assurto a “semidio della tecnologia” grazie allo straordinario successo della sua società, Mandala. Bix ha quarant’anni ed è alla disperata ricerca di una nuova idea, quando s’imbatte in una discussione in cui si parla di download o dell'”esternalizzazione” della memoria. È il 2010. Nel giro di un decennio la nuova tecnologia di Bix, “Riprenditi l’Inconscio”, che ti consente di accedere a qualsiasi ricordo tu abbia mai avuto e di condividerlo in cambio dell’accesso ai ricordi degli altri, ha sedotto moltitudini. Ma non tutti. Attraverso una serie di affascinanti narrazioni a incastro, Egan mette in luce le conseguenze di “Riprenditi l’Inconscio” illustrando le vite di diversi personaggi i cui percorsi si intersecano nel corso dei decenni. “La casa di marzapane” non è solo intellettualmente folgorante, ma è anche una testimonianza della straordinaria tenacia dell’aspirazione umana ai rapporti autentici, all’amore. Nello spettacolare mondo dell’immaginazione dell’autrice, ci sono i “contatori” (che tracciano e sfruttano i desideri) e ci sono gli “elusori” (che hanno capito quanto costi dare un morso alla casa di marzapane). Se “Il tempo è un bastardo” era stato organizzato come un concept album, “La casa di marzapan” adotta la poetica della Electronic Dance Music, e richiama anche giochi, portali e mondi alternativi dando spesso l’impressione di muoversi tra le dimensioni di un gioco di ruolo. “La casa di marzapane” è una sorta di sequel de “Il tempo è un bastardo”, di cui riprende alcuni personaggi, alcuni punti della trama e la polifonicità ipnotica e meravigliosa degli stili. È un romanzo elettrizzante e commovente che ci parla di noi oggi, della ricerca di autenticità e significato in un mondo dove ricordi e identità non sono più privati e dove le nuove tecnologie aprono continuamente ulteriori, inquietanti scenari. Un libro selvaggiamente ambizioso per i temi che tratta e per il modo in cui li tratta.
Quarta di copertina: Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L’inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L’aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c’è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.
Quarta di copertina: L’improvvisa morte di Charlie Cavendish, nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come un tragico incidente. Ma la polizia non può escludere che si tratti di un crimine e il caso richiede il ritorno in servizio dell’ispettore Jazmine “Jazz” Hunter. Jazz ha le sue ragioni per aver abbandonato la carriera nella polizia di Londra e accetta con riluttanza di occuparsi dell’indagine come favore al suo vecchio capo. Quando uno dei professori viene trovato morto e poco dopo un alunno scompare, è chiaro che la vicenda sia molto più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio. Intrighi familiari, tradimenti e vendette: sono tanti i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House e alcuni attendono di venire alla luce da tempo.
Quarta di copertina: Gloria e Maia non potrebbero essere più diverse. La prima è un’influencer di appena diciotto anni che, a una prima occhiata, dalla vita ha avuto tutto quello che si può desiderare: successo, adorazione, soldi. La seconda, dopo la scomparsa della sorella minore, ha abbandonato gli studi, fa la barista ed è invischiata in una relazione disfunzionale. Spinta da una confusa ricerca di senso e indipendenza, Maia inizia a lavorare per Gloria e a esplorare le pieghe del mercato degli influencer, dove nulla è ciò che sembra. Maia e Gloria instaurano un rapporto intenso e complicato, che rende possibile a entrambe guardarsi con occhi nuovi: Maia esplora il senso di colpa e il significato del trauma, Gloria si scontra con ciò che ha sempre pensato di volere, e con la costruzione identitaria che le è stata negata nel momento in cui è diventata famosa. Amandosi sempre più intensamente, le due però non riconosceranno più cosa è dell’una e cosa dell’altra.
Chi è Irene Graziosi?
Irene Graziosi nasce a Roma nel 1991. Durante gli studi universitari inizia a scrivere. Scrive per varie riviste e scrive serie video, finché, nel 2018, non incontra Sofia Viscardi. Insieme fondano il progetto Venti, di cui Graziosi è attualmente autrice e responsabile editoriale. Il profilo dell’altra è il suo primo romanzo.
Nell’ormai lontano 31 luglio 2018 l’emittente televisiva americana a pagamento HBO (Home Box Office), il servizio televisivo americano più vecchio e longevo (Novembre 1972) in quel degli States, ha annunciato la produzione della serie tv ‘The Time Traveler’s Wife‘, basata sull’omonimo romanzo best seller di Audrey Niffenegger. HBO è produttrice di serie televisive di successo come Sex and the City, L’amica geniale, Games of Thrones ed Euphoria (giusto per citarne qualcuna…House of Dragon vi dice per caso qualcosa? Appunto.) e siamo quasi certe che non avrà sbagliato neanche questa volta. Il trailer della serie, in uscita a maggio, è stato diffuso da qualche settimana, ma ha già raggiunto 787.487 visualizzazioni sulla piattaforma YouTube. Scritta da Steven Moffat, sceneggiatore di serie del calibro di Sherlock e Doctor Who (ci pare d’intendere che è già esperto di viaggi del tempo), si dice entusiasta di questo nuovo prodotto, infatti dice:
Ciò che è elettrizzante dell’interazione tra viaggi nel tempo e storia d’amore, è che rende il fenomeno comune di un matrimonio completamente felice, di nuovo interessante. Le storie d’amore, o i film d’amore, tendenzialmente finisco all’altare.
Alla regia troviamo David Nutter, noto per aver girato episodi di serie di successo e molto conosciute come ad esempio Smallville, Supernatural, Roswell, Il trono di Spade, The Mentalist. The Time Traveler’s Wife avrà 6 episodi da 50 minuti ciascuno ed i protagonisti saranno Rose Leslie (la nostra amata Ygritte di Games of Thrones) nei panni di Clare Abshire e Theo James (il bel Quattro della saga Divergent e l’affascinante Sidney in Sandition) nei panni di Henry Detamble.
Nel lontano 2009 questo romanzo è stato già portato sul grande schermo dal regista tedesco Robert Schwentke, con protagonisti Rachel McAdams ed Eric Bana. La differenza sostanziale tra il film e la serie tv è proprio il punto di vista raccontato: infatti nella serie tv verrà raccontata la vita di coppia durante il matrimonio e si scenderà nello specifico sul dono (o maledizione?) del protagonista Henry. Non avendo ancora avuto modo di leggere il romanzo (non vi preoccupate l’ho già ordinato per poterlo leggere prima della serie tv), siamo davvero in trepidante attesa. L’aspettativa è davvero alta, lo ammettiamo, anche perché stiamo parlando di un colosso come HBO ed aspettarsi grandi cose da questa serie tv è quasi scontato.
Quarta di copertina: Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto trentaseienne nel prato di casa. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent’anni e lui ventotto. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata, o sua figlia prima ancora che sia nata…
Chi è Audrey Niffenegger?
Audrey Niffenegger (South Haven, Michigan, 1963) artista visiva, insegna al Columbia College Chicago Center. Oltre al romanzo La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (2005), bestseller internazionale che in Italia ha venduto decine di migliaia di copie ed è diventato anche un film, ha pubblicato le graphic novel The Three Incestuous Sisters (2005), The Adventuress (2006) e The Night Bookmobile (2010).
Ci sono delle volte in cui escono film tratti dai libri e lo scopri solamente quando guardi la suddetta trasposizione cinematografica, magari anni dopo. Il carizzimo Neflix, migliore amico di molti di noi, ha aggiunto al suo catalogo qualche anno fa Carrie Pilby, commedia drammatica del 2016 diretta da Susan Johnson e scritta da Dean Craig e Kara Holden. E indovinate un po’? Esatto: basato su un libro. In questo caso l’omonimo romanzo best seller (inutile dire messo nel carrello anche questo. Ciaone stipendio!) è ‘Lo strano mondo di Carrie Pilby’ di Lissner Caren. Sappiamo ben poco di questo romanzo, oltre a non essere così semplice da reperire. Sul sito dell’autrice è possibile leggere (in inglese) la novella, ecco il sito ufficiale della scrittrice. Vediamo nel dettaglio:
Quarta di copertina: Carrie Pilby non si sente o proprio agio da nessuna parte. Ha finito il college da poco, ha 19 anni, è un genio ed è convinta di essere circondata da esseri immorali, lascivi, ipocriti. L’unica persona che frequenta regolarmente è il suo analista, e quando questi se ne salta fuori con un piano a cinque punti per aiutarla a scoprire ‘gli aspetti positivi dell’interazione sociale’ Carrie, che preferirebbe starsene rintanata nel suo nido, è obbligata a guardare il mondo sotto una nuova luce.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 9 settembre 2016. A novembre 2016, la The Orchard ha acquisito i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti. Il film è stato distribuito in edizione limitata il 31 marzo 2017, in sei sale, e poi è diventato disponibile tramite video on demand il 4 aprile 2017. E’ stato il film iTunes più visto nella categoria dei film indipendenti per le prime tre settimane dalla sua uscita, ha poi tenuto il terzo posto durante la quarta settimana. In Italia è appunto distribuito su Netflix.
Carrie Pilby è una bambina prodigio di 19 anni che vive da sola a New York City. È sempre la persona più intelligente nella stanza, ma è troppo infelice per godersela. Con difficoltà a interagire, ha difficoltà a frequentarsi e a fare amicizia, ma ha sempre qualcosa da dire. E mentre può analizzare tutto, indipendentemente dalla situazione, ha più difficoltà a capire se stessa. Carrie chiede al suo terapeuta, il dottor Petrov, in una sessione settimanale perché si pone così tanta enfasi sulla felicità. “Ci sono delle persone brillanti e infelici”. Ma il terapeuta, amico di lunga data del padre (assente e vedovo) di Carrie, è molto consapevole di quanto sia unica. Originaria di Londra, Carrie vive a New York da quando aveva 12 anni, quando sua madre è morta e ora da sola a Manhattan. Ha saltato tre classi, laureandosi all’Università di Harvard a 18 anni. Un anno dopo, lavora per uno studio legale come revisore di bozze su insistenza di suo padre, ma non ha davvero bisogno del lavoro. Carrie è chiaramente sola e si sente strana, nonostante le apparenze esteriori. Ha trascorso l’ultimo anno in gran parte nascondendosi nel suo appartamento e vedendo il dottor Petrov. Quindi, le crea una lista di cose da fare per aiutarla a uscire dal suo auto-isolamento, “Dai una possibilità all’umanità” e trova gioia nella sua vita: trova un lavoro. Farsi un amico. Prendi un animale domestico. Andare ad un appuntamento. Fai qualcosa che ti piaceva da bambino. Le sue avventure includono un appuntamento al buio con un ragazzo fidanzato, l’amicizia con un collega estroverso ma gentile e “il ragazzo della porta accanto”, che incontra mentre interpreta un didgeridoo nel vicolo dietro il loro condominio. Alla fine si conoscono attraverso una passeggiata in giro per la città. Occasionali flashback sulla sfortunata storia d’amore di Carrie con il suo professore di inglese quando aveva solo 16 anni. Queste scene serie aiutano a spiegare le sue contraddizioni: saggezza intellettuale oltre i suoi anni combinata con l’immaturità emotiva di un’adolescente. Quando Carrie inizia a completare l’elenco, le sue opinioni su sesso, romanticismo e mondo iniziano a cambiare, così come il modo in cui vede le relazioni e l’umanità.
L’avete visto? Avete letto il romanzo? Noi recuperemo al più presto! Non sia mai che ci perdiamo un pezzo per strada.
Chi è Lissner Caren?
Fin dal college, Caren ha lavorato come redattrice di giornali e reporter nel nord del New Jersey, coprendo storie e caratteristiche politiche cruente (e talvolta stravaganti). Ha anche pubblicato articoli seri sul New York Times, sull’Atlantic CityLab e sul Washington Post. Ha pubblicato satira sul Times , McSweeney’s, National Lampoon, la sezione “Funny Women” di Rumpus , Harper’s, il Philadelphia Inquirer, la rivista di ex studenti dell’Università della Pennsylvania e in altri ottimi punti vendita. Vedi i link intorno al sito. Caren è cresciuta a Freehold e Old Bridge, nel New Jersey, dove la storia e i misteri suburbani l’hanno ispirata a inventare storie. Si è laureata all’Università della Pennsylvania durante i ruggenti anni ’90 e si è trasferita nel nord del New Jersey. Ha co-ospitato “Tuesday Night Trivia” a Manhattan per cinque anni. Attualmente sta finendo un nuovo romanzo, oltre a un libro di memorie nerd.
Abbiamo parlato il mese scorso di The Hating Game, in occasione di San Valentino e curiosa come un gatto non potevo che leggere il romanzo che ha scatenato le romantiche di tutto il mondo, compresa me. Non avevo alte aspettative, anche perché ho scoperto il romanzo, esordio di Sally Thorne, grazie alla pellicola cinematografica e avevo già i sudori freddi aspettando un film che non avesse niente a che fare con il romanzo ed un libro con i soliti cliché di un romanzo rosa. All’inizio appare proprio così, come un grande classico: lei odia lui, lui odia lei e poi alla fine… In effetti la quarta di copertina trae in inganno, ma sono rimasta piacevolmente stupita. Non è il solito romanzo rosa. Ora, non lo considero un romanzone, ma rispetto a molti altri ha decisamente del potenziale. Scritto bene, la lettura è scorrevole e fluida e si ride anche, che non guasta mai. Il film, strano ma vero, è simile al romanzo, ma come è ovvio tutte le sfaccettature del libro il film non può certo darle. Durante la lettura del romanzo ci sono degli aspetti interessanti non presenti nel film. Consiglio per chi ha letto il libro di guardare il film e viceversa. Non si distruggono uno con l’altro ed entrambi sono piacevoli. Il finale è – come il miglior romanzo rosa che si rispetti – da carie, ma le romantiche come me apprezzeranno. Oltre ad iniziare a cercare un uomo nella realtà che somigli vagamente a Josh. Vi avverto io, mie care, non esiste. Non in questo universo, per lo meno.
Quarta di copertina: Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il gioco degli sguardi, il gioco dello specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del gioco della grande promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?
L’anno nuovo corre decisamente veloce ed il vostro Autore preferito non può certo non parlarvi della novità che ancora manda tutti in visibilio, cari Lettori! Vi sveliamo che le stagioni sono due, ma sono già state confermate una terza ed una quarta più uno spin-off, tanto per cominciare. Non è sicuramente un ballo – anche se so che ci sperate molto – né tantomeno l’inizio della Stagione [se non di nuove serie tv!], ma della famiglia Bridgerton, la famiglia più prolifica dell’altà società londinese. Ne avete già sentito parlare, vero?
da «Le cronache mondane di Lord Netflix» Marzo 2022
*AGGIORNAMENTO 4 STAGIONE*
Con un incipit del genere, se siete assidui frequentatori di Netflix, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando. Una delle serie più chiacchierate che ha concluso ed iniziato il 2020 con uno share pazzesco. Uscita il 25 dicembre 2020, stiamo ovviamente parlando dei Bridgerton, serie tv britannico – statunitense prodotta dal colosso Shondaland che ha avuto visualizzazioni da record arrivando ad essere una delle serie più viste dell’anno. Nel 2021, cinque mesi dopo il suo “debutto in società.”, la serie era ancora nella Top Ten di Netflix. E’ stato annunciata l’uscita della seconda stagione a fine 2021, incentrata sul secondo romanzo Il visconte che mi amava della fortunata serie di Julia Quinn. I protagonisti principali sono Anthony Bridgerton e Kate Sheffield, diventata Kate Sharma per riflettere l’eredità indiana dell’attrice che la interpreta. Inutile dire che non stiamo aspettando altro che il 25 marzo per poter vedere la nuova stagione.
Non so se vi è giunta voce cari Lettori, ma sta per esplodere, di nuovo, la #Bridgertonmania.
Scopriamo insieme qualcosa in più sul diamante più chiacchierato di Netflix:
La prima serie è composta da 8 episodi da 60 minuti circa, la seconda composta anch’essa da 8 episodi da 60 minuti circa.
I veri protagonisti della prima e della seconda stagione sono sicuramente i meravigliosi costumi insieme alle incantevoli location.
E’ stata definita un mix tra il compianto Dowtown Abbey, 50 sfumature di grigio, la nostra amata Jane Austen e l’intramontabile Gossip Girl.
Lady Whistledown è doppiata in lingua originale dalla meravigliosa Julia Andrews che tutti ricorderete in ruoli importanti come Mary Poppins o la Regina Clarisse Renaldi di Pretty Princess (2001).
Sono scoppiati numerosi dibattiti in merito alla scelta di inserire nel contesto storico in cui è ambienta la serie personaggi di colore – con pari opportunità e diritti – rendendo Bridgerton all’avanguardia e per nulla scontata.
Una presunta scena di stupro ai danni del nostro amato Duca di Hastings (per chi avesse letto i libri è sicuramente a conoscenza di tale scena anche nei libri)
Phoebe Dynevor (Daphne Bridgerton) tornerà nei panni della deliziosa Daphne, ma non sarà presente il suo affascinante marito Simon interpretato da quel man…ehm, volevamo dire da Regé-Jean Page.
Ci sarà però, probabilmente tramite flashback, il defunto, e molto compianto, visconte Edmund Bridgerton marito di Lady Violet e padre di tutti e otto i pargoli. Sarà interpretato da Rupert Evans. Chi ha letto i libri sa quanto profondamente Anthony sia stato colpito dalla scomparsa del padre e da un’ ape.
Ma da dove arriva questa serie televisiva? Dai libri, ovviamente, cari Lettori! Le padrone di casa qui hanno fatto in modo di sapere (leggere tutta la saga sembrava l’idea migliore) il più possibile per potervene raccontare con dovizia di particolari. La saga dei Bridgerton è ispirata alla serie di romanzi a stampo storico – sentimentale di Julia Quinn che racconta appunto di questa famiglia composta dalla viscontessa Lady Violet rimasta vedova e dei suoi otto figli Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacinth. Come da tradizione familiare, a dire il vero più per comodità, hanno l’iniziale del nome in ordine alfabetico. La saga è ambientata nel diciannovesimo secolo, a cavallo tra il 1813 ed il 1823, considerato il periodo regency. Ci sono ben 8 romanzi, pubblicati tutti dalla casa editrice Mondadori, che seguono le vicende degli otto rampolli di casa Bridgerton a partire dal capofamiglia allergico all’amore Anthony per concludere con l’indomabile Hyacinth che all’inizio di tutto ha solamente dieci anni. I romanzi sono così suddivisi:
E se volete saperne qualcosa in più sui libri in questione potete vedere cosa ne pensiamo qui.
I Bridgerton – tra debuttanti e scapoli d’oro, balli ed intrighi, l’etichetta dell’alta società ed i tanto amati/odiati pettegolezzi – ha scalato le classifiche, conclamando Julia Quinn come una delle migliori scrittici di genere regency presenti. L’autrice si è molto divertita a scrivere anche un secondo epilogo per tutti e otto i romanzi: un modo per far conoscere ai lettori cosa avviene dopo la magica parola “ fine”. Tutti gli epiloghi sono raccolti in un ebook.
Non ci è ancora dato sapere il motivo per il quale si parte dal libro di Daphne e non si sia seguito il naturale elenco dei fratelli, cioè dal più grande al più piccolo, ma non ci poniamo troppe domande cari Lettori…la curiosità, come si dice, uccide il gatto.
Tra la serie tv ed i romanzi ci sono parecchie discrepanze e all’inizio sarà difficile riuscire a conciliare la lettura dei romanzi con la visione della serie tv targata Netflix. Il nostro consiglio è: o di leggere i romanzi o di guardare la serie tv – in quanto quest’ultima è piacevole da seguire e con un senso logico se non si hanno letto i romanzi – ma tanto vi conosciamo cari Lettori, voi siete avidi di notizie, come le vostre Autrici e farete sia l’una che l’altra cosa, sicuramente.
Per la croce di alcuni e la delizia di altri non ci resta dunque che aspettare il 25 marzo per poter iniziare la maratona. Signore, insomma, arriva Anthony!
Sentite odore di rewatch? Certo che sì, perchè stanno arrivando i #POLIN! Bridgerton non smette mai di far parlare di sé: é stata infatti annunciata la terza stagione che vedrà protagonisti Colin Bridgerton e Penelope Fetherington. Evidentemente, non si segue il corso dei romanzo per cui dovremmo attendere per poter sapere di Benedict Bridgerton, il secondo fratello.
Cosa sappiamo sulla nuova stagione? Sarà composta sempre da ben 8 episodi, ma dovremmo soffrire di più perché la terza stagione sarà divisa in due parti: i primi quattro episodi saranno disponibili su Netflix a partire dal 16 maggio, i restanti quattro saranno disponibili dal 13 giugno.
Dove eravamo rimasti con il finale della seconda? Anthony e Kate hanno finalmente avuto il loro lieto fine, Eloise e Pen hanno litigato, Colin non sa bene che pesci pigliare ed inoltre abbiamo scoperto chi è davvero Lady Whistledown. Insomma, molti interrogativi sono rimasti in sospeso e con questi nuovi episodi sicuramente verranno date anche molte risposte.
Dal trailer si può notare il cambio look dei protagonisti di questa stagione, Penelope e Colin e la stagione si prepara a una nuovissima ondata, molto succulenta, di pettegolezzi. Per far scalpitare ancora di più i fans, l’account ufficiale di @bridgertonnetflix ha rilasciato molte immagine promozionali che ci stanno facendo cuocere a fuoco lento, lentissimo.
Durante il panel di San Valentino sono stati inoltre diffusi i titoli in lingua originali di tutti gli episodi:
Ci è giunta voce che finalmente si sa qualcosa in più sulla soundtrack di questa super attesa stagione 3. Le nuove cover orchestrali (vengono citati nomi come Taylor Swift, BTS e addirittura l’apparizione di Pitbull) entrano in grande stile, aggiungendo ancora più romanticismo e batticuore alle incredibili scene di ballo, immancabili e tratto distintivo di Bridgerton, che abbiamo imparato ad amare e ad aspettarci. Il supervisore Justin Kamps ha detto a Tudum di essere in grado di incorporare queste nuove cover in scene che non sono necessariamente scene danzanti. Insomma, non stiamo più nella pelle! Nell’episodio 1 ci sarà l’energica ‘abcdefu‘ di Gayle e interpretata da Vitula e Kamps ci dice in merito:
Che modo fantastico di iniziare le cover per la stagione," dice Kamps a Tudum. "Penso che Gayle stessa sia una persona fantastica. E se hai mai visto Gayle esibirsi quando quella canzone parte, tutti la stanno urlando ed è un'energia enorme.
Nell’episodio 2 avremo ‘Dinamite‘ dei BTS interpretata dai Vitamin String Quartet
"La stiamo sentendo durante una delle sequenze di ballo," dice Kamps. "È una canzone perfetta, leggera e ballabile, per i nostri ballerini che sono stati coreografati su di essa."
e ‘Jealous‘ di Nick Jones, interpretatada Shimmer
"È una delle canzoni preferite di mia moglie," dice Kamps, "ed è una melodia fantastica."
Nell’episodio 3 ci saranno ‘Cheap Thrills‘ di Sia, interpretata dai Vitamin String Quartet
"Un'altra traccia incredibile," dice Kamps. "È un ottimo ingresso al ballo."
e ‘Happier Than Ever‘ di Billie Eilish, interpretata da Vitamin String Quartet
"Questa era una canzone che è stata effettivamente utilizzata sul set per la coreografia di questo ballo, cosa che non succede sempre," dice Kamps. "Questo è un altro momento speciale in cui quella canzone era proprio la canzone giusta per quella danza e aveva anche senso tematicamente."
Nell’episodio 4 ci saranno ‘Snow on the Beach‘ di Taylor Swift e Lana Del Rey interpretata da Atwood Quartet
"Ogni anno è l'anno di Taylor, come sappiamo, ed è solo sempre più grande," dice Kamps. "Sono molto emozionato che ci abbiano dato il permesso di usare la canzone perché penso che sia un momento bellissimo."
e ‘Give me Everything‘ di Pitbull interpretata da Archer Marsh
"È un po' al di fuori del suono delle cover che ascoltiamo di solito," scherza Kamps. "Si avvicina quasi di più a un suono pop, leggermente, solo perché la canzone originale è un traccia pop davvero potente."
Oltre alle nuove cover, uscirà la prima canzone originale della serie. Scritta da un team di artisti di prim’ordine ‘All I Want‘ sarà presente nella seconda parte della stagione e sarà interpretata da Tori Kelly. In quanto a soundtrack, Bridgerton non ha mai deluso e sinceramente non vediamo l’ora di vedere questa nuova stagione.
Sembra ieri che è esplosa la Bridgerton Mania e invece siamo già arrivati alla 4 stagione (la terza stagione ci ha lasciati un po’ meh) e il protagonista sarà il nostro Benedict! Dopo aver esplorato la sua natura libera e bohémienne per tre stagioni, il secondogenito della famiglia è finalmente pronto a capitolare, rendendo questa quarta parte della saga una delle più attese. La narrazione si concentrerà sull’adattamento del terzo romanzo di Julia Quinn, La proposta di un gentiluomo, introducendo un elemento classico che finora mancava nella serie: il retelling. La storia di Benedict e Sophie è liberamente ispirata a Cenerentola.
La storia avrà inizio durante l’evento sociale più prestigioso dell’anno, il ballo in maschera organizzato da Lady Violet Bridgerton. È proprio tra maschere e sfarzo che Benedict incontrerà la misteriosa “Dama in Argento”, il cui vero nome è Sophie Baek (interpretata da Yerin Ha). A differenza delle precedenti protagoniste della nobiltà, Sophie vive una condizione sociale molto diversa, essendo la figlia illegittima di un nobile costretta a lavorare come domestica. Questo contrasto sociale aggiungerà una tensione inedita al worldbuilding della serie, esplorando dinamiche di potere e segreti che vanno oltre i classici salotti a cui siamo abituati.
Le riprese sono iniziate a settembre 2024 nei nuovi set di Shepperton, nel Regno Unito, dove è stata costruita una versione ancora più imponente delle strade di Londra e delle tenute di campagna. Per quanto riguarda il cast, rivedremo gran parte della famiglia Bridgerton, con un focus particolare su Eloise, la cui amicizia con Benedict sarà fondamentale per la sua evoluzione, e naturalmente la nuova Lady Whistledown, Penelope, insieme a Colin. La serie manterrà il suo stile inconfondibile fatto di colori vibranti e cover orchestrali di successi pop contemporanei, ma l’atmosfera promette di essere leggermente più fiabesca e notturna rispetto alla solarità della stagione dedicata ai “Polin”.
Nonostante l’entusiasmo, i lettori pensavano di aspettare di più dopo le parole della showrunner Jess Brownell perché ha confermato che il ciclo di produzione di Bridgerton richiede circa due anni tra scrittura, riprese e post-produzione. Si pensava che la nuova stagione sarebbe uscita nella prima metà del 2026 e invece per nostra immensa gioia l’uscita è per il 29 gennaio 2026. Sarà una stagione di transizione e crescita, dove il tema della ricerca di se stessi si intreccerà indissolubilmente con quello del vero amore, portando sullo schermo uno dei personaggi più amati e sfaccettati dell’intera saga.
La stagione sarà composta da 8 episodi, suddivisa in due parti, con il rilascio dei primi quattro episodi seguito da una pausa di circa un mese prima del gran finale. Questa strategia, già utilizzata per la storia di Colin e Penelope, serve a mantenere vivo il dibattito online e a prolungare l’evento mediatico.
In merito alla colonna sonora, non esiste ancora una lista ufficiale dei brani, poiché le scelte definitive vengono solitamente rivelate solo a ridosso del debutto. Tuttavia, sappiamo che la produzione segue un criterio molto preciso: le canzoni devono riflettere l’arco emotivo dei protagonisti. Per Benedict, che ha un’anima artistica e tormentata, ci si aspetta una selezione di cover orchestrali di successi pop contemporanei che spaziano dal sognante al drammatico. I fan scommettono già su brani di artisti come Taylor Swift, Lana Del Rey o Florence + The Machine, perfetti per accompagnare l’atmosfera eterea del ballo in maschera.
Un dettaglio interessante riguarda proprio il tema musicale del primo incontro tra Benedict e Sophie. Essendo una storia che richiama il mito di Cenerentola, la musica giocherà un ruolo fondamentale nel creare quel senso di magia e urgenza tipico dei balli in maschera. È molto probabile che sentiremo arrangiamenti per archi di hit che parlano di colpi di fulmine e identità nascoste, mantenendo quel mix di antico e moderno che è diventato il marchio di fabbrica dello show.
Infine, le prime indiscrezioni dai set suggeriscono che, nonostante la produzione sia blindatissima, le coreografie di questa stagione saranno più complesse del solito, proprio per valorizzare la scena del ballo che dà inizio a tutto. Questo significa che la musica non sarà solo un sottofondo, ma il vero motore dell’azione, guidando gli spettatori attraverso il mistero della “Dama in Argento”.
2010: Maddi Libèri è un medico generico e vive a Saint-Jean-de-Luz, ha una vita piena con Esteban, suo figlio di 10 anni. Un giorno d’estate lo lascia solo sulla spiaggia, una piccola abitudine per rendere più autonomo il bambino, qualche minuto e sarebbe tornato dopo aver preso il pane in panetteria. Ma l’abitudine non è sempre una buona amica e l’amatissimo figlio scompare. Dieci anni dopo Maddi ha ricostruito la sua vita in Normandia ma torna sulla spiaggia di Saint-Jean-de-Luz in una sorta di personale pellegrinaggio. Sulla spiaggia c’è un bambino. Uguale il costume da bagno, identica altezza, stessa corporatura, medesimo colore di capelli. Si avvicina. Il tempo si blocca. È Esteban, o il suo gemello perfetto. Maddi viene colta immediatamente da una vera ossessione, sapere chi è questo bambino. Si chiama Tom, vive a Murol in Auvergne. Lo segue al più presto. Decide di stabilirsi nella regione dei vulcani e comincia a seguire il piccolo. Più Maddi spia Tom, più le somiglianze con Esteban sembrano inspiegabili: sono identiche anche le passioni e le paure. Non ha senso. Oppure sì? Fino a che punto Maddi sarà disposta a spingersi per scoprire la verità e salvare suo figlio (o questo bambino che gli somiglia così tanto)? Quello che quasi subito si rende palese è che Tom è in pericolo. E pare che solo lei possa proteggerlo.
Quando ci presentiamo sulla terra non cadiamo dal cielo, non veniamo lasciati da una cicogna. Siamo attesi, siamo accolti, e appena apriamo gli occhi abbiamo bisogno di un milione di punti di riferimento che ci guidino, una voce, un odore, una coperta calda […] Non saremo mai altro che il risultato delle migliaia di tracce in cui ci imbatteremo, di migliaia di sassolini bianchi che altri hanno seminato sul nostro percorso. Li raccoglieremo o non li raccoglieremo. Chiunque lascia sassolini bianchi quando passa sulla terra, chiunque. Puoi chiamarla o non chiamarla reincarnazione.
L’intero romanzo è costruito attorno alla potenziale reincarnazione del giovane Esteban. Più la trama va avanti, più gli elementi portano a crederci. Il lato razionale spinge a cercare indizi per contrastare questa possibilità. Si inizia a svolgere una vera e propria indagine parallelamente a quelle che avvengono nel romanzo.
«Ed è serio, questo professor Stevenson? Voglio dire, è uno scienziato, ha un laboratorio? Cioè, sono chiacchiere o gli si può credere?». «Che intendi con “gli si può credere”?». «Be’, a quello che dice. Le testimonianze sono vere o no?». «Cos’è secondo te che permette di stabilire se una cosa sia vera o no?». «Non… non lo so… Immagino che se la maggior parte della gente pensa una cosa questa debba essere più vera che falsa».
Michel Bussi ci propone una storia ricca di colpi di scena. La trama di partenza poteva sembrare facile, una madre che perde il figlio e cerca di riempire il suo vuoto avvicinandosi al figlio di un altro. Tuttavia, l’autore ci proporrà una storia sorprendente ed enigmatica, flirtando dolcemente con il soprannaturale. Gioca con i nostri nervi fino alla fine mantenendo la suspense fino all’ultima pagina. Tutti i pezzi del puzzle andranno a posto a poco a poco per offrirci non un colpo di scena finale, ma un totale capovolgimento della situazione. Bussi al 100%: mistico, talvolta irrazionale, avvincente e profondamente psicologico. Tutto è creato per renderci dipendenti e mandarci dritti contro il muro dell’intrigo. Si aggiunge a questo un’ambientazione scelta con occhio clinico e splendidamente descritta ed il lettore è preso nella tela. I personaggi sono strutturati bene anche se talvolta non troppo approfonditi, alcuni di essi avrebbero meritato un maggiore spazio, forse il fatto che il libro sia già piuttosto voluminoso ha influito su questa scelta. Un romanzo avvincente con una costruzione impeccabile e una scrittura raffinata. Il finale è perfetto, ricercato e impossibile da anticipare, ma forse un po’ troppo “grande” per convincere completamente. Nonostante questo, Niente ti cancella è un romanzo pazzesco che non si riesce a mettere giù fino a quando non è finito e che non può mancare nella nostra libreria.
Quarta di copertina: Una mattina di giugno del 2010 Esteban, di dieci anni, scompare sulla spiaggia basca di Saint-Jean-de-Luz. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente. Dopo le infruttuose ricerche della polizia locale la dottoressa Maddi Libéri, madre di Esteban, lascia il Paese basco e va a rifarsi una vita in Normandia. Torna a Saint-Jean-de-Luz dieci anni dopo, quasi in pellegrinaggio, e sulla stessa spiaggia vede un bambino di dieci anni che è la copia identica di Esteban, indossa lo stesso costume, ha addirittura una voglia nello stesso punto della pelle in cui l’aveva Esteban. Si apposta, lo spia, riesce a scoprire che il bambino si chiama Tom e vive con la madre a Murol, un paesino dell’Alvernia, antica zona vulcanica al centro della Francia. Colpita dalla straordinaria rassomiglianza e dalle incredibili coincidenze, Maddi si trasferisce a Murol, dove apre uno studio medico e segue da vicino Tom, scoprendo presto che corre un grosso pericolo. Vuole salvarlo, ma l’interesse che mostra per un bambino non suo suscita sospetti in paese. Nel frattempo le coincidenze si moltiplicano. Tom sembra la reincarnazione di Esteban, concetto inaccettabile per la mente scientifica della dottoressa Libéri e allo stesso tempo barlume di speranza per la madre inconsolabile. La ricerca della verità di Maddi segue un percorso parallelo di scientificità e irrazionalità, e a complicare le cose contribuiscono due misteriosi omicidi.
Chi é Michel Bussi?
Autore francese di gialli più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Tra le sue pubblicazioni per E/O figurano: Tempo assassino (2017), Mai dimenticare (2017), La doppia madre (2018), Il quaderno rosso (2018), La follia mazzarino (2019), Usciti di Senna (2020), la saga distopica N.E.O La caduta del sole di ferro (2020) e Tutto ciò che è sulla terra morirà (2021).
Chi legge spesso romanzi rosa conoscerà sicuramente Lisa Kleypas, scrittrice apprezzata in tutto il mondo per i suoi romanzi d’amore sia storici che contemporanei. Chi ha già avuto esperienza con lei o chi è suo assiduo fan sa perfettamente che questa autrice non delude mai le aspettative (almeno fino ad ora, personalmente, non è mai capitato): con il suo stile romantico e scorrevole allo stesso tempo riesce sempre a tenere alta l’attenzione di chi legge. La serie vittoriana riedita da leggereeditore, e prima ancora edita da mondadori, è stata molto apprezzata in tutto il mondo. È la prima volta che mi cimento con un suo romanzo storico e per non farmi mancare niente ho deciso di iniziare dalla quadrilogia Wallflowers, nota in italiano come ‘Audaci Zitelle‘ a cui è collegata la serie ‘Hathaways‘ che mi riservo di leggere prossimamente. Wallflowers significa letteralmente “fiore da muro“, ma nel quotidiano viene utilizzato per esprimere la situazione piuttosto antipatica di “fare da tappezzeria“. Ora se per questo febbraio, mese del rosa, desiderate qualche storia d’amore più elaborata vi consigliamo di andare sui grandi classici come Orgoglio e Pregiudizio, o Emma o ancora Cime tempestose, ma se desiderate qualcosa di più leggero sicuramente la saga delle Wallflowers è da tenere in considerazione. Perché si chiamano così? Siamo in epoca vittoriana e l’hobby principale delle signore – prima del ricamo e delle tazze di tè – è trovare un marito, per una donna nubile non è certamente considerato favorevole il fatto di fare da tappezzeria. Annabelle, Lilian, Evangeline detta Evie e Margherite detta Daisy: quattro giovani donne piene di speranze, sogni e timori che sembrano destinate – chi a causa della timidezza, chi per disgrazie sociali e ancora per la propria provenienza – a restare per sempre ai margini di una sala da ballo o di un qualsiasi evento mondano aspettando che l’uomo della loro vita si accorga finalmente di loro. Per uscire da questa condizione diventeranno inseparabili amiche tra i salotti londinesi e stringeranno un patto, creando un club denominato appunto ‘Le Zitelle‘, decidendo di unire le forze sull’obiettivo: trovare per tutte un uomo che le ami e convolare a nozze con adeguata convenienza, ovviamente. Oltre ai quattro romanzi principali esistono anche due ‘spin-off’: magia di un amore e l’ultima sorpresa. Insomma, se si decide di cominciare questa storia si deve mettere in conto un tempo abbastanza lungo da passare tra salotti londinesi, sfarzosi pranzi e cene nella campagna dell’Hampshire e interessanti incontri amorosi un po’ ovunque. Una lunga lettura piacevole che in queste giornate ancora fredde è perfetta con una buona tazza di cioccolata o anche una buona tisana, per restare in tema con le care wallflowers. Perfetta anche per sentirsi tutte, felicemente, un po’ zitelle.
Quarta di copertina: Lady Aline Marsden è stata cresciuta con uno scopo: concludere un matrimonio vantaggioso con un membro della propria classe sociale. Invece si è donata a John McKenna, uno stalliere. Una trasgressione imperdonabile, al punto che, per proteggere John dall’ira paterna, Aline gli fa credere di volerlo respingere a causa della sua umile condizione. Così il giovane viene cacciato dalla proprietà e lei confinata in campagna, lontana dalla vita londinese. Trascorsi dieci anni, l’ex stalliere ha fatto fortuna ed è tornato, più ardito e affascinante di prima, per vendicarsi della donna che gli ha infranto il cuore. Ma tra loro la magia è immutata, e John dovrà decidere se portare a termine il suo piano o rischiare tutto per quell’unico vero amore.
Quarta di copertina: Annabelle, Lillian, Evie e Daisy sono quattro giovani donne piene di speranze, sogni e timori, stanche di aspettare che l’uomo della loro vita venga a cercarle: l’amicizia le renderà più audaci e intraprendenti, e d’ora in poi si aiuteranno l’una con l’altra. Annabelle è affascinante e colta, di nobili origini, ma senza dote. E solo nelle fiabe i principi sposano le povere fanciulle, lo sa bene. Ma il suo algido orgoglio le impedisce di accettare il corteggiamento di Simon Hunt, ricco borghese e impetuoso seduttore, ben diverso dagli aristocratici che vorrebbe accalappiare. Almeno fino a quando lui non le ruba un bacio che non riesce più a dimenticare… Così inizia tra i due un gioco di seduzione e desiderio, in cui ben presto non sarà più chiaro chi insegue e chi fugge. Fino a quando la mossa più imprevista di tutte, l’amore, li lascerà senza fiato. Il primo romanzo di una serie dedicata a quattro donne dalle passioni coraggiose, pronte a sfidare le rigide regole della società vittoriana.
Quarta di copertina: Accadde al ballo, dove la splendida Lillian Bowman scoprì che il suo temperamento da americana, diretto e sfrontato, non era ben visto nell’affettata società inglese. Soprattutto agli occhi di Lord Westcliff, Marcus, lo scapolo d’oro più insopportabile della città. Accadde in giardino, dove Marcus e Lillian scoprirono che un solo appassionante bacio poteva valere più di mille arroganti pregiudizi, e persino più di un profumo afrodisiaco! Accadde in autunno, quando Marcus, l’uomo che non aveva mai perso il controllo delle sue emozioni, scoprì di essere tutt’altro che una roccia: con Lillian ogni tocco era una squisita tortura. Ma quell’insolente americana non era senz’altro nella lista delle “donne da sposare”…
Quarta di copertina: Evangeline Jenner è molto timida, e sarebbe anche molto ricca, se solo potesse entrare in possesso dell’eredità che le spetta. Pur di strapparla alle grinfie dei suoi disonesti parenti, è determinata a infrangere le convenzioni e a rivolgere allo scapolo impenitente Sebastian St Vincent la proposta più oltraggiosa di tutte: quella di matrimonio! Trascorrere più di un minuto in compagnia del visconte rovinerebbe la reputazione di qualsiasi fanciulla, ma non quella di Evie, certa di non voler entrare nella sua collezione di cuori spezzati. Tanto riservata quanto testarda, Evangeline è pronta a sfidarlo: si concederà a lui solo quando saprà dimostrarle di essere fedele. Un patto col diavolo o una scommessa d’amore? Annabelle, Lillian, Evie e Daisy tornano a scaldare la più fredda delle stagioni con l’audacia dei loro sentimenti.
Quarta di copertina: Dopo tre deludenti stagioni in società, il padre di Daisy Bowman non usa mezzi termini: sua figlia deve trovare un marito, molto alla svelta. E se Daisy non incontrerà l’uomo dei suoi sogni, allora sarà costretta a sposare quello che suo padre ha scelto per lei: Matthew Swift. Daisy è terrorizzata, sposerebbe chiunque altro piuttosto che quel borioso, rude individuo. Ma non ha fatto i conti con l’insospettabile charme che Matthew userà per conquistarla. Il ragazzo gracile e ambizioso che aveva conosciuto si è trasformato in un uomo attraente, maturo, pieno di vitalità. Proprio quando Daisy sta per arrendersi alla passione, però, scoppia uno scandalo che rischia di mandare all’aria tutto… L’ultimo capitolo della serie Wallflowers, quattro inseparabili amiche che fanno diventare la Londra vittoriana ironica, divertente e spregiudicata come la New York di Sex and the City.
Quarta di copertina: Quando Rafe Bowman arriva dall’America per incontrare Natalie, la figlia bella e a modo di lord Blandford, Londra risplende delle luci e delle decorazioni dell’imminente Natale. Intrigante e fascinoso, con la reputazione da avventuriero del Nuovo Mondo, Rafe è sicuro di fare colpo sulla fanciulla. Il matrimonio è garantito. Invece il destino ha in serbo ben altro per lui: Hannah, la cugina di Natalie. E mentre Rafe deve scegliere tra denaro e amore, inaspettatamente scocca dentro di lui una nuova scintilla.
Nata in Texas nel 1964, Lisa Kleypas è una delle scrittrici di romanzi rosa più amata. Nel 1985 è stata nominata Miss Massachusetts e nel 1986 ha anche partecipato al concorso di Miss America 1986 ad Atlantic City. Amante della lettura da sempre è un’appassionata di romanzi d’amore. I primi romanzi che ha scritto arrivano tutti dai tempi dell’università – ha studiato scienze politiche – quando frequentava il Wellwsley. Dopo aver conseguito la laurea, i genitori l’aiutarono decidendo di sostenerla economicamente dandole la possibilità di concludere il suo manoscritto. Alla giovane età di ventuno anni vendette il suo primo romanzo. A causa di un evento climatico la famiglia perdette la casa e fu costretta a ricomprare almeno i beni di necessità e fu così che Lisa Kleypas decise di dedicarsi al rosa, perché per sfuggire al momento di sconforto in cui era scivolata la sua famiglia comprò un romanzo rosa. I suoi romanzi sono sempre in vetta alle classifiche, tradotti in quattordici lingue e vende milioni di copie in tutto il mondo. Attualmente la Kleypas vive con il marito Gregory ed i figli a Washington.