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Segnalazione: La ricamatrice di Winchester, Tracy Chevalier

Vent’anni dopo la pubblicazione del romanzo La ragazza con l’orecchino di perla, è tornata Tracy Chevalier con il suo nuovo imperdibile romanzo che fa rivivere attraverso le sue 288 pagine la magia dell’Inghilterra degli anni Trenta.
Uscito il 16 gennaio per Neri Pozza Editore, la Chevalier non sbaglia un colpo, neanche dopo tanti anni.

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La ricamatrice di Winchester 01Quarta di copertina: Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio.
Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze.
A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale.
Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile.
Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.


Dicono dell’autrice. 

Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2004, BEAT 2011, 2015). Con La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002, BEAT 2012), La dama e l’unicorno (Neri Pozza, 2003, BEAT, 2014), L’innocenza (Neri Pozza, 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza, 2009, 2014) e L’ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013, 2014).

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Segnalazione: Un allievo di troppo, Lilian McRieve

Segnaliamo oggi l’uscita dell’ultimo romanzo – questa volta una commedia romantica – edito da Ultima Stesura, di Lilian McRieve.

Qui il link di acquisto. Affrettatevi! L’offerta lancio è di € 0,99 fino al 27 gennaio!

Cover Un allievo di troppo 2Quarta di copertina: Giada, Giadina, che brava ragazza. Aspetta almeno quindici minuti prima di chiedere se vuoi il caffè, pulisce gli angoli col pennello e, soprattutto, non ha frequentazioni sconvenienti. Tiene la sua virtù per il pescivendolo, lei. Io lo so. Abito al piano di sotto e sento tutto.
E mi era sembrato strano che un giovanotto di Bologna era venuto ad abitare con lei.
Ma non succede niente di scandaloso tra loro, eh. Io li sento. Litigano solo perché Francesco sporca in giro. Povero giovanotto. È così educato e parla così bene la lingua del Nord. È Giadina che è un pochino fissata con le pulizie. E la sento come urla perché vuole insegnare pure a lui a pulire. Pòvero guaglione! Stanno tutti i pomeriggi a studiare cose difficili. Io li sento. E pure Immacolata, di fronte, che riesce a vedere bene in casa di Giadina, mi ha detto che stanno sempre composti. Non si sono mai dati un bacio o fatto altre cose. Anzi, Francesco esce tutte le sere. Da solo.
Ma noi siamo sagge. Abbiamo vissuto tanto. E ci siamo accorte che ultimamente sono cambiati nu poco. Si guardano di nascosto, litigano di meno e escono pure insieme qualche volta.Ma sapete che c’è? A me quei due mi piacciono assai come stanno insieme.


Dicono dell’autrice. 

Lilian McRieve un tempo scavava a Pompei, in cerca di antichi tesori. Tipo che Indiana Jones le faceva un baffo. Poi però è affogata in un pozzo di miele e ne è uscita gocciolando parole smielose. Non è ancora riuscita a levarselo tutto.

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Segnalazione: La legge del sognatore, Daniel Pennac

In uscita oggi ci sono ben 5 libri che ci interessano, ma la nostra segnalazione è tutta per Daniel Pennac ed il suo nuovo ultimo romanzo.
Un omaggio a Fellini, dove il confine tra realtà e sogno è labile.

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9786834_4320134Quarta di copertina: La lampadina del proiettore è saltata in pieno Fellini. Minne e io stavamo guardando Amarcord a letto.
“Oh, no, cazzo!”
Ho piazzato una sedia sopra un tavolo e sono andato all’assalto di quell’arnese per cambiare la lampadina fulminata. Un gran botto, la casa si è spenta, sono franato giù con tutta la mia impalcatura e non mi sono più rialzato. Mia moglie mi ha visto morto ai piedi del letto coniugale. Nel frattempo io rivivevo la mia vita. Pare succeda spesso. Ma non si svolgeva esattamente come l’avevo vissuta.
D.P.


Dicono dell’autore. 

Daniel Pennac – pseudonimo di Daniel Pennacchioni -, classe 1944, è un romanziere francese. Figlio di un ufficiale dell’esercito francese, dopo un’infanzia in giro per il mondo, tra Africa, Europa e Asia, si stabilì definitivamente a Parigi.
Professore di lettere in un liceo parigino, dopo aver esordito con alcuni romanzi per ragazzi tra cui Abbaiare stanca (1982), L’occhio del lupo (1984) – genere cui ritorna con il ciclo del giovanissimo ispettore Kamo (Kamo. L’agenzia Babele, 1992; Kamo. L’idea del secolo, 1993) – si è conquistato un pubblico di fedelissimi tra i lettori adulti con i romanzi Il paradiso degli orchi (1985) e La fata Carabina (1987) che innestano sulla struttura del romanzo poliziesco una galleria di personaggi bizzarri e uno humour dirompente che sfiora l’assurdo.
Le avventure di Benjamin Malaussène, «di professione capro espiatorio» continuano in La prosivendola (1989) e Signor Malaussène (1995), assumendo la dimensione di una saga, ambientata nel quartiere parigino di Belleville.
Lo scopo dichiarato dell’autore è quello di restituire agli adulti il piacere di leggere; a questo tema Pennac ha dedicato un saggio dal titolo Come un romanzo (1992).
Le opere più recenti non abbandonano la cifra ironica e confermano l’inventiva inesauribile di Pennac: Ecco la storia (2003) è una rocambolesca vicenda di sosia; Grazie (2004) è un omaggio ai suoi lettori, condito di disquisizioni morali; La lunga notte del dottor Galvan (2005) è un esilarante racconto ambientato in un ospedale, L’avventura teatrale. Le mie italiane (2007) e Diario di scuola (2008).
Del 2010 l’audiolibro de L’occhio del lupo letto da Claudio Bisio (Salani) e il fumetto Lucky Luke contro Pinkerton scritto con Tonino Benacquista e Achdé (Nona Arte). Del 2011 l’audiolibro di Diario di scuola (Emons) letto da Giuseppe Battiston.
Pennac si è cimentato anche come attore, portando tra l’altro in giro nei teatri di tutta Europa il suo spettacolo-lettura Bartleby lo scrivano, dal racconto di Melville.
Nel 2002 lo scrittore ha vinto il premio internazionale Grinzane Cavour Una vita per la letteratura. Nel 2012 Feltrinelli ha pubblicato Storia di un corpo e l’anno successivo Ernest e Celestine (2013), dal quale è stato tratto anche un lungometraggio d’animazione. Del 2015 è invece L’amico scrittore. Conversazione con Fabio Gambaro (Feltrinelli). Nel 2018 è uscito il romanzo Mio fratello, scritto dopo la morte del fratello Bernard.

[ Fonte: IBS ]

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Segnalazione: Io sono l’altra, Cathleen Schine

Gennaio è appena iniziato, ma è già pieno di novità sugli scaffali delle librerie. Oggi vi vogliamo segnalare l’ultimo romanzo di Cathleen Schine, uscito ieri, per la casa editrice Mondadori.

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9788804721918_0_0_551_75Quarta di copertina: Daphne e Laurel Wolfe sono due gemelle dai rossi capelli fiammanti, identiche e inseparabili. Hanno una lingua segreta, incomprensibile agli adulti, che caratterizza il loro rapporto simbiotico e la loro intimità, e fin da bambine sono ossessionate dalle parole. Per farle felici, il padre regala alle figlie una copia di un prezioso dizionario della lingua inglese, che, con le sue innumerevoli e sorprendenti definizioni, diventa un vero e proprio oggetto di culto, troneggiando su un leggio al centro della casa. Crescendo, nel corso degli anni Ottanta a Manhattan, l’infatuazione delle due ragazze per il linguaggio continua, ma proprio l’ossessione che le ha sempre tenute unite finirà per dividerle in età adulta. Daphne è una nota columnist che si dedica a preservare la dignità e l’eleganza formale della lingua classica, mentre Laurel ne adora la natura cangiante e camaleontica, divertendosi a stravolgerne le regole fino a diventare una poetessa di una certa fama. La passione per la bellezza e i tranelli del linguaggio si legano indissolubilmente al loro destino. Lo stile elegante e sofisticato, l’acuta osservazione delle relazioni familiari e dell’animo umano e il senso dell’umorismo sono da sempre gli ingredienti dei romanzi di Cathleen Schine, che ancora una volta regala ai suoi lettori una commedia luminosa, mai superficiale, toccante e disincantata al tempo stesso.



Dicono dell’autrice. 

Cathleen Schine è una scrittrice americana diventata famosa in Italia con il romanzo La lettera d’amore (1996) e Le disavventure di Margaret (1998).
Fra i suoi romanzi si ricordano: L’evoluzione di Jane (1998), Il letto di Alice (1999), L’ossessione di Brenda (2000), Sono come lei (2003), I Newyorkesi (2007), Tutto da capo (2010), Miss S. (2011), Che ragazza! (2013), Le cose cambiano (2016). Attualmente vive a Los Angeles.

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Segnalazione: La Piccola Farmacia Letteraria, Elena Molini

In questo martedì di metà gennaio vi segnaliamo l’uscita del primo romanzo di Elena Molini, colei che cura i dolori dell’anima con le parole dei libri.
Sicuramente un’uscita da non perdere.

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9788804718512_0_0_551_75Quarta di copertina:

C’è una libraia, in città, che dispensa rimedi letterari per ogni stato d’animo. Si chiama Blu e questa è la sua storia.
A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri. E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore –, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie. Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo. Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono? In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.



Dicono dell’autrice.

Elena Molini è la titolare e ideatrice della Piccola Farmacia Letteraria. Libraia e grande scrutatrice del genere umano realizza che la grande distribuzione le va decisamente stretta e che uno stipendio fisso non è un motivo valido per non seguire i propri sogni.

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Segnalazione: Il museo delle promesse infrante, Elizabeth Buchan

Inauguriamo la prima segnalazione augurando a tutti un buon anno! Pensavate che ci fossimo dimenticate della wishlist? E invece no! Solo che questo mese è un po’…segnaletica.
Il miglior modo per inaugurare al meglio questo 2020 bisestile?
Segnalarvi, appunto, l’uscita di oggi, una delle tante di gennaio.
Avete il nuovo quaderno e la matita per iniziare a segnare tutti i libri di questo nuovo anno?

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downloadQuarta di copertina: Esiste un museo, a Parigi, dove le persone non fanno la fla per ammirare i capolavori dell’arte. Dove non sono custoditi né quadri né statue. Un museo creato per conservare emozioni. Ogni oggetto in mostra, infatti, è il simbolo di un amore perduto, di una fiducia svanita. Un cimelio donato da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la stessa curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Laure lo capisce a poco a poco dagli sguardi spaventati della gente, dalle frasi lasciate in sospeso: questo è un Paese che ha dimenticato cosa sia la libertà. Eppure ci sono persone che ancora non si rassegnano. Come Tomas. Laure lo incontra per caso, a uno spettacolo di burattini. Ed è un colpo di fulmine. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante non è un luogo cristallizzato nel passato. E un luogo che guarda al futuro, in cui le storie circolano e spiccano il volo verso mete inaspettate. A volte raggiungono luoghi lontanissimi, ricucendo i fili strappati del destino. E a volte possono perfno giungere alle orecchie di un uomo cui non importa nulla degli sbagli e dei rimpianti, ma che aspetta solo un indizio per ritrovare il suo amore perduto.


Dicono dell’autrice. 

Elizabeth Buchan, classe 1948, è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Books ( dal 1974 al 1989) e dal 1989 presso la Random House, come Fiction Editor. Dopo la pubblicazione del suo terzo romanzo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli.

Pubblicato in: approfondimento, Saggio

La nostra sfida: I 100 libri consigliati da Piero Dorfles

Anno nuovo, nuova sfida, nuova book challenge. Per questo nuovo anno cerchiamo di fare un salto in avanti. Dove cercare?

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Piero Dorfles nel suo saggio ‘i cento libri che rendono più ricca la nostra vita‘ consiglia 100 libri che rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso, capolavori che raccontano di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure incredibili.
Tralasciando quasi tutti quelli che si leggono a scuola e fanno già parte di un patrimonio letterario riconosciuto Dorfles stila un itinerario ordinato per raggruppamenti e inserisce tutti quei libri che “potete sentire citare in un discorso, in un saggio, in una chiacchiera da bar, in un articolo, e che possono essere necessari per capire di cosa si sta parlando”.
Ecco, per il nostro anno di sfida vogliamo leggere il maggior numero possibile dei libri proposti in questo saggio.
Potranno essere cinque, tre o anche solo uno. Vedremo come andrà, ma si sa: chi ben comincia… infatti in lettura in questo momento abbiamo proprio il saggio di Dorfles.
Noi vogliamo una vita più ricca 😀

L’elenco (sbarrati quelli che già letti ad oggi 08/07/2023 e in aggiornamento continuo) è il seguente:

  1. Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio
  2. Honoré de Balzac, La pelle di zigrino
  3. Honoré de Balzac, Papà Goriot
  4. James M. Barrie, Le avventure di Peter Pan
  5. Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini
  6. Samuel Beckett, Aspettando Godot
  7. Jorge Luis Borges, Finzioni
  8. Ray Bradbury, Fahrenheit 451
  9. Emily Brontë, Cime tempestose
  10. Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita
  11. Anthony Burgess, Arancia meccanica
  12. Dino Buzzati, Il deserto dei tartari
  13. Italo Calvino, Il barone rampante
  14. Albert Camus, Lo straniero
  15. Elias Canetti, Auto da fé
  16. Truman Capote, Colazione da Tiffany
  17. Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie / Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò
  18. Anton Čechov, Zio Vanja
  19. Agatha Christie, Poirot a Styles Court
  20. Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
  21. Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso
  22. Joseph Conrad, Cuore di tenebra
  23. Joseph Conrad, Lord Jim
  24. Joseph Conrad, La linea d’ombra
  25. Edmondo De Amicis, Cuore
  26. Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?
  27. Charles Dickens, Ballata di Natale
  28. Charles Dickens, Davide Copperfield
  29. Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo
  30. Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov
  31. Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo
  32. Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny
  33. Gustave Flaubert, Madame Bovary
  34. Anne Frank, Diario
  35. Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
  36. Gabriel García Marquez, Cent’anni di solitudine
  37. Wolfgang Goethe, Faust
  38. Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther
  39. William Golding, Il signore delle mosche
  40. Ivan Gončarov, Oblomov
  41. Fratelli Grimm, Le fiabe del focolare
  42. Dashiell Hammett, Il falcone maltese
  43. Ernest Hemingway, Addio alle armi
  44. Hermann Hesse, Siddharta
  45. Victor Hugo, I miserabili
  46. Aldous Huxley, Il mondo nuovo
  47. James Joyce, Ulisse
  48. Franz Kafka, Il castello
  49. Franz Kafka, Il processo
  50. Franz Kafka, La metamorfosi
  51. Rudyard Kipling, Il libro della giungla
  52. David H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley
  53. Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli
  54. Primo Levi, La chiave a stella
  55. Primo Levi, Se questo è un uomo
  56. Jack London, Martin Eden
  57. Jack London, Il richiamo della foresta
  58. Thomas Mann, I Buddenbrook
  59. Thomas Mann, La montagna incantata
  60. Thomas Mann, La morte a Venezia
  61. Somerset Maugham, Il velo dipinto
  62. Guy De Maupassant, Bel Ami
  63. Hermann Melville, Bartleby lo scrivano
  64. Hermann Melville, Moby Dick
  65. Margaret Mitchell, Via col vento
  66. Ferenc Molnár, I ragazzi della via Paal
  67. Elsa Morante, L’isola di Arturo
  68. Alberto Moravia, Gli indifferenti
  69. Alberto Moravia, Il conformista
  70. Robert Musil, L’uomo senza qualità
  71. Vladimir Nabokov, Lolita
  72. George Orwell, 1984
  73. George Orwell, La fattoria degli animali
  74. Borìs Pasternàk, Il dottor Živago
  75. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
  76. Edgar Allan Poe, Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore
  77. Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto
  78. Joseph Roth, La cripta dei cappuccini
  79. Philip Roth, Il lamento di Portnoy
  80. J. D. Salinger, Il giovane Holden
  81. Leonardo Sciascia, Todo modo
  82. Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby
  83. William Shakespeare, Amleto
  84. William Shakespeare, Macbeth
  85. William Shakespeare, Romeo e Giulietta
  86. Mary Shelley, Frankenstein
  87. Stendhal, La Certosa di Parma
  88. Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro
  89. Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
  90. Bram Stoker, Dracula
  91. Italo Svevo, La coscienza di Zeno
  92. Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver
  93. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
  94. Lev Tolstoj, Anna Karenina
  95. Lev Tolstoj, Guerra e pace
  96. Ivan Turgenev, Padri e figli
  97. Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn
  98. Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari
  99. Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni
  100. Elio Vittorini, Uomini e no
  101. Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
Pubblicato in: approfondimento, Calendario dell'Avvento

Calendario dell’Avvento: Il canto di Natale

 

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Prima edizione Chapman & Hall, 1843

Il Canto di Natale di Charles Dickens.
Vi è familiare questo titolo? Ovviamente sì.
Conosciuto anche come Cantico di Natale, Racconto di Natale o Ballata di Natale è, durante il periodo natalizio, uno dei racconti più gettonati da generazioni.
Crediamo infatti che non esista uomo, donna o bambino – e se esistono è davvero una tragedia, regalategli subito il libro! – che non conosca il racconto più famoso di Charles Dickens.
Ovviamente, non potevamo concludere questo Calendario dell’Avvento senza aver speso qualche parola su questo racconto: “A Christmas Carol ” (1843), titolo originale del breve racconto, è contenuto nella raccolta di racconti ” The Christmas Book ” ( “Libri di Natale” ) che include anche Le Campane (1845), Il Grillo del focolare ( 1845), La battaglia della Vita (1846) e Il Patto col fantasma (1848).
Pubblicato per la prima volta dalla Chapman and Hall, in un edizione di lusso: la rilegatura rigida di velluto rosso a bordi dorati e le illustrazioni di John Leech.
A dispetto del costo elevato dell’edizione e, nonostante fosse in libreria da pochi giorni, la Vigilia di Natale (24 dicembre 1843) il racconto vendette ben 6.000 copie.
Un vero record per quell’epoca.

Negli anni sono stati innumerevoli gli adattamenti di questo racconto, da quello fumettistico: Il Canto di Natale di Topolino (sicuramente i più navigati ricorderanno),  agli adattamenti cinematografici: la versione muta del 1911, la versione con Alistair Sim del 1951 e l’ultima versione del 2009 con Jim Carrey. Moltissime anche le rappresentazioni teatrali e musical.

Canto-di-Natale-di-DickensVediamo di ripassare un po’ la trama.
Ebenezer Scrooge è un vecchio avaro dal cuore indurito, che detesta con tutte le sue forze il Natale. La sera della Vigilia, però, esattamente sette anni dopo la morte del suo socio Jacob Marley, riceve la visita inaspettata del suo fantasma che gli preannuncia l’incontro con i tre spiriti del Natale: passato, presente e futuro. Inizia, così, una lunga notte piena di colpi di scena e di intense emozioni, che cambierà per sempre la vita del cinico uomo d’affari. La notte di Natale è intrisa di pura magia e, si sa,  possono accadere miracoli.

Nella sua semplicità, è un capolavoro adatto sia ai grandi che ai piccini, capace di spiegare il vero spirito natalizio in poco più di 42 pagine. Sono molte le edizioni tra cui scegliere.
Un libro da regalare e conservare con cura, da leggere e rileggere ogni anno per ritornare un po’ bambini e non dimenticare mai cosa significhi in realtà il Natale.


L’autore. 

Charles John Huffam Dickens è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico. Nacque a Portsmouth nel 1812 ma si trasferì ben presto a Londra dove visse fino alla sua morte, nel 1870. I nonni paterni erano stati domestici presso famiglie della nobiltà; il nonno materno, colpevole di appropriazione indebita, s’era sottratto all’arresto con la fuga. Nel 1824 il padre, un modesto impiegato con gusti e abitudini superiori alle sue possibilità, fu rinchiuso per debiti nelle carceri londinesi di Marshalsea e il piccolo Charles, interrotti gli studi, venne messo a lavorare per sei mesi in una fabbrica di lucido per scarpe. Questa precoce esperienza di miseria, umiliazione e abbandono (anche dopo la scarcerazione del padre, la madre aveva insistito perché Charles continuasse a lavorare) lo segnò in modo irreparabile. Dopo un’istruzione sommaria, lavorò come commesso in uno studio legale, poi come cronista parlamentare e collaboratore di giornali umoristici. Finché con Il Circolo Pickwick il ventiseienne Dickens diventò di colpo uno scrittore di successo. La sua popolarità aumentò con i romanzi successivi, che uscivano a dispense mensili, con le conferenze, gli spettacoli teatrali da lui organizzati (vi si esibiva anche come attore). Nel 1846 fondò un quotidiano, il «Daily News», che durò meno di un anno; dal 1850 al 1859 diresse il settimanale «Household Words». Innamoratosi della giovanissima Ellen Ternan, nel 1858 Dickens si separò dalla moglie, dalla quale aveva avuto dieci figli; ma la nuova relazione non fu fortunata.


Si conclude così il Calendario dell’Avvento 2019 del Bistrot dei Libri.
Noi Bistrotte vi auguriamo un Buon Natale e ci prepariamo a mettere la gambe sotto il tavolo.
Inizia il conto alla rovescia per mezzanotte.
Chissà quali libri ci saranno sotto l’albero! Ci stiamo già sfregando le mani.

Auguri a tutti! 

Pubblicato in: approfondimento, Calendario dell'Avvento

Calendario dell’Avvento: Lettere da Babbo Natale

” Caro Babbo Natale quest’anno per Natale vorrei…”

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La lettera a Babbo Natale ha accompagnato tutti noi durante l’infanzia: il momento più atteso prima dell’apertura dei regali la Vigilia. Con mamma e papà, e successivamente da soli, si prendevano i colori più belli – sia mai che Babbo Natale si offenda – il foglio più bianco, il migliore, e via con la lunga lista di belle cose.
Il ricordo di quel piccolo, ma molto importante, momento ha accompagnato generazioni e generazioni di bambini e questo pezzo di carta rievoca il periodo più bello e magico per tutti i bambini: il Natale, appunto.
Bambini non siamo più ma ci vorrebbe ancora una letterina per Babbo Natale, dove poter scrivere un desiderio, o forse anche due. Quei sogni da adulti, difficili ma pur sempre desideri.
Perché Babbo Natale ascolta tutti, non solo i piccini.

Per poter esprimere al meglio il significato della Lettera a Babbo Natale, e nella imperitura speranza di una sua risposta, per il penultimo giorno del nostro Calendario dell’Avvento vi parliamo di  Lettere da Babbo Natale di J.R.R Tolkien.

Tolkien fu padre amorevole di quattro figli e, come sappiamo, dotato di una fervida immaginazione e una perseveranza da guinness.

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Tolkien con i suoi quattro figli nel giardino di casa a Oxford

Non poteva tollerare che alle accorate missive dei suoi amati bambini non giungesse alcuna risposta.file-20171221-15915-1989kib.jpg

Si mise al lavoro e scrisse risposte e storie, narrazioni epistolari che proseguono anno dopo anno – 22 anni di lettere – lungo tutta l’infanzia di John, Michael, Christopher e infine della più piccola Priscilla, sotto forma di Babbo Natale, dal 1920 al 1943. L’ultima lettera alla più giovane di casa arrivò a quattordici anni.

Ed è commovente. Impossibile non immedesimarsi in questo padre che vede crescere anche la più piccola di casa e rimanere impassibili davanti alle emozioni che sono fissate in quelle righe.

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Tolkien con il figlio Christopher

L’amore e la cura che c’è dietro questa raccolta, pubblicata postuma, è toccante.

 

Un libro così dettagliato e ricco da essere considerato un gioiello di carta, e non solo. Rende la lettura piacevole da un punto di vista visivo perché le illustrazioni sono veramente spettacolari.

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Con la sua sfrenata ed inesauribile fantasia, lo scrittore ha creato davvero il mondo di Babbo Natale: attraverso la lettura pare proprio di essere dentro il laboratorio di Babbo Natale e di poter rivivere con lui la preparazione anno in anno.

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Quest’anno sono più tremolante del solito. Tutta colpa dell’Orso Polare! È stato il più grosso scoppio che mai si sia visto al mondo, e il più pazzesco fuoco d’artificio. Adesso il Polo Nord è Nero, le stelle sono finite tutte fuori posto, la Luna è stata spaccata in quattro, l’Uomo della Luna è piombato nel giardino sul retro di casa mia. I regali erano già impacchettati per la partenza, spero che i vostri doni non siano troppo malconci!

Chi conosce Tolkien sa perfettamente cosa è in grado di creare, quindi non ci si stupisce molto di come abbia creato una lingua del Polo Nord, disegnato dei francobolli e di come abbia immaginato la scrittura di Orso Polare e di Babbo Natale.

Lettere da Babbo Natale è una lettura consigliata sia ai grandi che ai piccoli, ma è soprattutto un omaggio al Natale in una delle sua migliori forme: un libro.

 

Dettagli Libro :

Lettere da Babbo Natale

  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • Editore: Bompiani; 3 edizione (8 novembre 2017)
  • Collana: Tascabili
  • ISBN-10: 8845293890
  • ISBN-13: 978-8845293894
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Calendario dell’Avvento: 10 libri classici per bambini e ragazzi

Non conosci un bambino o un ragazzino che legge? In realtà il settore per bambini e ragazzi é in controtendenza rispetto alle fasce di età più adulte. Sono pochi i lettori, troppo pochi, come si evince dai dati ISTAT relativi all’anno 2018.

Ma pare che i giovanissimi, in particolare le ragazzine, ci salveranno. Più facile per i figli dei lettori, come ovvio, ma é proprio agli altri che sarebbe bene tentare un regalo libresco, magari finirà a prender polvere o magari gli scappa di leggerlo. E sarebbe uno a zero per noi.

Ed ecco dove andare a parare se vuoi tentare di regalare un libro a qualche giovine rampollo, ci siamo concentrate su libri classici, leggibili insieme ai genitori se nella fascia 6~9 e in autonomia a partire dai 10 anni, dati indicativi perché c’è chi parte prima e chi arriva con calma, a noi piacciono tutti. Sono tutti molto molto famosi e forse un po’ scontati ma pensiamo che una buona lettura fatta in giovane età può rimanerti dentro per tutta la vita, allora che sia tra le migliori possibili. Una nonna, non la mia, mi regalò una bellissima edizione illustrata di Ventimila leghe sotto i mari, uno dei migliori regali mai ricevuti. Ci aveva visto giusto l’anziana signora. Veniamo a noi.

1. Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren

Pippi CalzelungheLa Lindgren è una fantastica autrice, i suoi libri, tutti, sono una meraviglia tutta da scoprire. Pippi è il personaggio che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Non può mancare in una libreria per giovani lettori.

Un tempo avevo paura di rimanere in casa da sola, ma ora non più, perché Pippi è con me ha scritto ad Astrid Lindgren una bambina giapponese. “Pippi Calzelunghe” è un libro conosciuto in tutto il mondo e tradotto in 54 lingue, di cui l’ultima dell’elenco è lo zulù. Anche voi troverete in Pippi una compagna forte, allegra, furba e ricchissima; vive sola a Villa Villacolle e non ha paura di niente: sta benissimo anche senza genitori, perché così nessuno le dice quando è ora di andare a letto o le insegna le buone maniere, che non servono a nulla se non si è veramente generosi. E Pippi, appunto, lo è. Leggete le sue avventure e vi sentirete, come lei, tanto forti da sollevare un cavallo.


2. La fabbrica di cioccolato, Roald Dahl

La fabbrica di cioccolato

Dahl è un fabbricatore di sogni, la sua fabbrica di cioccolato è uno dei migliori che si possa avere.
Un bel giorno nella misteriosa Fabbrica di cioccolato Wonka viene diramato un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolci bastante per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà il padrone. Chi sarà il vincitore?


3. La storia infinita, Michael Ende

Immagine correlataQui si sale al podio più alto che si possa immaginare. Impossibile non amare questo splendore.
Un classico della letteratura per tutte le età, che insegna a coltivare i nostri desideri e i nostri sogni, perché è sempre meglio credere ed essere considerati folli che non credere ed essere considerati per questo ‘delle persone adulte’… Bastiano ha una grande passione: Leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai bulli, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato “La storia infinita”. Bastiano lo prende e ci si immerge, letteralmente: infatti, scopre che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantasia…


4. Lo hobbit, J. R.R. Tolkien
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Semmai avesse bisogno di presentazioni, non credo, questa è la storia per eccellenza. Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum. Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo.


5. La bussola d’oro, Philip Pullmann

La storia di Lyra comincia qui e prosegue in altri tre piccoli splendori creando la saga definita ‘Queste oscure materie’.

Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico…


6. L‘isola del tesoro, Robert Luis Stevenson

L' isola del tesoro. Ediz. integrale - Robert Louis Stevenson - copertina
Bastano poche parole per questo classico intramontabile che è anche è uno dei più celebri romanzi per ragazzi di tutti i tempi:
Una mappa nascosta in un baule. Un ragazzino senza paura. Un marinaio con una gamba di legno. La Più straordinaria storia di pirati di tutti i tempi.


7. Ventimila leghe sotto i mari, Jules Verne

Ventimila leghe sotto i mari

Ventimila leghe sotto i mari è uno dei romanzi anticipatori della fantascienza più conosciuti di Jules Verne.
Il professor Pierre Aronnax, il suo devoto domestico Conseil e l’infallibile fiociniere Ned Land si imbarcano alla caccia di una sconosciuta creatura divenuta il terrore dei mari. Ma una grande sorpresa li aspetta tra i misteri dei fondali: è il Nautilus, un sottomarino pronto a “divorarli” e trasportarli in un meraviglioso viaggio lungo ventimila leghe, ospiti del Capitano Nemo, uomo colto e sfuggente, enigmatico come gli abissi.


8. Piccole donne, Louisa May Alcott


Sta per uscire il film più recente tratto da questo romanzo di formazione, motivo in più per procurarne una copia in una buona edizione.
Tutto cominciò con un invito a una festa… Meg, Jo, Beth e Amy vivono tra le pagine di questa storia il periodo più importante della propria vita, tra litigi e riappacificazioni, sogni, paure, speranze e nuove amicizie. Un’avventura lunga un anno, sulla strada che le porterà a crescere e diventare… Piccole Donne


9. Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

Il giardino segreto - Frances Hodgson Burnett - copertinaIl giardino segreto è un romanzo per ragazzi scritto nel 1911 dalla scrittrice anglo-americana Frances Hodgson Burnett, autrice anche de Il piccolo Lord e La piccola principessa. Anche qui tra breve la nuova trasposizione filmica sarà al cinema. Forse un po’ meno conosciuto dei precedenti titoli proposti ma sicuramente un classico senza tempo.

Mary, bambina viziata e prepotente, perde i genitori e viene affidata allo zio, che vive in un’enorme e tetra casa secolare ai margini della brughiera. Qui Mary scopre un giardino segreto, che nasconde un terribile segreto…


10. Il richiamo della foresta, Jack London

Il richiamo della forestaUna grande storia, una magnifica metafora del rapporto fra natura e creature viventi, un capolavoro capace di poesia e ferocia che parla al cuore dei lettori di ogni età. Rapito e condotto tra i ghiacci del Klondike, all’epoca della febbre dell’oro, Buck viene picchiato e costretto a divenire un cane da traino, sperimentando i molteplici volti dell’animo umano, meschinità e grandezza, cupidigia e altruismo, aggressività e affetto. Nelle molteplici esperienze apprende la fatica e l’orgoglio dei cani da slitta e si trova più volte costretto a lottare per sopravvivere, finché la lezione del bastone e della zanna fa riaffiorare in lui l’ancestrale istinto selvaggio. Sfruttato duramente dai suoi ultimi padroni, Buck viene salvato da John Thornton, con il quale ritrova l’amore per l’uomo. Ma il richiamo della foresta e della natura si fa dentro di lui sempre più irresistibile…


 

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Calendario dell’Avvento: 10 libri ‘GIAPU’

Dal bel periodo del giapponismo in avanti il grande paese del Sol Levante ha esercitato un fascino incredibile sui popoli occidentali, italiani compresi, noi comprese.

E siamo certe che anche tu sei, o conosci bene, un amante di qualsiasi cosa che venga definito nipponico, nondimeno i libri.

Ne abbiamo scelti 10, scritti da giapponesi o che trattano di Giappone. Anche qui, 10 sono pochi, ma Natale è vicino e la sintesi diventa una priorità. Saltiamo di proposito alcuni grandi classici senza i quali nessuno si può definire ‘nippofilo’, ci mettiamo solo Mishima, perché è imprescindibile. Murakami no, tanto vende già abbastanza . Hagakure no, sarebbe come mettere in lista il Vangelo, dai.


1. Yukio Mishima, La dimora della bambolemishima

Tutti i grandi temi della ricerca letteraria di Mishima sono rappresentati in questi racconti: il mito della bellezza, l’equazione violenza-bellezza e bellezza-morte, l’erotismo, il rifiuto della decadenza spirituale del Giappone moderno, il rimpianto per un mondo tradizionale puro ed eroico che trova nel samurai la sua espressione spirituale più alta, l’orrore per la decadenza fisica, il rifiuto di vivere in un mondo privo di valori che non siano quelli del benessere materiale e del successo.


2. Gō Nagai, Devilman devilman-box-1-5

Possiamo parlare di giappone e non di manga? Non è possibile.
E allora andiamo sui grandi: L’edizione Ultimate edita da J-Pop in cinque volumi in un box da collezione. Splendido regalo di Natale.
La trama: i Demoni, antichi abitanti della Terra, si sono risvegliati dal loro sonno millenario per riprendere possesso del pianeta, ma mica pacificamente, ovvio,  sterminando la razza umana. Ryo Asuka è convinta che l’unico modo per combattere questa minaccia sia fondere la propria natura con un essere diabolico e assimilarne i poteri. Per farlo, si serve del giovane Akira Fudo…


51htO8vtNYL3. Ore giapponesi, Fosco Maraini. Per molti aspetti il Giappone di oggi somiglia alla Svizzera: due paesi nei quali tutto, dai treni alle poste, dagli alberghi ai negozi, dalle fabbriche, alle banche, alle università, funziona come un’orologeria mirabilmente oliata, che non conosce inceppi. Resta solo una grossa differenza: che la Svizzera non offre misteri, mentre il Giappone è misteriosissimo. In un certo senso il Giappone guerresco e aggressivo degli anni Trenta e Quaranta era abbastanza trasparente e comprensibile; ma i giapponesi dei giorni nostri, i quali, dopo essere rimasti stesi a terra nel ’45, finiscono in meno di mezzo secolo per costruire una delle maggiori potenze industriali, commerciali e finanziarie del globo, pur non vantando il possesso di vasti territori né avendo a disposizione materie prime – ecco qualcosa che sfiora l’enigma, cha ha sapore di magia e d’occulto! Soprattutto quando vediamo che gli artefici della straordinaria cavalcata ci si presentano in genere come individui anonimi, confusi nella folla con un fare spesso impacciato. Cosa li anima? Quali sono i loro segreti? Come conoscerli davvero? Come capirli? L’asse portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri.


4. Giorgio Armitrano, Iro iro.9788851153441_12ff3512c9cedcd9b1729a4bb4d8336d

Dalle radici storiche della passione giapponese per il canto a una serata magica in un karaoke bar insieme a una scrittrice famosa; dagli imprevedibili esiti di un esercizio di calligrafia in un monastero al sottile confine che separa realtà e fantasia nelle pagine degli scrittori contemporanei, Giorgio Amitrano – che per molti è la voce italiana di Murakami Haruki e Yoshimoto Banana – ci racconta il Giappone che ha imparato a conoscere e amare, al di là degli stereotipi, dei pregiudizi e delle cieche infatuazioni che da sempre l’Occidente coltiva nei confronti di questo Paese. Ci svela un Giappone autentico, sconosciuto, multiforme: il più vero.


51xVGDTmZXL5. Autostop con Buddha, Will Ferguson

Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un po’ la lingua. Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all’ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti. Interessanti le analisi sui modi di interagire dei giapponesi e sul loro culto per i rapporti gerarchici.


6. Le ricette della signora Tokue, Durian Sukegawa410ehLEbaYL

La modesta bottega di dolciumi di Sentarō comincia a prosperare con l’arrivo dell’anziana signora Tokue. Il pasticciere si convince ad assumerla dopo aver assaggiato il suo delizioso e inimitabile an, la confettura di fagioli rossi usata per farcire i dorayaki. Ma Tokue nasconde un segreto ben piú inconfessabile della ricetta di una confettura.

[…] gli insetti, gli alberi, le piante e i fiori. Il vento, la pioggia e la luce. La luna. Tutte le cose del mondo hanno il dono della parola, ne sono convinta. Solo ad ascoltarle ci si riempie il cuore. Essere nel bosco del Tenseien è abbastanza, perché lì dentro c’è un mondo intero. La notte, basta prestare ascolto al mormorio delle stelle per sentire lo scorrere eterno del tempo. (p. 137)


9788845981753_0_0_626_757. La ragazza del Kyūshū, Matsumoto Seichō

Autore paragonato a Simenon e poco conosciuto in Italia. Scrive noir magistrali e assolutamente perfetti.

La trama di questo in particolare: in un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyūshū per arrivare fin lì, a implorare…

 


8. Il piccolo libro dell’ikigai. La via giapponese alla felicità, Ken Mogi9788858428771_0_0_1151_75

Ma cos’è l’ikigai? Per scoprirlo non serve volare in Giappone: tutti hanno un ikigai, ma non sempre ne sono consapevoli. È quella forza che spinge ad alzarsi la mattina e dà l’entusiasmo per affrontare la giornata. È la soddisfazione che deriva dal compiere i gesti più naturali e scoprirli preziosi per sé e per gli altri. È la gioia inaspettata che si prova per un raggio di sole dopo tante giornate di pioggia, per un caffè fumante in un mattino d’inverno, per il sorriso sincero di uno sconosciuto in autobus. Se l’ikigai è la via che conduce alla felicità, Ken Mogi è la persona giusta per indicarci la direzione da seguire. E lo fa raccontandoci, dalla prospettiva insolita del neuroscienziato, un Giappone sconosciuto, quotidiano eppure segreto. Sempre con la stessa leggerezza e concentrazione di una cosa fatta con ikigai.


518UbEGa1rL9. L’emporio dei piccoli miracoli, Keigo Higashino 

Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shota, Kohei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario dell’Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta…


10. Neve sottile, Jun’ichiro Tanizaki junichiro-tanizaki-neve-sottile-9788823521445-3-300x462

Nel 1942 il governo giapponese imponeva la censura su Neve sottile, il romanzo che Junichirō Tanizaki stava pubblicando a puntate su una rivista: nelle sue pagine la guerra, minacciosa e inarrestabile marea, suscitava nei personaggi sgomento e preoccupazione, non il fervore dell’allineamento. Tanizaki era ben lontano dall’urgenza degli eventi: nella storia di quattro sorelle di Osaka, degli equilibri e squilibri affettivi che giocano in seno alle famiglie, straordinaria è l’intensità dell’esperienza psicologica; mai il racconto si aggiusta nei limiti angusti di una cronaca. Ma c’è di più. Il confronto fra il modello occidentale e le antiche tradizioni nipponiche si fa materia e motivazione delle scelte, emblema dei destini personali.


 

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Calendario dell’Avvento: 6 libri scritti da donne

Ieri abbiamo pubblicato un articolo con solo autori maschi, ovviamente non possiamo mancare l’appuntamento con le donne autrici.
Ne proponiamo solo sei, sarebbero molte di più naturalmente, alcune nostre amatissime le abbiamo già poste in giorni precedenti di questo Avvento libresco. Quindi proviamo con una sintesi.
Bene, partiamo a razzo con le donne!

Ci vogliono le palle per essere donna, Caitlin Moran

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A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una “lista delle cose da fare prima dei diciotto anni”, ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna? Oltre vent’anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l’hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell’interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c’è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C’è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo si occupa non solo di cose (importanti, per carità) come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di questioni più banali e quotidiane come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l’irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente. Come questo libro.


Il racconto dell’ancella, Margareth Atwood

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In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.


Lessico famigliare, Natalia Ginzburg

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“Lessico famigliare” è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: “Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire ‘Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna’ o ‘De cosa spussa l’acido cloridrico’, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole”.


Non fa niente, Margherita Oggero

912jw5ND3NLUn patto tra due donne, un viaggio nell’Europa del secondo Novecento sempre sottobraccio: Esther e Rosanna non potrebbero essere più diverse, ma la vita le unisce e le rende complici, fino a stringere un patto scandaloso e inaccettabile, ma che non le renderà mai più sole. Esther e Rosanna stipulano un patto, per qualcuno forse scandaloso, inaccettabile. Un patto che cambia per sempre le loro vite. Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l’Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, la sua libertà, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, dall’intelligenza tormentata, la cui eleganza sconcerta l’arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura determinata e sensuale, ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos’abbiano in comune due donne cosi, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d’insegnarsi qualcosa l’un l’altra. Un giorno Esther domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, «come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara». Il loro universo non esclude affatto gli uomini. Esther è legata al marito Riccardo da una complicità generosa e Rosanna ama Nicola con un’irruenza passionale, che trova negli assolo e nelle improvvisazioni jazz la sua colonna sonora. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle: dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni delle rivolte studentesche e il terrorismo, fino alla caduta del muro di Berlino. I giorni si riempiono di cose da fare, giacche di pannofix, segreti condivisi, paure, entusiasmi, scommesse, Fiat 1100 che arrancano su autostrade pericolose appena costruite. E la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai più sole.


L’amica geniale, Elena Ferrante

amica-geniale-320x496Primo libro della saga può essere un ottimo modo per far apprezzare anche la storia originale a chi ha amato la serie TV:

Lila e Lenù sono due bambine che vivono in uno dei rioni popolari di Napoli immediatamente dopo la guerra: se da un lato assistiamo all’evoluzione della loro amicizia e delle loro individualità, dall’altro l’autrice ci offre uno spaccato toccante e reale delle tensioni sociali, economiche e culturali di un’epoca di grandi cambiamenti.

 


Wild,  Cheryl Strayed

(la nostra recensione)

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Dopo aver perso quasi tutto, la madre, la famiglia ed il suo matrimonio, Cheryl Strayed decide di fare una follia. Alla ricerca di se stessa, decide di attraversare a piedi l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo. Una storia di avventura e formazione, di fuga e rinascita, di paura e coraggio. Una scrittura intensa come la vicenda che racconta, dove viene messa in evidenza la fragilità della condizione umana di fronte a una natura grandiosa e potente.