Pubblicato in: approfondimento, segnalazioni

Come mosche sul velluto, Mauro Aimi – segnalazione

Casa Editrice: Self Publishing | Prezzo: € 12,38 | Data di pubblicazione: 15 gennaio 2022

Quarta di copertina:
3 Marzo 2020. Una giornata come un’altra, una reperibilità come mille prima di lei.
Mauro Aimi, infermiere d’area critica, risponde al telefono durante un pomeriggio piovoso.
Sarà una reperibilità come un’altra si ripete continuamente, mentre si reca all’ospedale.
Ma quel giorno, i piani non vanno come aveva previsto. Un virus sconosciuto, estraneo, spaventoso, si affaccia alla nostra quotidianità inaspettatamente, paralizzandoci.
La vita di Mauro e della sua compagna Gessica muterà nel giro di pochi giorni, proprio quando i loro piani sembrava stessero per spiccare il volo.
Improvvisamente, ogni idea di futuro, ogni briciolo di normalità, di una routine oramai scontata e tanto radicata nelle loro vite da sembrare infrangibile, subisce un cataclisma, una vorticosa rottura che li colpisce come un uragano in un cielo limpido.
Cosa riserverà loro l’evolversi del Covid-19?
Cosa comporterà tutto ciò?
Quello che nell’immaginario dei più è sempre esistito solo come uno scenario apocalittico da film di fantascienza, ora entra nelle nostra case, ci infetta nel vero senso della parola, si artiglia ai nostri corpi e alle nostre menti in maniera sempre più conturbante: la psicosi dilaga, la paura si avventa su di noi, talmente tanto da renderci estranei persino a noi stessi. Diventiamo nemici, l’uno dell’altro. E con l’inimicizia, iniziando ad arrivare gli ordini dall’alto, col malcontento al loro seguito. Come nei tempi di guerra. E mentre i più anziani riaffondano nei ricordi lontani di una guerra oramai finita ma sin troppo simile alla nostra realtà, i più giovani non hanno idea di come reagire, trovandosi pietrificati dinnanzi al loro avvenire instabile e traballante.
Il romanzo racconta in prima persona la storia di Mauro e di come vivere questo mostro dall’interno dei reparti di terapia intensiva lo abbia cambiato e forgiato indelebilmente.
Mauro narra come la paura ha alimentato la sua traboccante voglia di sopravvivere e di essere d’aiuto per gli altri.
Perché è questo il motivo che l’ha spinto a scegliere questa strada. Salvare vite.
Ed è quello che farà, come non l’ha mai fatto prima, procurandosi cicatrici che diventeranno memorie vivide e pregnanti nei passi che muoverà alla fine del disastro che lui e molti altri, rimasti nell’ombra, hanno provveduto a sventare.


Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Il prigioniero dell’interno 7, Marco Presta

Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 16,00 | Data di pubblicazione: 25 Gennaio 2022

Quarta di copertina: Vittorio ha poco più di quarant’anni e per lavoro commenta notizie curiose su un quotidiano nazionale: un giorno scrive di granchi che scappano dai loro acquari, un altro di ricerche secondo cui l’universo odora di pancetta abbrustolita, o di piedi, o di lampone. Quando arriva, la pandemia lo prende in contropiede e in un attimo accartoccia la sua vita, proprio come succede a milioni di persone intorno a lui. Da un giorno all’altro Vittorio si ritrova a fare i conti con una realtà inaudita e il suo universo finisce per coincidere a poco a poco con i confini del condominio. Nessuno lo lascia in pace: la sua impegnativa quasi-fidanzata che gli si presenta sul pianerottolo con le valigie in mano, la vicina di casa filantropa che lo coinvolge nei suoi tentativi di aiutare il prossimo, l’anziano dirimpettaio che perde colpi, per non parlare degli agguati telefonici della madre che cerca di farlo sentire in colpa nei modi più fantasiosi. Forse è un uomo buono a sua insaputa, Vittorio, di certo preferisce nascondersi dietro all’umorismo e alle battute feroci. Ma mentre una dopo l’altra cadono le certezze di sempre, lui ne ricava di nuove: che durante una pandemia i cani si possono noleggiare, che Andy Warhol può colonizzare la mente di un architetto svampito e che pure una signora anziana può innamorarsi. E, forse, che può provare a essere felice persino lui. Neanche rimanendo asserragliato nel suo appartamento, dietro una cortina di articoli satirici e di vita sbirciata dalla finestra, Vittorio riesce a ottenere l’unica cosa che gli sta davvero a cuore: non essere coinvolto da niente, mai, per nessun motivo. Anzi, nei giorni lenti del lockdown diventa suo malgrado il punto di riferimento di una comunità casuale e sgangherata: quella dei vicini di casa. Lui non lo sa ancora, ma è proprio mentre fuori infuria la tempesta che finalmente potrà imparare qualcosa del mondo e di se stesso. «Floriana dice che sono uno sfigato di successo, e che prima o poi dovrò decidere quale di queste mie due inclinazioni assecondare».


Chi è Marco Presta?

Marco Presta è uno dei migliori autori e conduttori radiofonici italiani. In coppia con Antonello Dose anima da molti anni la mattinata di Radio 2 con Il ruggito del coniglio.
Ha pubblicato la raccolta di racconti Il paradosso terrestre (Aliberti Editore 2009, Einaudi 2012) e, con Einaudi, i romanzi Un calcio in bocca fa miracoli (2011), Il piantagrane (2012), L’allegria degli angoli (2014), Accendimi (2017 e 2018), Fate come se non ci fossi (2019 e 2020) e Il prigioniero dell’interno 7 (2022).

Pubblicato in: #recensione, distopico, Romanzo

Recensione: Virus Zombie, Ettore Spatola

di Bianca Casale

Edito da Armando Editore, il libro ha 574 pagine e costa 18 euro nella versione cartacea.


Pandemia. La parola d’ordine del 2020.
Anche in questo libro c’è una pandemia, non è il Covid-19, è un virus che trasmette una malattia che rende i colpiti degli esseri privi di umanità con l’unica volontà di aggredire a morsi qualsiasi malcapitato.
Una malattia che uccide, anzi peggio, rende zombie.
Siamo a New York (qui potreste gridare al cliché, non fatelo perché c’è dell’altro) e Lucas è un italiano che vive nella Grande Mela da molto tempo, apprezzandone alcuni aspetti e disprezzandone molti altri.
Non appena intuisce la tragedia che potrebbe abbattersi sul mondo Lucas pensa una cosa sola. Deve tornare a casa, riunirsi ai suoi, alla famiglia, agli amici.
Ed è così che atterriamo in Italia. Gli zombie arriveranno anche nella amata penisola che chiamiamo casa?
Sembra di sì, altrimenti non sarebbero giustificate le cinquecento (e oltre) pagine di questo romanzo d’esordio.
Un romanzo che pare un horror distopico e invece si rivela un’altra cosa. Rivela un marchio di indagine sulla natura umana, sulla rimozione delle superfetazioni e delle convenzioni sociali in condizioni emergenziali.
Sull’amore e sulla famiglia come fondamento della vita stessa.
La famiglia che conta, quella biologica ma anche quella che ci si crea intorno negli anni, il gruppo che sarà il tuo supporto, la tua rete e la tua possibilità di essere qualcosa per qualcuno.
E poi c’è la musica in questo libro, si può dire lo stesso di tutti i romanzi?
La copertina è di Luca Raimondo e l’editore è Armando editore di Roma.
Come Lucas anche Ettore Spatola vive a New York dove svolge la professione di architetto. Come Lucas anche Ettore Spatola è originario di Battipaglia e le analogie non finiscono qui. Lucas è Ettore, l’autore parla di se stesso e lo fa con il cuore.
Ci vuole coraggio a scrivere un horror sugli zombie e ambientarlo nella provincia di Salerno, Spatola non pecca di coraggio, evidentemente. E anche il suo Lucas, infatti, è un protagonista interessante e sfaccettato.
Diamo un’occhiata alla descrizione riportata nel risvolto di copertina:

New York. Lucas sta tornando dal lavoro, quando, davanti agli schermi di Best Buy, resta come ipnotizzato guardando un servizio televisivo di dubbia certezza. Un giovane reporter sta documentando un anomalo attacco a morsi in un piccolo villaggio africano. Ancora confuso, Lucas raggiunge gli amici per un happy hour su un noto roof-top della città. Adesso è distratto dal ricordo di quelle immagini mosse, ma chiare ai suoi occhi, e non riesce a rilassarsi.
Conosce una ragazza e con lei scambia qualche parola con la promessa di ritrovarsi.
I giorni che verranno lo porteranno a dubitare delle certezze sulle quali ha costruito la sua esistenza, mentre un virus sconosciuto sembra impadronirsi del mondo, trasformandole persone in esseri aggressivi e privi di memoria.


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Ho terminato il romanzo in poco tempo e il finale, ovviamente non svelerò nulla in più di quello che si può rivelare senza creare spoiler, non è per niente scontato ed è un aspetto assolutamente importante nella narrazione.
Per tutto il tempo si ha la sensazione di trovarsi in un film di Romero anche se l’ambientazione italica crea un piacevole sfasamento. La natura inoltre è estremamente centrale in questo libro, quasi una denuncia della negativa influenza della presenza antropica sugli equilibri e sugli ecosistemi.
Il mare, l’oceano da attraversare per tornare a casa e poi il mediterraneo delle origini. Il mare che è casa, vita e sostentamento. Il mare è dentro questo romanzo.
Indubbiamente Spatola è alle prime armi come romanziere e pecca, in alcune parti, di prolissità. Inoltre i personaggi femminili sono talvolta, a mio avviso, lacunosi e tendono a ricadere in schemi prevedibili. Come se fosse un fumetto. Non è detto che sia un male, tenendo anche conto che il genere non è certamente tra i miei preferiti, il romanzo è più che soddisfacente. Ritmato e avvincente si arriva alla fine con facilità.
Ritengo che potrebbe essere un ottimo spunto per un film o una serie tv. La sceneggiatura sarebbe già pronta e le location farebbero invidia a Hollywood.
Chissà che un giorno la storia di Lucas non venga adattata per gli schermi?
Per ora limitiamoci al cartaceo.
Se sono riuscita ad incuriosirvi il lavoro di Spatola si può trovare dal primo ottobre in tutte le librerie ed ordinabile già da adesso sul sito della casa editrice armandoeditore.it