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22 APRILE – 5 libri per la Giornata mondiale della Terra

Riscaldamento globale, abuso dei combustibili fossili, effetto serra, buco nello strato di ozono, isole di plastica grandi come piccoli continenti, aria irrespirabile, migrazioni climatiche e poi ancora pandemia, guerra. Potremmo andare avanti per giorni a elencare e spiegare l’antropocene. Ma la giornata di oggi vuole essere anche uno stimolo per informarsi, per guardare alle buone pratiche che ciascuno di noi può mettere in atto per ridurre il proprio impatto e la propria impronta ecologica.
Non nascondiamoci, certo che possiamo fare qualcosa. No, non tutto chiaramente, non molto in effetti, ma sarà meglio di niente o no?
Oltre a votare persone sensate che facciano interventi veri e non fasulli green deal che cosa possiamo fare?
Ciascuno di noi può fare qualcosa, le famose 3R sono ormai conosciute a tutti:


-Ridurre il consumo di beni e servizi, evitando sprechi e il ricorso a strumenti e attività molto inquinanti;
-Riutilizzare i prodotti usati, imparando a ripararli, riadattarli, condividerli e rigenerarli;
-Riciclare più materiali possibili tramite una raccolta differenziata ben fatta, così da trasformare uno scarto in risorsa (per esempio su questo, avete l'app Junker che vi aiuta a differenziare ogni singolo prodotto ed a gettarlo nell'apposito bidone dell'immondizia?).


Si potrebbe anche andare a calcolare la propria impronta con uno dei tanti tool possibili e gratuiti online, come quello del WWF. E in seguito cominciare, se non lo si è già fatto, a modificare le proprie abitudini personali e familiari nei seguenti ambiti:


- alimentazione;
- mobilità;
- consumo di elettricità;
- gestione dei rifiuti.

Ma stiamo perdendo il focus… ritorniamo alla giornata di oggi e alla sua istituzione.

Da mezzo secolo si lotta per salvaguardare il nostro pianeta e la GMDT è considerata la più grande manifestazione ambientale del pianeta.
Correva l’anno 1969, precisamente Ottobre, quando l’attivista per la pace e sostenitore per un mondo più green, John McConnell, durante la Conferenza UNESCO tenuta a San Francisco, propose di istituire una giornata dedicata alla bellezza del nostro Pianeta.
Un invito a prendere consapevolezza del patrimonio che ci circonda che dev’essere protetto e tutelato.
La proposta ottenne consensi e l’anno successivo, il 21 Marzo 1970, si celebrò proprio a San Francisco la prima giornata della Terra. Un mese dopo venne istituita dal senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson la Earth Day, la giornata della terra, voluta anche dal presidente John Fitzgerald Kennedy.
L’evento, dal carattere ecologista, coinvolse esclusivamente gli Stati Uniti.
A renderla una manifestazione internazionale fu Denis Hayes, primo coordinatore dell’Earth Day, che riuscì a far varcare i confini dell’evento, arrivando a coinvolgere più di 180 nazioni. Ad oggi, questa manifestazione coinvolge un miliardo di persone in ben 192 paesi.
L’Earth Day prese definitivamente forma a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California. Questo disastro ambientale portò il senatore Nelson a decidere che fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.

“Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Si può anche leggere tantissimo in merito, in molte forme differenti, saggi o romanzi e letteratura scientifica. In occasione di questa importante giornata vi consigliamo alcuni libri, alla nostra portata, che affrontano temi riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta.

#1

A un certo punto della loro storia gli esseri umani hanno iniziato a percepire di aver tragicamente incasinato la situazione climatica del proprio pianeta. «Ma come mai nessuno ci ha avvisati prima?» chiesero spaesati in coro, mentre gli scienziati che nell’ultimo secolo avevano cercato di dare l’allarme si accingevano a prendere la rincorsa per tirare ceffoni sul collo all’urlo di «kivemmurt’». Poi arrivò una ragazzina svedese di 15 anni, tale Greta Thunberg, che organizzò uno sciopero e divenne icona mondiale della lotta ai cambiamenti climatici. «Ma allora siete str…!» urlarono gli scienziati. Qualche scettico tra la popolazione si chiese: «Ma perché fanno parlare lei e non parlano mai gli scienziati? Ci dev’essere qualcosa sotto». «Ma allora siete proprio str…» riurlarono gli scienziati, per poi accasciarsi in posizione fetale e morire annegati nelle proprie lacrime. Come è evidente, gli esseri umani sono degli erotomani dell’autodistruzione. Del resto sono i rappresentanti di una specie megalomane che vanta l’invenzione della bretella e delle palline antistress con la faccia di Nicolas Cage, ma soprattutto che è riuscita in pochi secoli a mettere in atto una crisi climatica (quasi) irreversibile. Barbascura X, in questa commedia tragicomica, racconta con sarcasmo e irriverenza il disastro ambientale del nostro tempo attraverso gli occhi di Rino Bretella, l’ultimo malaugurato superstite umano, catapultato casualmente in un futuro molto lontano per un’anomalia spazio-temporale avvenuta nella sua cucina. Un libro che è la parodia di una specie, ma anche il suo manifesto autodistruttivo.


#2

Nostra recensione.
«Non voglio la vostra speranza. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in un’emergenza. Come se la vostra casa fosse in fiamme. Perché lo è.» Greta Thunberg ha parlato chiaro ai grandi del mondo e ha iniziato così la sua battaglia contro il cambiamento climatico, convinta che «nessuno è troppo piccolo per fare la differenza». Lo “sciopero della scuola per il clima” di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutta Europa centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #fridaysforfuture. Greta ha dato inizio a una rivoluzione che non pare destinata a fermarsi, una battaglia da combattere per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno. “La nostra casa è in fiamme” è la storia di Greta, dei suoi genitori e di sua sorella Beata, che come lei soffre della sindrome di Asperger. È il racconto delle grandi difficoltà di una famiglia svedese che si è trovata ad affrontare una crisi imminente, quella che ha travolto il nostro pianeta. È la presa di coscienza di come sia urgente agire ora, quando nove milioni di persone ogni anno muoiono per l’inquinamento. È il «grido d’aiuto» di una ragazzina che ha convinto la famiglia a cambiare vita e ora sta cercando di convincere il mondo intero.


#3

Nostra recensione.

Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».


#4

L’ultima volta che Myra ha sentito la voce della sua primogenita, Row stava gridando. Le urla come una lama, mentre la bambina scalciando cercava di divincolarsi dalla stretta del padre che la trascinava su una barca. Poi, solo una scia d’acqua dove prima c’era la sua famiglia. Sono passati otto anni da allora e il mondo è completamente cambiato. Gli oceani si sono innalzati e hanno trasformato l’America in un arcipelago, i suoi abitanti rifugiati su pochi lembi di terra circondati da una distesa d’acqua. Bande di pirati infestano il mare in cerca di cibo e donne da usare per la riproduzione. C’è chi si allea per creare una nuova società e chi invece naviga in solitudine su imbarcazioni di risulta, tentando di sopravvivere. Indipendenti e fiere, Myra e la sua figlia minore Pearl, di otto anni, veleggiano sulla loro piccola barca, vivendo di pesca e baratto, dopo che la loro casa in Nebraska è stata sommersa, poco prima della nascita di Pearl. Myra non ha mai smesso di cercare la figlia perduta. Dentro il cuore e nell’anima sa che Row è ancora viva. E farà di tutto per trovarla. Finché un giorno, combattendo contro un pirata che sta cercando di rapire Pearl, Myra ritrova fra le sue mani un ciondolo appartenuto a Row, prova che la ragazza è sopravvissuta ma è in pericolo. Abbandonando la sua usuale cautela Myra decide di partire con Pearl verso nord. È un viaggio pericoloso, ma Myra non può fare altro, deve salvare la figlia perduta anche a costo di mettere a rischio la propria vita e quella di Pearl… Un romanzo d’esordio sul cambiamento climatico e uno sguardo pieno di forza ed evocativa immaginazione su quello che potrebbe essere il nostro futuro.


#5

Nostra recensione.

Quando fu inventata più di cento anni fa, la plastica fu presentata al mondo come il materiale delle meraviglie. In effetti, negli anni ha risolto moltissimi problemi. Ora, però, ce ne sta ponendo uno del tutto nuovo: il suo smaltimento. Nel 2050 si stima che negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Una minaccia concreta per la fauna marina e non solo. Le microplastiche ingerite dai pesci, infatti, possono risalire la catena alimentare fino a noi. È vitale, quindi, risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo. Subito. Martin Dorey, scrittore, surfista e fondatore del Beach Clean Network, ci spiega come fare. Grazie alle sue “soluzioni in 2 minuti”, facili accorgimenti da mettere in atto a casa e al lavoro, con i figli o fuori con gli amici, possiamo davvero cambiare le cose in meglio. Evitare l’uso di oggetti superflui come le cannucce, sostituire le posate usa e getta con quelle di metallo e i sacchetti della spesa con borse di cotone, optare per prodotti sfusi o con meno imballaggio, passare dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto… sono tante le azioni che, senza troppa fatica, riducono il consumo di plastica. Piccoli cambiamenti che possono davvero fare una grande differenza.

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Wishlist Febbraio 2020

Con un piccolo ritardo, la prima Wishlist ufficiale del 2020 è online.
Febbraio è appena iniziato e forse – non diciamolo troppo ad alta voce – il nostro stipendio è salvo. Come potrete vedere in lista, questo mese, sono pochi titoli che ci interessano ma, come ogni lettore che si rispetti, abbiamo in arretrato così tanti libri che dovremmo avere 24h ore in più al giorno per poter fare quello che amiamo di più.

 

4 febbraio 2020, Rizzoli 

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Quarta di copertina:

Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi.

Leonardo fa il fotografo, ha trent’anni, gli occhi timidi di chi parla poco e una ferita al cuore che non riesce a rimarginare. Ogni giorno prende il treno per andare al lavoro e sulla carrozza numero 2 incontra il sorriso di Sara, che illumina per un attimo le sue giornate. Qualche volta, però, la paura di amare supera il coraggio di osare. E così, per Leonardo, quella sconosciuta che ascolta musica e scrive su un diario dalla copertina rossa diventa un modo per fantasticare: cosa accadrebbe se finalmente si facesse avanti e decidesse di sfidare il destino? Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Così un giorno Leonardo capisce che deve tuffarsi – a costo di sembrare un po’ pazzo, a costo di farsi male – e lascia sul sedile che di solito occupa la ragazza una fotografia che le ha scattato di nascosto. Il destino lo porterà dentro un negozio di musica, con la luce della notte che filtra dalla serranda semiaperta, insieme a lei: Sara. E gli ricorderà che a volte basta poco – uno sorriso rubato, una bella canzone, un bacio a fior di labbra – per aggiustare un cuore e ricominciare.


6 febbraio 2020, Corbaccio

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Quarta di copertina:

Dietro la facciata apparentemente innocua dell’Istituto di ricerche storiche Saint Mary, si nasconde ben altro genere di lavoro accademico. Guai, però, a parlare di «viaggio nel tempo»: gli storici che lo compiono preferiscono dire che «studiano i maggiori accadimenti nell’epoca in cui sono avvenuti». E, quanto a loro, non pensate che siano solo dei tipi un po’ eccentrici: a ben vedere, se li si osserva mentre rimbalzano da un’epoca all’altra, li si potrebbe considerare involontarie calamite-attira-disastri. La prima cosa che imparerete sul lavoro che si svolge al Saint Mary è che al minimo passo falso la Storia vi si rivolterà contro, a volte in modo assai sgradevole. Con una vena di irresistibile ironia, la giovane e intraprendente storica Madeleine Maxwell racconta le caotiche avventure del Saint Mary e dei suoi protagonisti: il direttore Bairstow, il capo Leon Farrell, Markham e tanti altri ancora, che viaggiano nel tempo, salvano il Saint Mary (spesso – anzi sempre – per il rotto della cuffia) e affrontano una banda di pericolosi terroristi della Storia, il tutto senza trascurare mai l’ora del tè. Dalla Londra dell’Undicesimo secolo alla Prima guerra mondiale, dal Cretaceo alla distruzione della Biblioteca di Alessandria, una cosa è certa: ovunque vadano quelli del Saint Mary, scoppierà il finimondo.


7 febbraio 2020, HarperCollins 

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Quarta di copertina:

L’ultima volta che Myra ha sentito la voce della sua primogenita, Row stava gridando. Le urla come una lama, mentre la bambina scalciando cercava di divincolarsi dalla stretta del padre che la trascinava su una barca. Poi, solo una scia d’acqua dove prima c’era la sua famiglia. Sono passati otto anni da allora e il mondo è completamente cambiato. Gli oceani si sono innalzati e hanno trasformato l’America in un arcipelago, i suoi abitanti rifugiati sui pochi lembi di terra rimasti, circondati da una distesa d’acqua. Bande di pirati infestano il mare in cerca di cibo e donne da usare per la riproduzione. C’è chi si allea per cercare di creare una nuova società e chi invece naviga in solitudine su imbarcazioni di risulta, cercando solo di sopravvivere. Indipendenti e fiere, Myra e la sua figlia minore Pearl veleggiano sulla loro piccola barca, vivendo di pesca e baratto, dopo che la loro casa in Nebraska è stata sommersa, poco prima della nascita di Pearl. Myra non ha mai smesso di cercare la fi glia perduta. Dentro il suo cuore e nella sua anima sa che Row è ancora viva. E farà di tutto per trovarla.
Uno sguardo, carico di forza evocativa e immaginazione, su quello che potrebbe essere il nostro futuro. Un romanzo pieno di amore e disperazione, ambientato in un nuovo mondo forse molto vicino.


13 Febbraio 2020, Newton Compton Editore

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Quarta di copertina:

I primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, l’ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l’adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d’amore in rima. Ogni volta che lo vede – anche ora che è una donna adulta e sta finendo un dottorato in Geologia alla Columbia – non riesce proprio a controllare il malumore. Le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. E la colpa, secondo Alex, è proprio di Norman. Quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. Alex non può tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere così difficile. O almeno, questo è quello che crede…



20 Febbraio 2020, Astoria Edizioni 

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Quarta di copertina:

Londra, città ricca e contraddittoria capace di accogliere ma anche di rifiutare. In una fredda notte invernale viene gettato in uno stagno il corpo di una giovane donna che è lentamente inghiottito dall’acqua sotto lo sguardo di un uomo misterioso. Le vite di cinque persone, in apparenza molto distanti, finiranno tutte per incrociarsi intorno a questo evento: Job, tassista clandestino senza licenza la cui moglie in Zimbabwe non risponde più alle sue lettere; Ian, insegnante idealista proveniente dal Sudafrica; Katie, giornalista newyorkese appena trasferitasi a Londra e reduce da una delusione amorosa; Anna, quindicenne ucraina coinvolta in un giro di sfruttamento della prostituzione; Polly, avvocato attivista nella difesa dei diritti umani e mamma part-time. Cinque personaggi, consapevoli della propria insignificanza nel più ampio quadro dell’umanità, e tuttavia pronti a combattere perché l’umanità abbia un senso, cinque vite coraggiose che riflettono le luci e le ombre di un’intera società.