Recensione a cura di Bianca Casale
Il nuovo romanzo di Roberta Martinetti è una delicata riflessione sul tempo che cura le ferite e sul diritto a un lieto fine.
Ci sono luoghi sulla mappa che sembrano occupare uno spazio minuscolo, ma che nella geografia emotiva dei personaggi finiscono per contenere un intero universo. Taimoun è esattamente questo: un luogo sospeso nel tempo, un perno attorno a cui ruotano i destini dei due protagonisti e il teatro dove prende vita una storia d’amore intensa e tormentata.
La trama ci porta a conoscere Vincent, che a Taimoun vive, e Selena, che invece trascorre l’estate nel paese vicino come ospite dei nonni.
Sulla carta si tratta di due mondi distinti che distano soltanto pochi chilometri, ma che nella realtà partono da vissuti, sensibilità e prospettive estremamente lontane. È proprio in quella cornice estiva che i due ragazzi si incontrano per la prima volta: tra sguardi rubati, scoperte condivise ed emozioni travolgenti, finiscono per trovarsi e cambiarsi la vita a vicenda. Tuttavia, la vita vera sa essere spietata e finisce per allontanarli brutalmente, lasciando sospeso un filo che sembrava indissolubile. Sarà solo a distanza di tempo che il destino li rimetterà di fronte alla necessità di rincontrarsi e fare i conti con ciò che è stato.
Ed è proprio nell’esplorazione di questo ricongiungimento che risiede la parte più affascinante e riuscita del libro di Roberta Martinetti: la costruzione della seconda occasione.
Il second chance è un trope tipico e amatissimo del genere romance, ma rappresenta anche uno degli scogli più insidiosi per un autore. Basta un attimo per trasformarlo in un mero pretesto narrativo, in due persone che si ritrovano sui binari dell’amore solo perché la trama lo richiede. Qui invece il ritorno è dosato con grande maestria: passiamo dal tempo presente al passato e poi di nuovo al presente in maniera lenta e senza strappi, lo facciamo solo quando in effetti è giunto il momento.
L’intreccio scorre con grande naturalezza e, al netto di qualche piccola difficoltà a seguire la timeline in alcuni passaggi specifici, porta dritto fino all’ultima pagina. Il cammino dei protagonisti è costellato da un’abbondante dose di patimenti ed emozioni intense, ma d’altronde non sarebbe un romance che si rispetti altrimenti.
Ad arricchire l’esperienza di lettura contribuisce un’atmosfera davvero particolare. In più momenti le vibes del libro richiamano l’epoca d’oro delle commedie romantiche anni ’90, regalandoci un’aria familiare, soffusa e un po’ retrò che non stona affatto con le dinamiche moderne dei personaggi. Al contrario, questa sfumatura dona alla narrazione quel senso di rifugio rassicurante in cui i dettagli, le parole non dette tornano ad avere un peso specifico fondamentale.
In un momento storico e culturale in cui tutto appare complesso, caotico e spesso inutilmente duro, conoscere Vincent e Selena fa semplicemente bene al cuore. Ci ricorda che le ferite richiedono tempo per rimarginarsi, che le distanze non sempre annullano i legami e che credere nelle seconde possibilità non è un atto di ingenuità, ma di coraggio.
In un mondo difficile, la storia di Taimoun ci lascia con una domanda semplice ma profonda: un lieto fine ogni tanto, non ce lo meritiamo un po’ tutti?
Ringraziamo Roberta Martinetti per la copia digitale in omaggio in cambio di una mia opinione.

Second chance. First love. Contemporary Romance. Small Town.
E se il tuo primo amore tornasse? Se non se ne fosse mai andato davvero?
Taimoun è un luogo magico, sorto sulle ceneri di un vecchio villaggio turistico abbandonato, ma cosa si nasconde davvero dietro i suoi cancelli? È un luogo proibito, terra di nessuno in cui nasconderti se vuoi scomparire dai radar o è il teatro dell’amore tra due adolescenti?
Selena e Vincent non hanno dubbi al riguardo. Ma quando, molti anni più tardi, la vita li porta a lavorare fianco a fianco per occuparsi di un’adolescente ribelle, dovranno capire se sono finalmente pronti a lasciare andare il passato o se la loro storia merita una seconda possibilità.
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Chi è Roberta Martinetti?

È stata editor e curatrice della collana Young Adult “Young Like Me” de Le Mezzelane casa editrice dal 2017 al 2023.
Fa parte della redazione di Isola di Carta, blogzine on line.
È Cofondatrice di Alchiaro – Servizi editoriali.
Ha esperienze di editing, ghostwriting, pubblicazioni racconti su antologie e riviste, romanzi pubblicati con CE (Delos Digital e le Mezzelane casa editrice) e in self.
Suo il racconto “Hally e il castello del vampiro” – 2024 (incluso nell’antologia “Polvere di Fata”) pubblicato in Italia (Kaba edizioni), Cipro (Işık Kitabevi) Netherlands (Dutch Venture Publishing), Turchia (Gamesa Publishing).
Nel 2025 ha pubblicato in self publishing su Amazon il suo primo romanzo fantasy ‘Naken Rai‘ (la nostra recensione),
Quando non scrive coccola i suoi gatti e colleziona tazze.

