Quarta di copertina: Il 28 febbraio 2013, nel cuore di una serata di ordinario delirio tra figli piccoli, lavoro arretrato e incombenze domestiche, la protagonista di questo libro ha ricevuto dalla tv una notizia stupefacente: il papa si era dimesso. Non era malato, non era in crisi spirituale: era afflitto dalla patologia del secolo, la stanchezza. E lei si è sentita “parte di qualcosa di grande e insieme sola in modo assoluto”. Perché no, noi non possiamo dimetterci. Noi siamo il popolo del multitasking che diventa multistanching, siamo quelli che in ogni istante libero “scrollano” pagine social per misurare le vite degli altri, quelli che riempiono di impegni il tempo dei figli per il terrore di non stimolarli abbastanza, quelli che di giorno si portano il computer in salotto per lavorare e la sera in camera da letto per guardare una serie ma intanto rispondere all’ultima mail… quelli che, per riposarsi, si devono concentrare.
Chi è Enrica Tesio?
Blogger e scrittrice torinese, Enrica Tesio ha tre figli e due gatti, è separata, ma ora convive. Laureata in Lettere con indirizzo cinematografico, fa la copy da quando aveva vent’anni. Nel 2015 esce per Mondadori La verità, vi spiego, sull’amore.
Quarta di copertina: Uno sceneggiatore si ritira insieme alla moglie attrice e alla figlia di quattro anni in una casa isolata tra le montagne per scrivere il seguito del suo film di maggior successo. Il paesaggio è da cartolina: il minuscolo paese in fondo alla valle, la strada stretta e piena di tornanti, i ghiacciai quasi azzurri nell’aria frizzante di dicembre. Ma l’idillio è solo apparente. Mentre la moglie manda sms e la figlia fantastica nel suo mondo di bambina, la casa si trasforma in un puzzle di Escher a cui manca l’ultimo pezzo. Fra strani rumori improvvisi, oggetti che spariscono, vetri di finestre che non riflettono più la sua immagine, al narratore resta solo la scrittura per mantenere il contatto con la realtà. Però nulla è come sembra, e gli elementi classici del racconto dell’orrore si ricompongono in un gioco raffinato tra le percezioni del protagonista e la fantasia del lettore. L’orrore è davvero nella casa o all’interno delle relazioni personali?
Chi è Daniel Kehlmann?
Titolare della cattedra Eugene Higgins di psicologia all’Università di Princeton e professore emerito di psicologia e affari pubblici alla Woodrow Wilson School of Public and International Affairs di Princeton. Nel 2002 ha ricevuto il premio Nobel per l’Economia per le ricerche pionieristiche condotte con Amos Tversky sul processo decisionale. Le ricerche di Daniel Kahneman permisero di applicare la ricerca scientifica nell’ambito della psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche. Collaborò per anni assieme con Amos Tversky, dimostrando tramite brillanti esperimenti che i processi decisionali umani violavano sistematicamente alcuni principi di razionalità, mentre le teorie microeconomiche assumono che il comportamento degli agenti decisionali siano razionali e finalizzati ad una massimizzazione dell’utilità. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo: “Psicologia dell’attenzione” (1981), “Economia della felicità” (2007) e “Pensieri lenti e veloci” (Mondadori, 2013).
Sono stata attirata da questo libro per tanti motivi: la copertina così delicata e così giapponese, la parola “colori” nel titolo perché è un’idea veramente molto personale, la scrittrice italiana che avevo adocchiato in altri titoli che non ho ancora avuto l’ispirazione per leggere.
La storia parla di Mio e del fatto che grazie alla sua visione tetracromatica, il colore diventa il centro della sua vita. Ma la storia parla anche di Aoi – capiamo subito essere una persona importante dato il nome – che però di colori ne vede pochissimi in quanto daltonico. In mezzo alla loro storia d’amore si intrecciano le storie delle loro famiglie, con un colpo di scena abbastanza scontato ma che si inserisce perfettamente nella narrazione, e delle persone che frequentano l’atelier, l’agenzia funebre e il negozio di colori Pigment.
Tra i personaggi secondari mi sono piaciute tantissimo le due bambine Alma e Rui, che prendono lezione sul colore da Mio. La piccola Rui ha un trauma che si porta dietro dalla precedente famiglia e la nuova madre adottiva spera di farla stare bene tramite queste lezioni. Tuttavia questa storia svanisce letteralmente nel nulla e mi è dispiaciuto molto non vederne la fine – era anche un ottimo spunto per imparare aneddoti interessanti sui colori.
La cosa che colpisce nella lettura è la capacità di Mio di nominare i colori come nessun altro: una miriade di aggettivi, nomi e perifrasi usati per descrivere ogni colore che dà al lettore la certezza di immaginarsi un colore “giusto”: non un nero qualsiasi, ma un “nero mezzanotte con una punta di luna”. Bellissimo.
Romanzo assolutamente consigliato se volete una lettura colorata e leggera, ma con una punta di malinconia.
Nero mezzanotte con una punta di luna, indaco che sa di mirtillo, giallo della pesca matura un attimo prima che si stacchi dal ramo: Mio sa cogliere e nominare tutti i colori del mondo. Ha appreso l’arte dei dettagli invisibili guardando danzare ago e filo sui kimono da sposa, e ora i colori sono il suo alfabeto, la sua bacchetta magica, il suo sguardo segreto. Aoi, invece, accompagna le persone nel giorno piú buio: lui prepara chi se ne va e, allo stesso modo, anche chi resta. Conosce i gesti e i silenzi della cura. All’inizio sembra l’amore perfetto, l’incanto di chi scopre una lingua comune per guardare al di là delle cose. Ma il loro incontro non è avvenuto per caso.
Non sempre nascere con un dono è un vantaggio, di certo è una responsabilità. Mio è una giovane donna dallo sguardo speciale: i suoi occhi sono capaci di cogliere ogni minima sfumatura e dare un nome a tutte le tonalità, soprattutto quelle invisibili. Nell’atelier dove la sua famiglia cuce e ricama kimono nuziali con gesti preziosi tramandati da generazioni, ha imparato fin da piccola la potenza dei dettagli, scoprendo in segreto le vite nascoste dei colori. Ma a custodire un segreto, in questa storia, non è la sola. Aoi possiede la sensibilità rara di capire a prima vista chi ha di fronte: la sua agenzia organizza cerimonie funebri, e lui – allo stesso modo di un mago – sa sempre come accompagnare i vivi e i morti nel giorno piú buio. Quando i loro destini s’incrociano in una mattina qualsiasi, Mio e Aoi si specchiano l’una nell’altro come due colori complementari. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che il loro incontro non è stato casuale: ancora non lo sanno, ma le loro esistenze stanno per entrare in collisione. Laura Imai Messina sa raccontare il potere magico delle cose di tutti i giorni, fa scintillare le coincidenze, anima le storie come in una danza da cui si sprigiona, semplicemente, il prodigio dello stare al mondo. E il Giappone, luogo di tutte le contraddizioni, è l’alambicco ideale di questo incantesimo. Cosí per le strade di Tōkyō, città da sempre scagliata verso il futuro, si celebrano ogni giorno le antiche pratiche di una cultura millenaria, i rituali dei matrimoni e dei funerali, le cerimonie del passaggio. Le vite nascoste dei colori – una fiaba metropolitana capace di ammaliare il lettore – ci fa conoscere la forza dell’amore tra due figure indimenticabili e opposte. Due personaggi unici, legati a doppio filo da un nodo di meraviglia che aspetta soltanto di manifestarsi.
Laura Imai Messina è nata a Roma. A ventitre anni si è trasferita a Tōkyō, dove ha conseguito un dottorato in Letteratura. Attualmente insegna italiano presso alcune tra le piú prestigiose università della capitale giapponese. È autrice di romanzi, saggi e storie per ragazzi. Nel 2020 è uscito Quel che affidiamo al vento (Piemme), caso editoriale in corso di traduzione in oltre venti Paesi, i cui diritti cinematografici sono stati opzionati da Cattleya. Per Einaudi ha pubblicato Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale nella grande metropoli (2020 e 2022) e Le vite nascoste dei colori (2021). Collabora con numerosi inserti culturali italiani, e insegna presso la Scuola Holden. Vive tra Kamakura e Tokyo con il marito Ryosuke e i figli, Claudio Sosuke ed Emilio Kosuke. Il suo sito è www.lauraimaimessina.com.
Quarta di copertina: Servono i superpoteri per amarsi tutta una vita, Anna e Marco lo sanno bene. Lei è una fumettista dal carattere impulsivo, nemica delle convenzioni; lui un professore di fisica convinto che ogni fenomeno abbia la sua spiegazione. A tenerli insieme è un’incognita che nessuna formula può svelare. Quante possibilità ci sono che le esistenze di due persone, sfioratesi appena in un giorno di pioggia, si incrocino per caso una seconda volta? Cosí poche da essere statisticamente irrilevanti, direbbe la scienza. Eppure ad Anna e Marco questo accade e riaccade. Ed entrambi si chiedono se a riavvicinarli di continuo sia un algoritmo, il destino o invece un sentimento tanto forte da resistere alle fughe improvvise, agli scontri, alla routine, alle incomprensioni e al dolore. Spostandosi avanti e indietro sulla linea delle loro esistenze, Paolo Genovese racconta gli istanti perfetti e i drammi di una storia d’amore bellissima, che sfida il tempo, fa riflettere e infine commuove. Una storia d’amore che solo due supereroi possono vivere.
Chi è Paolo Genovese?
Paolo Genovese è uno dei più importanti registi italiani. Il suo film Perfetti sconosciutiè stato una delle pellicole italiane più premiate ed esportate degli ultimi anni, ed è entrato nel Guinness dei Primati per il più alto numero di remake di sempre. Per Einaudi ha pubblicato Il primo giorno della mia vita e Supereroi, il suo secondo romanzo, da cui è tratto il film da lui diretto.
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 1 Febbraio
Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un’isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall’ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove? Maurizio de Giovanni scrive una delle storie che ha sempre sognato di raccontare. E ci consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.
Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018). È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco). Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani. Del 2018 sono Sara al tramonto (Rizzoli) e Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Nel 2019 pubblica per Sellerio Dodici rose a Settembre. Tra le altre pubblicazioni si ricordano: Una lettera per Sara (Rizzoli, 2020), Troppo freddo per settembre (Einaudi, 2020), Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi, 2020), Gli occhi di Sara (Rizzoli, 2021), Una Sirena a Settembre (Einaudi, 2021) e L’equazione del cuore (Mondadori, 2022).
Editore: LINEA Edizioni | Prezzo: € 15,00 | Data di pubblicazione: 22 novembre 2021
Passaggi di proprietà, ovvero Storia di un quadro. Il tracciato narrativo del romanzo attraversa un ampio lasso cronologico, dalla genesi di un’opera pittorica, – un’Annunciazione eseguita nel primo Cinquecento da un artista della Maniera, – alle peregrinazioni del dipinto nel corso del tempo, per l’appunto i relativi passaggi di proprietà. Le vicende pertengono a furti, recuperi, restauri, vendite. Ascese e cadute in disgrazia, affermazioni e contraddittorie negazioni delle stesse, ispirazione creativa e prosaica mercificazione, unità sociali al collasso e derive morali costituiscono il contesto nel quale operano i numerosi personaggi. Artisti, avventurieri, mecenati, collezionisti, restauratori e nuovi acquirenti sono i protagonisti degli episodi concatenati tra loro grazie a una prospettiva mutevole ma coerente per ironia e cinica irriverenza. Il principio di adesione al contesto storico, che va dal XVI secolo all’età contemporanea, fino a una distopica dimensione futura, costituisce il tenace legame di originalità del testo. Le variazioni del registro linguistico, che si adegua alle civiltà di riferimento, contribuiscono a rendere fluidi i paradigmi entro i quali catalogare l’opera. Convivono infatti i caratteri propri del romanzo storico, di formazione e introspettivo, coniugati con ritmi letterari più serrati e contemporanei.
Salvatore Enrico Anselmi, docente, storico e critico d’arte, ha collaborato con il Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma (Atlante del Barocco in Italia, Roma 2014) e ha tenuto corsi di Storia dell’arte moderna presso alcuni atenei italiani. Suoi contributi sono apparsi in riviste e atti di convegno. Alle attività di ricerca, incentrate sulle vicende di committenza nobiliare di età moderna in area centro-italiana, affi anca la scrittura con particolare dedizione per la narrativa d’introspezione. Il suo romanzo d’esordio, Exitus (Roma 2019), è stato segnalato dalla Società Dante Alighieri e inserito tra le opere in concorso al Premio Mastercard 2020. Alcuni suoi racconti e testi poetici sono stati pubblicati in Rapsodia. A magazine of art and literature e in Critica Impura. Ha curato la rubrica “Marginalia” per Yawp: giornale di letterature e fi losofi e. Ha preso parte all’edizione 2021 della Fiera Italiana dello Scrittore e al Concorso Caffè letterario Moak attestandosi tra i vincitori. Pubblica racconti e poesie sul suo sito.
« Ti hanno corrotto con questa stronzata che “l’amore è pazienza, l’amore è gentilezza” fin da quando eri piccolo. Ma l’amore è scienza. Voglio dire, si tratta solo di una reazione chimica nel cervello. A volte la reazione dura una vita, ripetendosi costantemente. Altre no. Altre si trasforma in una supernova e inizia a spegnersi. Siamo solo dei cuori chimici. Questo rende l’amore meno folgorante? Non penso. Ecco perché non capisco perché la gente dica sempre ” il cinquanta percento dei matrimoni finisce in divorzio” come giustificazione per non sposarsi. Solo perché un amore finisce non significa che non sia stato vero amore.»
Quando ci si avvicina ad un romanzo definito ‘YA’ subito scatta la presunzione di avere a che fare con contenuti poco profondi, probabilmente banali e con uno sviluppo di trama quantomeno scontato. In alcuni casi questo è vero, in questo caso in particolare non è così. I personaggi non sono adolescenti patinati e straordinariamente belli, non sono angeli/demoni/prescelti/stregoni/fate, non sono particolarmente ricchi e non vivono in nessun posto pazzesco e incredibile. Vivono in qualche città abbastanza normale e appartengono in gran parte alla middle class, frequentano una scuola ordinaria che non è il liceo fighetto e nemmeno la scuola devastata con i metal detector. Attraversiamo la narrazione in velocità grazie alla scrittura brillante e fluida che rende il protagonista, molto ben caratterizzato, un buon amico nel giro di poche pagine. Molto azzeccate anche le varie citazioni sparse all’interno del romanzo che vi faranno sorridere. Facile immedesimarsi nel personaggio di Henry Page, con i suoi amici, la famiglia e i sogni nel cassetto, meno facile il contraltare femminile, Grace Town, tutto da scoprire mano mano che la storia si dipana. Nulla di scontato dunque in questi ‘cuori chimici’,nessuno (o quasi) stereotipo mainstream per la classica storia d’amore adolescenziale. Ci sono due persone che crescono in un rapporto difficile che forse è amore o forse è dipendenza, forse è un rapporto tossico o forse è quello che ci voleva per poter fare un passo avanti nella vita. Un romanzo ricco e forte, numerosi i personaggi ‘secondari’ che ci piacerebbe conoscere meglio, prima di tutto la sorella maggiore Sadie e lo stravagante Murray. Perfetto per giovani adulti ma sicuramente apprezzabile da tutti quelli che hanno ancora un po’ di verve adolescenziale.
Le persone non hanno anime gemelle. Le persone si creano la loro anima gemella.
Henry Page non è fisicato, non è famoso nei corridoi della scuola, è appassionato di scrittura, dotato di un sense of humor molto sviluppato, fondamentalmente è un bravo ragazzo che non è mai stato innamorato. Grace Town irromperà nella sua vita con un carico di mille megatoni, e ci vorrà un bel po’ prima che Henry possa venire a capo, per quanto possibile, del puzzle di pezzi componenti questa ragazza così strana. Henry Page è uno di noi mentre Grace è l’outsider. Ma è davvero così? Impossibile andare avanti senza fare spoiler, da noi sono vietati, quindi conviene fermarsi qui. Il libro funziona ed è una spanna sopra molte pubblicazioni considerabili simili, certamente un buon romanzo con contenuti non banali e una profondità maggiore di quella che ci si potrebbe aspettare.
Perché non vali meno della polvere di stelle, ma tutto ciò che posso regalarti è sporcizia.
Il film omonimo tratto dal romanzo (che trovate su Amazon prime video) è inferiore da questo punto di vista ma è comunque di un ottimo livello, gli interpreti sono azzeccati (Grace interpretata da Lily Reinhart e Henry interpretato da Austin Abrams) e il personaggio di Henry Page è tratteggiato correttamente, lo sviluppo narrativo perde molti colpi in gara con il corrispettivo cartaceo ma vince in simpatia e la semplificazione della storia è piuttosto riuscita. Rimane vincente la figura della sorella maggiore, forse in questa versione persino migliore.
Riassumendo: da leggere se si apprezzano romanzi con una buona dose di romanticismo ma non scontati e, diciamolo, patetici. Il film è un sicuramente un buon modo per farsi un’idea e capire se merita la pena. Per noi sì.
Quarta di copertina: Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con un bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry sempre di più.
Chi é l’autrice?
Krystal Sutherland è un’autrice pubblicata a livello internazionale. Il suo primo romanzo, Chemical Hearts, è stato pubblicato in oltre 20 paesi ed è stato nominato dall’American Booksellers Association come uno dei migliori debutti del 2016. L’adattamento cinematografico, prodotto da Amazon Studios, vede protagonisti Lili Reinhart (Riverdale) e Austin Abrams (Dash &Lili, Euphoria); Sutherland è stato produttore esecutivo del progetto. Il suo secondo romanzo, A Semi-Definitive List of Worst Nightmares , è stato pubblicato con successo di critica nel 2017 ed è stato scelto per l’adattamento da Yellow Bird US. Nel 2018, è apparsa nell’elenco annuale “30 Under 30” di Forbes. Originaria dell’Australia, ha vissuto in quattro continenti e attualmente vive a Londra. Il suo prossimo romanzo per giovani adulti, House of Hollow, sarà pubblicato da Penguin nella primavera del 2021.
Casa Editrice: Ultima Stesura | Prezzo: € 3,99 | Data di pubblicazione: 7 ottobre 2021
Quarta di copertina: La ruota ha ripreso a girare, ma l’equilibrio è appeso a un filo. Nell’Eden, Haziel affronta il futuro con una nuova consapevolezza di sé, decisa a scoprire la verità. Nel Caos, Sam torna a fare i conti con i demoni del suo passato, determinato a uscirne. E mentre combattono contro un fato che sembra volerli dividere a tutti i costi, una nuova minaccia sorge nell’ombra, pronta a colpire. Perché l’immortalità fa paura, quando la prospettiva è una condanna senza fine. Il mondo sta per finire. Di nuovo. Ma sarebbe strano se decidesse di restare integro.
Si vocifera che Rael J. Kailani passi le sue giornate a scrivere, o almeno ci prova, cercando di tirarne fuori qualcosa di decente. Si vocifera anche che delle piccole creature, detti gnomi, le rendano il compito assai difficile, devastandole casa e orecchie. Secondo dei documenti segreti sarebbero i suoi figli, ma noi non ci crediamo. La voce più diffusa è che Miss Kailani vada in giro armata di falce.
Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 19,50 | Data di pubblicazione: 7 settembre 2021
Quarta di copertina.
La lotteria: tutti sanno come funziona. Con l’arrivo del primo ciclo mestruale, ogni ragazza viene chiamata a conoscere il proprio futuro attraverso l’estrazione di un biglietto, bianco o blu. Il primo corrisponde a matrimonio, figli, dedizione totale alla famiglia. Quello blu, invece, prevede carriera, successo, indipendenza, e sancisce il divieto assoluto di diventare madre. È questo il destino assegnato a Calla, ma ogni fibra del suo corpo le suggerisce che la sorte ha commesso un errore con lei. E Calla decide di ribellarsi.
Da bambina, molto prima che le fosse consegnato il biglietto blu che porta nel medaglione, Calla conosceva già le regole della lotteria. Quando arrivano le prime mestruazioni, le ragazze sono convocate per estrarre il proprio biglietto: bianco significa matrimonio e figli; blu, invece, tutto il resto. Da quel momento le due categorie conducono esistenze separate. L’assegnazione della sorte è legittima e inappellabile. Ora che è una donna adulta, con una solida carriera e una vita sociale tanto intensa quanto fatua, Calla sospetta che le possibilità promesse alle biglietto-blu non siano poi cosí sconfinate e allettanti. Da un po’ di tempo pensa sempre piú spesso – e con bramoso trasporto – a carrozzine, latte caldo e manine paffute di bebè. Nonostante la maternità sia appannaggio esclusivo delle biglietto-bianco, e non abbia quasi nessuna conoscenza in merito, Calla sente che nel suo corpo si agita un sentimento oscuro, un desiderio accecante che mostra un’unica, rischiosa, strada percorribile. E proibita. Quando la sua gravidanza clandestina viene scoperta, Calla è costretta alla fuga. Con i pochi oggetti di un kit di sopravvivenza come unico bagaglio, questa sovversiva biglietto-blu intraprende un viaggio spericolato per non rinunciare al diritto di diventare madre. Presto si accorge anche di non essere sola nella sua lotta. Sul cammino, infatti, Calla incontra altre donne che, come lei, non vogliono arrendersi a un destino imposto e si ribellano servendosi dell’arma piú potente: la scelta.
Sophie Mackintosh è nata in Galles nel 1988 e vive a Londra. Il suo romanzo d’esordio, The Water Cure, è stato selezionato al Man Booker Prize 2018. Ha pubblicato racconti, saggi e poesie su varie riviste, tra cui «Granta», «The White Review», «The Stinging Fly». Nel 2016 ha vinto il White Review Short Story Prize e la Virago/Stylist Short Story Competition. Biglietto blu è il suo secondo romanzo: acclamato dalla critica, è stato indicato come una delle migliori letture dell’anno da numerose testate, tra cui «Esquire», «Daily Mail», «Red», «The Oprah Magazine».
Il segreto per sopravvivere a luglio? Semplice! Immergerci in un buon libro, possibilmente con un ventilatore puntato sulla faccia. Ci avviciniamo alle vacanze ed è arrivato quel terrificante momento: iniziare a stilare la lista dei libri da mettere dentro la valigia.
Alcuni libri ci accompagneranno al mare, altri in montagna e altri ancora ci terranno compagnia del salotto di casa. L’importante è leggere, sempre. Ecco alcuni romanzi in uscita a luglio che non vogliamo assolutamente perderci!
Casa Editrice: Salani Editore | Prezzo: € 18,90 | Data di uscita: 1 Luglio 2021
Quarta di copertina: Un marito violento, uscito di galera in permesso premio, le tracce del sangue della vittima sulle scarpe: il femminicidio della venticinquenne Emelie è a prima vista un caso semplice. Troppo semplice, pensa la detective Vanessa Frank dopo aver interrogato il principale sospettato. Anche perché un filo sottile sembra legarlo alla scomparsa di un’altra donna e all’aggressione di una terza. Cosa sta succedendo sullo sfondo di una Stoccolma notturna e inquietante, dove i quartieri di lusso sembrano nascondere, per le donne, gli stessi rischi dei sobborghi più degradati? In un incalzante susseguirsi di colpi di scena, davanti a Vanessa si scoperchia un fenomeno, quello dei cosiddetti ‘incel’: una comunità online che abita i meandri più remoti e oscuri del web e che afferma con violenza sempre crescente il proprio odio e disprezzo nei confronti delle donne. “Femminicidio” non è solo un thriller che mescola ritmo, emozioni forti e un sapiente tratteggio dei personaggi, ma anche lo specchio di una società sotto la cui superficie operano forze distruttive, alimentate da una visione distorta del rapporto tra i sessi, dall’emarginazione e dalla solitudine cronica.
Casa Editrice: Sperling & Kupfer | Prezzo: € 19,90 | Data di uscita: 6 luglio 2021
Quarta di copertina: Maggie ha sempre nascosto la sua storia. Chi la conosce ora non sa nulla del suo più grande amore. Lei aveva sedici anni, era lontana dalla sua famiglia ed era in attesa di un bambino che avrebbe dato in adozione: fu allora che incontrò Bryce. Lui era poco più grande di lei, non la giudicava per quel pancione che cercava di nascondere, e le insegnò tutto su quella che sarebbe diventata anche la passione di Maggie: la fotografia. Il loro primo bacio fu perfetto. Il loro amore fu unico, di quelli che capitano soltanto una volta nella vita. Adesso, a vent’anni di distanza, Maggie è un’affermata fotografa di viaggi. Ha immortalato gli angoli più diversi e singolari del mondo e ha aperto una galleria a New York, dove sono esposti i suoi scatti più belli – che Bryce, però, non ha mai visto. Ci sono ancora centinaia di luoghi che Maggie vorrebbe visitare, e che ha annotato in un diario chiuso in un cassetto, ma la vita l’ha costretta a una dolorosa battuta d’arresto. In quello strano e solitario Natale, ha accanto solo il giovane assistente della galleria, al quale riesce incredibilmente a confidare la verità che da tempo ha chiuso in fondo al cuore. E quando lui le chiede quale regalo desidererebbe sopra ogni cosa, Maggie, che credeva di conoscere la risposta, si scopre a rimettere in discussione tutto ciò che aveva sempre creduto più importante.
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 17,00 | Data di uscita: 6 Luglio 2021
Quarta di copertina: Mi fermo ancora un attimo a specchiarmi e vedo una giovane donna nera. Sono afrodiscendente. Così dicono i miei occhi, i miei tratti. Sono afrodiscendente ma di africano ho solo… i discendenti. L’Africa c’entra poco con me, ce l’ho soltanto impressa sulla pelle. L’Africa la ricordo lontanamente, qualche suono, odore… Di buffo, in tutto questo, c’è che al momento questa giovane donna è rinchiusa in una gabbia dorata, ma anche questa c’entra poco col suo essere. E inizia a starle stretta. Marlene ha vent’anni, è intelligente, bella e i suoi genitori adottivi possono darle tutto ciò che potrebbe mai desiderare. Eppure quel “tutto” col tempo è diventato un peso. Perché la fa sentire in dovere di dimostrare costantemente al mondo che il suo arrivo ha portato valore alla sua famiglia. Lei che per chi guarda dall’esterno resterà sempre e comunque la bimba dalla pelle nera proveniente da chissà quale villaggio sperduto dell’Africa salvata da una coppia facoltosa, una creatura disagiata che avrà sempre bisogno di una mano bianca per potersi far valere. Quando per un progetto universitario inizia a frequentare la Caritas della sua città, incappa in Steven, un giovane nigeriano dagli occhi azzurri approdato in Italia con il sogno di un futuro a misura delle sue ambizioni. Per lui, che ha alle spalle un passato difficile e un presente tutto in salita, Marlene è una boccata d’aria fresca. Per lei, Steven è l’occasione per prendere finalmente contatto con le sue radici. Per entrambi, poi, conoscersi rappresenta una sfida e un’opportunità. Frequentandosi scopriranno quanto, anche per loro, è difficile andare oltre le facili etichette e i pregiudizi, che, quando trovi la persona giusta, vale la pena mettere a nudo le proprie fragilità, e soprattutto che non devono mai smettere di lottare per costruirsi una vita il più fedele possibile alla loro anima, scaldati da uno stesso sole che li accompagna passo dopo passo, incurante delle distanze e delle differenze.
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 22,00 | Data di uscita: 6 Luglio 2021
Quarta di copertina: Harrowhark Nonagesimus, l’ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall’Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell’atmosfera gotica del Mithraeum dell’Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c’è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l’universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 19,00 | Data di uscita: 6 Luglio 2021
Quarta di copertina: È passato qualche mese da quando la Piccola Farmacia Letteraria, il luogo in cui i libri si trasformano in rimedi per la tristezza, la paura e qualsiasi altro stato d’animo, ha aperto i battenti. Per la titolare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore – le cose sembrano finalmente andare per il verso giusto: a Firenze la libreria è diventata un punto di riferimento e da poco è iniziata una nuova avventura, il gruppo di libroterapia del giovedì sera. Ma ecco che una mattina all’alba, dopo una notte trascorsa passando da un locale all’altro come ai bei vecchi tempi, Blu riceve una telefonata. È la sua amica Rachele, che non sentiva da un po’ e ora ha un disperato bisogno di lei. Si trova nell’appartamento della sua ultima fiamma con accanto il corpo del ragazzo, un coltello conficcato nel fianco destro e tanto, tanto sangue attorno. «Non l’ho ucciso io» dice, e Blu non ha dubbi: è la verità. La polizia e i giudici, però, non la pensano allo stesso modo e Blu decide di mettersi al lavoro per dimostrare l’innocenza di Rachele. Ma come si fa a scagionare chi sembra irrimediabilmente colpevole? Per fortuna, per risolvere il caso Blu può contare sull’aiuto dei più leggendari investigatori di sempre, protagonisti dei suoi libri preferiti. Elena Molini fa rivivere il suo personaggio Blu in un giallo architettato alla maniera dei grandi classici, ma con in più l’irresistibile irriverenza della sua penna. Un giallo che, tra false piste e colpi di scena, sembra impossibile da risolvere: e se le cose non fossero come sembrano?
Casa Editrice: Rizzoli | Prezzo: € 18,00 | Data di uscita: 6 Luglio 2021
Quarta di copertina: Buddy Threadgoode è nato e cresciuto a Whistle Stop, Alabama. Da bambino, il fischio allegro dei treni che passavano per la piccola stazione ferroviaria scandiva il corso delle sue giornate. Sua madre Ruth, donna mite, misurata, e la zia Idgie, eccentrica, volitiva, passionale, erano le proprietarie del caffè della cittadina, noto nel raggio di chilometri per i suoi irresistibili pomodori verdi fritti; un punto di incontro e di ristoro sempre pronto ad accogliere tutti. Poi, col passare del tempo, Whistle Stop andò via via spopolandosi, i treni smisero di passare e il caffè chiuse una volta per tutte. Dopo molti anni di assenza, di quel posto immerso tra i campi di granturco l’ottantaquattrenne Buddy conserva ricordi dolci e nostalgici, che condivide con sua figlia Ruthie e con chiunque abbia voglia di ascoltare le sue storie. Ed è lì, ai luoghi della sua infanzia, che decide di fare ritorno, sgattaiolando fuori dalla casa di riposo per un viaggio carico di avventure, dando il via a un susseguirsi di eventi dai risvolti imprevedibili. Con candore e ironia, Fannie Flagg porta ancora una volta il lettore tra gli indimenticabili protagonisti e le atmosfere senza tempo di “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop”.
Casa Editrice: Bompiani | Prezzo: € 12,00 | Data di uscita: 7 Luglio 2021
Quarta di copertina: Straniero, diverso, estraneo. Così è l’Architetto, un giovane uomo che da un paese del Medio Oriente si è trasferito in Italia per gli studi universitari e vi è rimasto a lavorare senza incontrare eccessive difficoltà. E così è Amina, una ragazza che l’uomo incontra per caso e dalla quale si sente irresistibilmente attratto, contro la sua stessa volontà. Perché Amina vive una vita ai margini, estremamente diversa dalla sua, la vita di chi non si è mai integrato, e, per resistere, è costretta a vendere il suo corpo. Una storia d’amore multietnica e inquieta, insieme toccante e amara.
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 18,00 | Data di uscita: 13 luglio 2021
Quarta di copertina: Emma ha trent’anni e, anche se viene pagata poco e sempre in ritardo, ama tantissimo il suo lavoro: organizza i migliori concerti della capitale al Rope, locale di riferimento della scena indie romana. Ma a differenza della sua vita professionale, quella sentimentale è un totale disastro. Il fatto è che Emma non cerca l’amore, anzi è sicura di non meritarselo e per questo ha messo a punto un raffinatissimo meccanismo di autosabotaggio che le fa collezionare tipi improponibili, quelli a cui nessuna darebbe mai neanche il numero. Finché nella sua vita, fatta di serate che finiscono sempre all’alba, bicchieri di troppo e vocali deliranti, compare Matteo, un ragazzo così giusto per lei da farla scappare a gambe levate. Perché se c’è una cosa da cui Emma vuole tenersi alla larga è proprio la felicità. E il motivo ha a che fare con il suo passato, un passato da cui ancora non è riuscita a staccarsi… “Sbagliata” si ispira al podcast di Virginia Valsecchi e Daniela Delle Foglie, che in breve tempo ha scalato le classifiche di tutte le piattaforme di podcasting italiane, diventando un vero e proprio caso.
Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 20,00 | Data di uscita: 13 luglio 2021
Quarta di copertina: Pochi giorni dopo aver vinto la gara voluta da James Halliday, il fondatore di OASIS, Wade Watts fa una scoperta che potrebbe trasformare radicalmente l’esistenza di tutti. Nascosto in uno dei caveau di Halliday, e che attende solo di essere trovato dal suo erede, c’è un dispositivo tecnologico che, ancora una volta, potrebbe cambiare il mondo, rendendo OASIS mille volte più straordinario (e in grado di generare una dipendenza ben maggiore) di quanto lo stesso Wade possa aver mai sognato. Ben presto arrivano però anche un nuovo indovinello, una nuova missione – un ultimo Easter egg di Halliday, che potrebbe condurre a un non meglio precisato premio – e un inaspettato nuovo rivale, incredibilmente potente e pericoloso. Uno che, per ottenere ciò che vuole, sarebbe disposto a uccidere milioni di individui. Affettuosamente nostalgico, sfrenatamente originale come solo Ernest Cline poteva immaginarlo, Ready Player Two ci trascina in una nuova avventura ricca di azione, fantasia e divertimento all’interno del suo amatissimo universo virtuale, proiettandoci così, ancora una volta in modo spettacolare, nel futuro.
«Siamo di nuovo noi tre?» Mi rassegnai a quella galera, a quell’ergastolo. «Siamo di nuovo noi tre.»
Tre gocce d’acqua è la storia di tre anime legate indissolubilmente tra loro, la narrazione scava nelle relazioni e nei sentimenti che si trasformano in legami. Fratelli? Ma non hanno lo stesso sangue: sono Celeste e Nadir. Il collante, il vertice del triangolo, il fulcro dell’impalcatura che tiene uniti i due è Pietro: il fratello maggiore di entrambi, diviso tra due famiglie, l’incognita comune tra due equazioni poste a sistema.
Attraverso l’infanzia, l’adolescenza ed infine l’età adulta, l’autrice racconta venticinque anni d’amore e d’amicizia, di schermaglie e speranze, solitudine, dolore ma soprattutto pone l’accento su quel momento chiave in cui ci si accorge che, diventati adulti, non si torna più indietro. Mezzo secolo di vita dipanata nelle righe del settimo romanzo della D’Urbano: quella di Celeste, affetta da una rara malattia ossea, e Nadir, il più scapestrato dei tre, colui che riesce a catturare le emozioni; ed infine la vita di Pietro, il ricercatore che intraprende una strada ancora sconosciuta per proteggere e difendere chi non può, o non riesce, a far da sé. Un legame che è una dipendenza così forte, quella tra Celeste e Nadir, non ha definizione a parole – fratelli, amici, rivali, complici – supera i silenzi, gli sguardi e le parole taglienti, ma diventa necessaria ed indistruttibile, indipendentemente dal dolore e dalle scelte che vengono prese.
La vita intera a cercare di stare al passo, di afferrare quei due che amavo e che continuamente mi sfuggivano.
Valentina D’Urbano torna oggi, a distanza di tre anni dal suo ultimo lavoro, con un romanzo edito da Mondadori ed ha tutte le carte in regola per poter raggiungere le vette delle classifiche dei libri più venduti in poco, pochissimo tempo. C’è chi segue la scrittrice da anni ed ha letto i suoi romanzi, conosce il suo straordinario dono, la capacità di raccontare e descrivere storie che lasciano il segno, far percepire come proprie le emozioni provate dai suoi personaggi e far sentire parte integrante della storia il lettore. Chi, invece, è ancora un neofita della D’Urbano, può certamente cominciare con questo suo Tre gocce d’acqua. Ho aspettato questo romanzo per un lungo anno e non ha deluso assolutamente le altissime aspettative, anzi, ha riconfermato solo il talento di questa scrittrice romana. Lo stile impeccabile, la lettura scorrevole e coinvolgente – confermata anche quest’anno come una garanzia – ci fa entrare nelle vite di una famiglia inusuale la cui unione va al di là del semplice legame di sangue.
Scritto in prima persona, forma narrativa che rende la descrizione potente ed incisiva, Tre gocce d’acqua è coinvolgente, pura bellezza, un dolore sordo all’altezza del petto, una serie di stilettate al cuore capaci di tenere incollati alle 372 pagine di questo meraviglioso romanzo. Emozione e immediatezza, un romanzo maturo.
In questa vita niente e nessuno ci appartiene davvero, e arriva il momento in cui ognuno di noi deve restituire qualcosa al mondo.
Tre gocce d’acqua mi ha svuotata ma mi ha fatto provare tantissime emozioni, come ogni romanzo di Valentina D’Urbano, infatti si conferma ancora una volta una delle mie scrittrici preferite. Un grande senso di solitudine, perché ad un certo punto la storia finisce e tu vorresti che non fosse così, vorresti averne ancora; nonostante racconti echi di una guerra tanto lontana quanto spietata. Così spietata da farti ringraziare per la sua lontananza, per il fatto che non sia casa tua. Casa tua è in tanti posti, però. Uno di quei posti è certamente tra le righe di un romanzo di Valentina D’Urbano.
Quarta di copertina: Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un’equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell’una da parte di padre e dell’altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l’incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l’amore del fratello, che preso com’è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell’ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l’asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte.
Dicono dell’autrice.
Valentina D’Urbano è una scrittrice e illustratrice per l’infanzia, nata a Roma il 28 giugno 1985. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale. Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario IoScrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Longanesi ha pubblicato i suoi romanzi: Il rumore dei tuoi passi, nel 2012; Acquaneranel 2013; Quella vita che ci manca nel 2014 (con cui vince il premio Rapallo Carige nel 2015), Non aspettare la notte nel 2016 e Isola di neve nel 2018. Con Tea ha pubblicato Alfredo(2015). Tre gocce d’acqua (2021) è il suo ultimo romanzo pubblicato da Mondadori.
Casa Editrice: NN Editore | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 20 maggio 2021
Quarta di copertina: Mike ha origini giapponesi e fa il cuoco in un ristorante fusion a Houston, Texas. Benson è nero, ha una famiglia ingombrante e fa il maestro d’asilo. Mike e Ben vivono insieme da qualche anno, ma non sono più sicuri di amarsi, nonostante l’affetto, il sesso, l’intimità conquistata a fatica. Quando la madre di Mike, Mitsuko, arriva a Houston in visita per la prima volta, Mike decide di partire per il Giappone: suo padre Eiju, che ha abbandonato la famiglia da anni, ha una malattia incurabile. Così, mentre Ben e Mitsuko si trovano costretti a condividere spazi e abitudini, in una strana convivenza che si costruisce in cucina, nella cangiante città di Osaka Mike si confronta con il padre e la sua eredità. Raccontato a turno da Benson e Mike, tra ricette giapponesi e comfort food, “Promesse” è una commedia dolceamara che parla di famiglia, tradimenti e scelte di vita. I personaggi di Bryan Washington sono eroi impacciati, alle prese con una nuova epopea delle relazioni, dove i sentimenti e i desideri non riescono a passare dalle parole ma dai piccoli gesti di ogni giorno, che hanno il potere di trasformare l’insofferenza in tenerezza, il rancore in compassione, e aprire il cuore alla felicità.
Bryan Washington, classe 1993, è uno scrittore americano. Ha pubblicato la sua raccolta di racconti di debutto, Lot, nel 2019 e un romanzo, Promesse nel 2021.