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Avete preso il quaderno per i compiti delle vacanze di Blackie edizioni?

SPEGNI IL CELLULARE

PRENDI UNA MATITA

ESERCITA LA MENTE!

Le tanto agognate ferie si stanno finalmente avvicinando e si inizia già a pensare a quali libri ci faranno compagnia al mare, in montagna o anche solamente a casa con un bel ventilatore puntato sulla faccia.
Da qualche anno c’è un nuova moda estiva: i Compiti delle vacanze per adulti.
Che tu sia all’aria aperta o dentro casa questi volumi sono compagni ideali per poter passare qualche ora di svago, imparando cose nuove e divertendoti.
Ti sembrerà di essere tornatə a scuola, solo che questa volta ti piacerà fare i compiti delle vacanze!
Quest’anno mi faranno compagnia, dunque, anche questi tre fantastici quaderni delle vacanze editi da Blackie Edizioni! (Sono stati i primi e sono gli originali, poi se ne sono aggiunti mooolti altri).
Tre volumi ricchi di cruciverbaenigmiquizlabirinti e altre attività con cui ingannare le ore sospese, da soli od in compagnia per detossinare il cervello e rimpolpare la mente confusa dal caldo degli ultimi mesi.

Rinfrescante come il Cornetto o una birra gelata.
Puntuale come una coda sull’A4 o il panino all’Autogrill.
Immancabile come una hit della Bertè o le repliche in tv.
Come un tramonto, una risata, la sabbia sotto i piedi, il sole sulla pelle.

A differenza dei giochi che si possono trovare in edicola tutte le settimane questi volumi seguono i trend dell’anno non lasciandosi sfuggire svariate (e molto aggiornate) ispirazioni e argomenti di attualità che possono riguardare il cinema, la musica, le serie tv, i social media, i libri e tanto altro ancora per creare dei giochi sempre stimolanti e nuovi adatti a tutte le età.
Da poco tempo ormai ci sono svariati alternative che si possono trovare in libreria o sugli store online. Questo ci fa capire quanto in realtà siano apprezzati i compiti delle vacanze per gli adulti suggerendoci che questo nuovo passatempo sta piacendo molto.

I creatori di questi brillanti volumi sono…

Daniel López Valle ha lavorato per giornali e media spagnoli, ma è conosciuto soprattutto per aver partecipato più di una volta a Saber y Ganar, un Chi vuol essere milionario spagnolo. Sapeva sempre tutto, soprattutto nel gioco finale impossibile: “El Gran Minuto”. Partecipava ogni volta che aveva bisogno di soldi. Oggi è autore del Quaderno, odia la birra e i ragni, gli piacciono le sedie larghe, le lunghe passeggiate e il whiskey (non necessariamente in quest’ordine).

Cristóbal Fortúnez è un pittore e illustratore madrileno, mente irrequieta e creativa in grado di rappresentare l’imprevedibile e dare forma alle occorrenti follie che pensa col suo “compagno di Quaderno”. Si potrebbe dire che Cristóbal è una macchina da immaginazione. Al di là dell’arte, passa il suo tempo a provare diversi tipi di pizza e a prendersi cura del suo gatto Disfrutòn, al quale a volte mette il gel.

La stesura italiana è invece a cura di

Dario Falcini nato a Domodossola (sì, quella) nel 1984, vive a Milano. Giornalista, è direttore del magazine Rockit, collaboratore di Blackie Edizioni e cura l’edizione italiana del Quaderno. Ha lavorato per diverse testate e come autore tv. La pandemia ha avuto effetti tutto sommato limitati sul suo stile di vita.


a cura di Rossella Zampieri

Pubblicato in: approfondimento, Calendario dell'Avvento

Avvento e libri: 6 saggi scientifici da regalare a Natale

Oggi vi sottoponiamo una proposta assolutamente parziale ma che vuol aprire un piccolo spiraglio di luce sulla saggistica divulgativa, capace di mettere i riflettori su un particolare settore: quello scientifico.
Sì, parliamo di saggi di divulgazione scientifica.
Alcuni di questi libri son stati letti e forse saranno a breve oggetto di una nostra più approfondita recensione. Altri son solo lì, restano idee all’interno di menti curiose.
Stuzzicano l’appetito della conoscenza e forse, come la nostra, anche la vostra.
Iniziamo:

“Il cucchiaino scomparso” di Sam Kean, edizione Adelphi

È un libro che scorre veloce, mai noioso, che si fa leggere tutto di un fiato, mai impossibile. È un libro di storia: la storia della chimica, della tavola periodica. Pieno di aneddoti e storie curiose.

Quarta di copertina: Ideata autonomamente, nel 1869, da Dmitrij Mendeleev e Julius Lothar Meyer, la “tavola periodica degli elementi” continua a restare per lo più congelata nell’inerzia dei ricordi scolastici. Con il libro di Sam Kean dietro ogni simbolo e ogni numero atomico si spalancano sequenze inimmaginabili in tutti gli ambiti dell’esperienza e della conoscenza umana. Come quelle arcaico-antropologiche sull’antimonio, elemento che troviamo nel giallo del Palazzo di Nabucodonosor e nel mascara delle donne egizie, usato sia per sedurre che per incutere terrore. O, ancora, quelle medico-sanitarie sulla tossicità del nitrato d’argento contrapposta alle qualità terapeutiche dello zolfo, alla base del “prontosil rosso”, sulfaminide e primo chemioterapico antibatterico. O, infine, quelle fisico-cosmologiche: tutti gli elementi della tavola, infatti, condividono la stessa genesi stellare (l’esplosione di una supernova) in una fase di contrazione della materia che ha scremato la Terra e gli altri pianeti, oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa. Punteggiato di sorprendenti aneddoti (come quello, evocato nel titolo, del cucchiaino di gallio che si scioglie al contatto del tè, permettendo trucchi alla Houdini) e digressioni narrative, il libro di Kean è un’introduzione alla conoscenza di ciò che costituisce il nostro pianeta.


“L’incredibile cena dei fisici quantistici” di Gabriella Greison, edizione Salani

È il 1927 e durante una delle cene di gala più importanti della storia moderna troviamo al tavolo dell’appena concluso Congresso Solvay, sei e più delle menti più brillanti del secolo passato. Diretto come se fossimo a tavola con loro, tra una portata e l’altra, si vengono a scoprire intuizioni, certezze, dubbi e impressioni personali che hanno plasmato il mondo della scienza odierna.

Quarta di copertina: Bruxelles, 29 ottobre 1927. Si è appena concluso il V Congresso Solvay della Fisica, che ha visto riuniti i fisici più illustri dell’epoca, gli stessi che ora si apprestano a partecipare a una cena di gala, ospiti dei reali del Belgio. C’è Albert Einstein, scherzoso come suo solito; Marie Curie, saggia e composta; Niels Bohr, che maschera bene la tensione sotto un’aria gioviale; e poi ancora Arthur Compton, William Bragg, Irving Langmuir… Menti eccelse e brillanti, ma anche uomini e donne con le loro debolezze e le loro piccole manie, che questo romanzo ci restituisce a pieno, mescolando abilmente Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Partendo da un fatto storico, Gabriella Greison conduce il lettore a quella tavola, tra porcellane finissime e luci sfavillanti, camerieri compassati e ottimo cibo, facendogli ascoltare le chiacchiere che si intrecciano da una sedia all’altra, e soprattutto l’acerrima discussione sulla fisica quantistica tra Einstein e Bohr, punto cruciale nella storia della disciplina. E così, tra una portata e l’altra, travolti dalla narrazione in presa diretta, ci troviamo come per magia a capire concetti complessi, ascoltandoli direttamente dalla voce di chi li ha ideati. E al termine di questa davvero incredibile cena, ci alziamo anche noi dal tavolo, divertiti e più colti di quando ci siamo seduti.


“Fisica quantistica per poeti” di Lederman ed Hill, editore Bollati Boringhieri


Sempre e comunque fisica quantistica, l’autore di questo articolo non l’ha ancora letto ma la quarta di copertina non lascia dubbi in merito al possibile interesse.

La fisica quantistica è la più solida base delle nostre conoscenze. Praticamente tutto ciò che sappiamo sul mondo passa per questa disciplina, e sono tantissime le realizzazioni pratiche che questa scienza ha reso possibili: dal laser ai transistor, dalla risonanza magnetica al telefono cellulare che ognuno di noi ha in tasca. Eppure, per la grande maggioranza delle persone si tratta di una materia totalmente ignota, ritenuta troppo «difficile», «arida» nella sua trattazione matematica, o «astrusa» nei suoi assunti di base. Nel migliore dei casi, un gioco per menti eccentriche, terribilmente complesso, al quale non conviene avvicinarsi, e che comunque nulla ha a che fare con la poesia del mondo. E questo è un vero peccato, perché la fisica quantistica è innanzi tutto «bella», almeno quanto la poesia; e sebbene sia in effetti controintuitiva in maniera sconcertante (come la poesia) e a suo modo complicata, per capirne i segreti non è affatto necessario conoscere la matematica, almeno se a raccontarcela sono il Premio Nobel Leon Lederman e il suo collega Christopher Hill. Il dono della divulgazione di questi due autori, la loro verve stilistica e la loro indubbia competenza, permettono infatti a chiunque legga Fisica quantistica per poeti di capire finalmente a fondo fenomeni reali (eppure in un certo modo fiabeschi), come l’esistenza di particelle che «sanno» dove andare ancor prima di partire o che possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente. Un mondo magico e al tempo stesso molto reale, che è appunto quello in cui viviamo.


“Il frigorifero di Einstein” di Paul Sean, editore Bollati Boringhieri

È un viaggio nella storia del pensiero razionale umano, di come da un’idea, quella di imbrigliare l’energia per muovere le macchine, si sia potuto giungere ad una più ampia conoscenza della fisica e delle leggi che muovono l’universo, in tre parole: la storia dell’entropia

Quarta di copertina: La storia di cui parla questo libro inizia con Sadi Carnot, un giovane ingegnere dell’École polytechnique di Parigi, che nel 1824 pubblicò a sue spese un libro dal titolo Riflessioni sulla potenza motrice del fuoco. È questo l’inizio della termodinamica. Ma si era anche all’inizio della Rivoluzione industriale e da allora innovazione tecnologica e innovazione scientifica hanno proceduto in parallelo, specchiandosi l’una nell’altra, e dando vita di fatto al mondo nel quale noi oggi viviamo.


“Buchi neri e salti temporali” di Kip Thorne, editore Oblò Castelvecchi

È l’ultima fatica su cui l’autore del post si sta cimentando, appena iniziato, quindi posso solo dire che non serve essere degli scienziati per comprenderne i passaggi, per quanto sicuramente il rigore scientifico ed il dettaglio con il quale son spiegate le cose, unito ad un volume non certo “leggero” (570 pagine) possono fare desistere anche il lettore più incallito.

Quarta di copertina: Nel 1915 Einstein completò le leggi della relatività generale, segnando una svolta nella concezione dello spazio e del tempo. Si apriva così la nuova frontiera degli studi sul misterioso fenomeno astronomico dei buchi neri. In questo volume, Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sull’argomento, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica dei quanti, fino a prendere in esame l’ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all’altro dell’universo più velocemente della luce. Combinando principi fisici comprovati a geniali intuizioni, Buchi neri e salti temporali dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare – tra sbalzi, vicoli ciechi e sforzi di comprensione – le complessità dell’universo e di rivelare l’intima semplicità, l’eleganza e la meravigliosa bellezza delle leggi fondamentali che lo governano. Questo libro non rappresenta soltanto il più importante testo di divulgazione sulla teoria dei buchi neri, ma una potente fonte di ispirazione dell’immaginario contemporaneo.


“Errori galattici. Errare è umano, perseverare è scientifico”, di Luca Perri,
Editore De agostini

Questo è un volume non letto, ma possiamo immaginare dalla quarta di copertina che sia interessante, soprattutto perchè a volte gli scienziati son creduti onnipotenti mentre, se si scava leggermente più in profondità, si scoprono umani, persone che come altre sbagliano e spesso in maniera più eclatante di molti.

Quarta di copertina: La scienza prenderà sempre delle cantonate. Potranno volerci anni, addirittura secoli o millenni, ma alla fine gli errori verranno trovati. E in fondo, quando ci prendono per le orecchie perché abbiamo sbagliato, miglioriamo tutti. Scoprendo sempre più l’universo che ci circonda. La scienza può sbagliare? La risposta è sì. E non solo può, ma deve. Se sogni di diventare uno scienziato o una scienziata, preparati a farne di tutti i colori (e avvisa i tuoi genitori, così cominciano a mettersi il cuore in pace): il segreto infatti non è essere infallibili, bensì non arrendersi mai. Lo sanno bene gli scienziati di questo libro, dal grande Einstein, al geniale Marconi fino all’astronomo Schiaparelli, che di granchi ne hanno presi eccome! Preparati a un viaggio tra gli asteroidi dell’epic fail più strambi della scienza a bordo di uno shuttle guidato dalla stella dell’astrofisica, Luca Perri, con i disegni di Tuono Pettinato.


di Fabrizio Pressi