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Calendario dell’Avvento. Ambiente e cambiamento climatico, i libri 2020 da leggere e regalare

Il Covid è stato il trending topic, l’emergenza e l’argomento principe del 2020.
Ma il cambiamento climatico non si è arrestato. Ovviamente. Certamente c’è stata una breve flessione nelle emissioni di anidride carbonica durante il primo lockdown, cosa di poco conto se analizziamo i dati più a lungo termine.
Il mese scorso è stato il novembre più caldo registrato.
Non abbiamo più tempo di star lì a dire che ci sono alcuni scienziati che dicono che il cambiamento climatico, la crisi climatica, non esiste.
La stragrande maggioranza (superiore al 99 percento) degli scienziati sono concordi. Siamo colpevoli dell’innalzamento delle temperature (tra le altre cose).
Bene, voi penserete che comprare un libro non cambierà le cose, certamente avete ragione. Ma noi siamo di quelle persone che pensano ancora che la conoscenza sia il potere, che senza di essa siamo solo foglie al vento e la mancanza di consapevolezza non farà che peggiorare le cose.
Ecco allora una selezione di 10 libri sull’argomento usciti quest’anno.
Consideratelo un aggiornamento di questo articolo di dicembre 2019.

  1. Il mondo che avrete, Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti, UTET
  2. Il tempo e l’acqua, Andri Snær Magnason, Iperborea
  3. Salire in montagna. Prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale, Luca Mercalli, Einaudi
  4. Rivoluzione idrogeno. La piccola molecola che può salvare il mondo, Marco Alverà, mondadori Electa
  5. E se smettessimo di fingere? Ammettiamo che non possiamo più fermare la catastrofe climatica, Jonathan Franzen, Einaudi
  6. Un’ ora e mezzo per salvare il mondo. I veri motivi per cui dobbiamo tornare subito a occuparci del riscaldamento globale, Mario Tozzi, Lorenzo Baglioni, Rai Libri
  7. Terra bruciata. Come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita, Stefano Liberti, Rizzoli
  8. La vita sul nostro pianeta. Come sarà il futuro? David Attenborough, Piemme
  9. Fragole d’inverno. Perché saper scegliere cosa mangiamo salverà il pianeta (e il clima), Fabio Ciconte, Laterza
  10. Campati per aria, Mauro Van Aken, Eleuthera

Il mondo che avrete
Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti, UTET

Non è solo il coronavirus a prendere d’assedio le società umane: ci sono anche gli sconvolgimenti ambientatali che il nostro “progresso” ha provocato.

Il lockdown è stato una forzata, lunga pausa, in cui per legge sono state sospese attività produttive, incontri sociali, manifestazioni culturali. “Sospendere” non è di certo un’idea estranea alle società umane: per esempio, la vediamo teorizzata dagli scettici del mondo antico in contatto con l’India, applicata nella cultura ebraica, praticata dai BaNande del Congo. La differenza è però notevole tra le sospensioni programmate, il cui scopo è di arrestare periodicamente le più importanti attività economiche, obbligando le società a ripartire da zero, e il nostro recente lockdown, un’esperienza straniante e inattesa, del tutto estranea al nostro modo di pensare. Una parentesi che si vorrebbe chiudere definitivamente per riprendere il cammino interrotto, quel “progresso infinito” con cui la civiltà occidentale ha voluto segnare la sua storia e la sua presenza nel mondo.
In questa situazione, che cos’ha da offrire il pensiero antropologico? Deve salire sul carro del progresso o, al contrario, lavorare “contro” l’accecamento prodotto da questo mito? L’antropologia si fa portatrice di testimonianze spesso lontane nel tempo e nello spazio, in grado di mettere in luce le “vie di fuga” tracciate da ogni cultura, le sospensioni, anche traumatiche, con cui si pongono domande cruciali sul presente e sul futuro. Non è vero che le società da noi definite “tradizionali” e “premoderne” abbiano lo sguardo rivolto soltanto al passato: al contrario, non è raro trovare al loro interno un confronto esplicito tra generazioni allo scopo di garantire ai giovani un futuro vivibile.
Dall’osservazione partecipante del lockdown e dalle riflessioni sulla “cultura dell’Antropocene” in cui siamo invischiati, emerge drammaticamente il “furto di futuro”, l’impressionante debito economico ed ecologico che gettiamo sulle spalle delle nuove generazioni. Come venirne fuori, se non ideando un altro modo di vivere, una rivoluzione che abbia come obiettivo quello di rifondare la convivenza tra noi e gli altri abitanti della Terra, tra noi e la natura?

Salire in montagna. Prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale,
Luca Mercalli,
Einaudi

Perché investire denaro ed energie nella ristrutturazione di una vecchia e scomoda baita nel cuore delle Alpi Cozie? Questo è il racconto di una migrazione verticale, con i suoi successi e i suoi ostacoli, per fuggire il riscaldamento globale che rende sempre piú roventi le estati nelle città. Le montagne, con la loro frescura, sono a due passi e offrono nuove possibilità di essere riabitate; e ciò attraverso il recupero di borgate abbandonate con tecniche di bioedilizia rispettose del paesaggio ma all’altezza delle necessità di agio e di connettività per poterci vivere e lavorare. Per salvarci dall’emergenza climatica e ridare spazio alla contemplazione di ciò che resta della natura. Mercalli affronta, con questo libro molto personale, il tema del riscaldamento climatico attraverso una narrazione in prima persona che racconta la propria esperienza del «salire in montagna»: il tentativo di persuadere della necessità di un cambiamento della nostra esistenza, attraverso una vicenda esemplare.

Il tempo e l’acqua, Andri Snær Magnason, Iperborea
scarica l’incipit in pdf

«Se le previsioni degli scienziati si rivelano esatte sul futuro degli oceani, dell’atmosfera e del clima, dei ghiacciai e degli ecosistemi delle coste di tutto mondo, dobbiamo chiederci quali parole potranno contenere questioni di tale portata. Quale ideologia può includerle? Che cosa dovrò leggere?»

L’Okjökull, un ghiacciaio che da tempi immemorabili si ergeva su quasi venti chilometri quadrati di suolo islandese, oggi è una misera striscia di ghiaccio inerte, e nei prossimi duecento anni potrebbero essere dichiarati morti anche tutti gli altri ghiacciai dell’isola. Ma prima di allora, sulla terra intera, i nostri figli e nipoti vivranno già in un ambiente molto diverso da quello di innumerevoli generazioni del passato: l’aumento delle temperature e del livello dei mari e lo stravolgimento chimico delle loro acque provocati dalle attività umane avranno distrutto ecosistemi millenari, potenziato uragani e inondazioni, eroso terre abitabili e coltivabili e costretto a migrazioni di massa le specie viventi, compresa la nostra. E allora perché restiamo immobili, o quasi? Forse perché quei cento o duecento anni non li sentiamo così vicini, e perché gli appelli allarmati degli scienziati sul «riscaldamento globale» o sulla «acidificazione degli oceani» non riescono a toccarci cognitivamente ed emotivamente: resteranno rumore bianco finché il passato collettivo, i miti, la fantasia non consegneranno loro un’anima, consentendoci di interiorizzarne un’immagine e un significato. È questo il compito che si è dato Andri Snær Magnason, un narratore che alla scienza e all’attivismo ambientale ha dedicato la vita. Intrecciando storie di famiglia, conversazioni future tra figlie e pronipoti, interviste al dalai-lama, incursioni nella poesia scaldica e in quella romantica, scoperte di nessi inaspettati, come quello tra Auðhumla e Kamadhenu, mucche ancestrali di mitologie tra loro lontane, Il tempo e l’acqua «racconta» i dati scientifici, li immerge nel patrimonio culturale comune per investirli di senso, e aiutarci a fare un piccolo passo più in là.

Rivoluzione idrogeno. La piccola molecola che può salvare il mondo,
Marco Alverà,
mondadori Electa

Il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico sono i grandi problemi della nostra generazione, ma le misure di mitigazione adottate fino a oggi per contrastarli non hanno portato i risultati sperati. Senza un intervento drastico per ridurre le emissioni di CO2, nel 2100 la temperatura media del pianeta aumenterà di quattro gradi; sappiamo che ne bastano solo tre per provocare conseguenze devastanti. Per scongiurare il rischio, serve un massiccio intervento di decarbonizzazione planetaria, con un approccio sovranazionale e trasversale dei vari comparti energetici, in grado di promuovere il lavoro, le attività economiche e migliorare gli standard di vita. L’emergenza Covid, infatti, ha dimostrato che non possiamo vincere la sfida climatica fermando tutto. L’idrogeno, l’elemento più abbondante dell’universo, può essere la soluzione da affiancare all’elettricità rinnovabile perché consente di trasformare l’energia solare ed eolica in un combustibile efficiente, facile da trasportare, stoccare, distribuire e utilizzare, con il grande vantaggio di essere illimitato e pulito. Utilizzando le infrastrutture esistenti, l’idrogeno può portare energie rinnovabili in settori complessi da decarbonizzare come l’industria, il riscaldamento e il trasporto pesante, dove l’impiego dell’energia elettrica risulta difficoltoso. Può promuovere uno sviluppo più equo: molti paesi produrranno energia a basso costo dal sole o dal vento, utilizzandola per alimentare il loro sviluppo e per esportarla. Ma soprattutto può contribuire a soddisfare in modo pulito il fabbisogno energetico di una popolazione in continua crescita, favorendo prosperità, produttività e sicurezza.

E se smettessimo di fingere? Ammettiamo che non possiamo più fermare la catastrofe climatica,
Jonathan Franzen,
Einaudi

Da tempo Jonathan Franzen contempla la possibilità che l’apocalisse climatica avvenga nel corso della sua vita. Segue le vicende del cambiamento climatico da almeno trent’anni, e ne ha anche scritto. A suo avviso l’interesse del movimento ambientalista per tale cambiamento aveva senso negli anni Novanta, quando sembrava ancora possibile impedirlo. Dal 2015, tuttavia, è chiaro che l’azione collettiva ha fallito. Da appassionato ambientalista, Franzen è frustrato dal fatto che il cambiamento climatico, in modo futile, monopolizzi il discorso pubblico. Qual è il senso di questo saggio? Parlare con il cuore e provare a rispondere ad alcune delle domande che gli erano state rivolte sugli articoli e sui saggi precedenti, ad esempio: Non è politicamente controproducente togliere speranza alle persone? Vista la gravità della situazione, il problema della speranza è decisivo e un’autentica speranza necessita di sincerità e amore. Di sincerità perché la speranza è un investimento come qualunque altro, che è meglio compiere con gli occhi bene aperti. E di amore perché, senza amore, non c’è nessuna speranza che valga la pena di coltivare.

Terra bruciata. Come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita,
Stefano Liberti,
Rizzoli

Non c’è dubbio: il 2020 verrà ricordato per la pandemia di Sars-CoV-2. Eppure non è stata l’unica emergenza che abbiamo dovuto affrontare. Bastano pochi dati per rendersene conto: l’aprile del 2020 è stato il più caldo d’Europa da quando si effettuano registrazioni, ed è seguito a un inverno che ha fatto segnare 3,4 gradi in più rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Come ci fa notare l’autore in queste pagine, la crisi sanitaria e quella ambientale sono legate: entrambe sono globali, entrambe sono causate dal nostro modello di sviluppo – fatto di deforestazione e urbanizzazione incontrollate, senza nessun rispetto per l’equilibrio degli ecosistemi – ed entrambe hanno investito il nostro Paese con particolare violenza. Già, perché morfologia del territorio e posizione geografica piazzano l’Italia in prima linea sul fronte dei cambiamenti climatici. Il libro che avete in mano vi condurrà in un viaggio attraverso l’Italia per capire cosa succede al nostro clima: i ghiacciai che si ritirano, le coste erose dall’innalzamento del mare, le città sempre più arroventate. Venezia minacciata dall’acqua alta e la Sicilia in via di desertificazione. Ma l’allarme non riguarda solo il paesaggio: coinvolge l’agricoltura, il turismo, la sicurezza delle nostre case e la disponibilità di energia idroelettrica. Colpisce, insomma, la vita quotidiana di ciascuno di noi. Il punto non è più quale pianeta lasceremo ai nostri nipoti, bensì in che condizioni versa, oggi, il Paese in cui viviamo. Con passione e competenza, unendo l’inconfutabilità dei dati scientifici alla potenza del reportage in presa diretta, Stefano Liberti ci porta alla scoperta di un’Italia in cui convivono realtà opposte: esempi già all’avanguardia nella tutela dell’ambiente e una politica nazionale inadeguata e immobilista. E ci ricorda che è arrivato il momento di passare all’azione, promuovendo una presa di coscienza collettiva e stimolando un dibattito franco, costruttivo e non ideologico, su una questione che non può più essere rimandata.

Un’ ora e mezzo per salvare il mondo. I veri motivi per cui dobbiamo tornare subito a occuparci del riscaldamento globale

Mario Tozzi, Lorenzo Baglioni
RaiLibri

«Abbiamo scritto questo libro perché non possiamo sopportare di vedere compromessi il nostro benessere, le nostre relazioni sociali e addirittura le nostre esistenze per l’egoismo, l’ignoranza e la malafede di una parte dei sapiens della Terra, sempre occupati nel trarre profitto anche dalla natura e distruggere la bellezza del mondo. Abbiamo pensato di scriverlo proprio in questo momento così difficile, come quello di una pandemia che ha stravolto le nostre abitudini e convinzioni, e che, però, ha una radice ambientale molto più profonda di quello che appare. Non sia mai che, provati dal SARS-CoV-2, si perda di vista che il problema globale più pressante dell’umanità all’inizio del Terzo Millennio è proprio il cambiamento climatico. Abbiamo, infine, scritto questo libro perché è ora di darsi una mossa, perché di tempo per l’azione non ne è rimasto tanto, a ben guardare». (Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni)

La vita sul nostro pianeta. Come sarà il futuro?
David Attenborough,
Piemme

È stato un pioniere del documentario naturalistico e uno dei massimi divulgatori scientifici a livello mondiale. Per più di 50 anni ha realizzato reportage di storia naturale trasmessi da numerose reti televisive. Anche Netflix celebrerà l’autore con un documentario sulla sua vita in uscita in autunno. David Attenborough è una star internazionale. Di quelle vere, che non fanno tanto parlare di sé ma che lasciano il segno quando aprono bocca. Il decano dei documentaristi, il più grande divulgatore di scienza e natura vivente, in questo splendido viaggio nel tempo e nei luoghi simbolo ci racconta la sua vita di avventuriero, le bellezze del nostro pianeta e le trasformazioni avvenute nell’ultimo secolo o ancora in atto, causate dall’azione dell’uomo. L’inesorabile declino della biodiversità è la vera tragedia del nostro tempo. Il mondo naturale sta scomparendo. Le prove sono intorno a noi. C’è il rischio che il nostro silenzio e la nostra incuria ci portino dritti alla distruzione. Ma c’è ancora tempo per agire. C’è un’alternativa migliore alla catastrofe e Attenborough sembra conoscerla molto bene, grazie alla sua invidiabile esperienza sul campo. I prossimi decenni saranno l’ultima opportunità per costruire una casa stabile per noi e ripristinare l’ambiente ricco, sano e meraviglioso che abbiamo ereditato dai nostri antenati. È in gioco il nostro futuro sul pianeta, l’unico, per quanto ne sappiamo, in cui sia possibile la vita. La vita sul nostro pianeta è un coraggioso testamento per le generazioni di oggi e quelle future e per tutti coloro che vogliono preservare la bellezza di questo mondo. Oggi, ancora più di ieri, dopo la pandemia di Covid-19.Leggi di

Fragole d’inverno. Perché saper scegliere cosa mangiamo salverà il pianeta (e il clima), Fabio Ciconte,
Laterza

Siamo abituati ad associare le emissioni di CO2 solo alla produzione energetica e ai trasporti. Ma vi siete mai chiesti quanto esse dipendano da cosa scegliamo di mangiare? La risposta è una sola: moltissimo, perché le abitudini di consumo, i processi di produzione e il riscaldamento globale ormai sono legati a doppio filo. Il direttore dell’associazione ambientalista Terra! e autore di importanti inchieste sulle filiere agro-alimentari ci racconta perché saper scegliere cosa mangiamo ci salverà dalla crisi climatica.

Se il clima cambia, cambia l’agricoltura. Se cambia l’agricoltura, cambia anche il cibo che mangiamo. È sotto i nostri occhi: la crisi climatica ha già sconvolto i cicli colturali, stanno diminuendo le api mettendo a rischio l’impollinazione, le ondate di maltempo distruggono interi raccolti, gli agricoltori abbandonano la terra perché il cibo che producono vale sempre meno. E non è tutto. L’aumento degli allevamenti industriali si traduce in milioni di ettari di deforestazione all’anno e sfruttamento delle terre arabili per la produzione di mangimi. Il consumo smisurato di acqua e fertilizzanti così come la quantità di alimenti sprecati si aggiungono alle ragioni gravi che attentano alla salute del nostro pianeta. È arrivato il momento di essere tutti consapevoli che l’agricoltura e gli altri usi della terra sono responsabili del 23% delle emissioni climalteranti totali, una cifra che arriva al 37% se si includono i processi di trattamento dei prodotti alimentari. E, fatto non meno importante, sull’altare del nostro fabbisogno si sta sacrificando l’equilibrio tra il consumo di risorse naturali a livello globale con la capacità del pianeta di rigenerarle. Comprendere tutto questo significa da una parte assumere abitudini di consumo rispettose del clima, delle stagioni e della biodiversità; dall’altra chiedere alla politica e alle istituzioni di rendere l’agricoltura non una nemica, ma un’alleata del pianeta.

Campati per aria, Mauro Van Aken, Eleuthera

Indice e introduzione – leggi

Dei quattro elementi fondamentali l’aria è quello a cui siamo più strettamente connessi, quello che ci pervade seguendo il ritmo del nostro respiro. E inevitabilmente pervade anche il nostro immaginario: le culture umane sono infatti sempre atmosferiche, letteralmente «campate per aria», e un approccio antropologico diventa fondamentale per interpretare, tra dinieghi e desideri, il senso di un cambiamento che è culturale oltre che ecologico.

La crisi climatica si presenta come una questione culturale intensa, minacciosa e sorprendentemente intima in grado di inaugurare tempi inediti che non sono solo atmosferici ma anche sociali. Culturali sono infatti le conseguenze dei mutamenti atmosferici, così come culturale è quella nozione occidentale di natura come distante e fuori dalla società oggi in crisi. Culturali sono infine gli ostacoli a parlare di un cambiamento epocale, e ad agire di conseguenza, a causa dei processi sociali di diniego che rendono «impensabile» questo mutamento accelerato, alimentando un senso di impotenza e paura dovuto alle fondamentali dimensioni emotive del nostro coinvolgimento ambientale. Eppure le culture umane si sono sempre orientate verso il cielo per dare senso all’abitare sulla terra, avvalendosi di forme rituali, strutture simboliche, sistemi produttivi e saperi locali in grado di tradurre in familiare e significativo il «tempo che cambia». E oggi che l’atmosfera è il bene comune per eccellenza, e la co2 il male comune per eccellenza, abbiamo bisogno di riscoprire relazioni ambientali generative e creative che ci consentano di risignificare il «clima» in cui siamo immersi.

Pubblicato in: Calendario dell'Avvento, Narrativa contemporanea

Calendario dell’Avvento. 12 Libri per bambini da regalare a Natale

Piccoli lettori ma grandi letture.
Non c’è niente di più bello di un bambino assorto nella lettura, gli occhi che saettano sulle righe di testo e la completa attenzione dedicata alla storia.
E mai e poi mai negate di leggere qualcosa ai più piccoli, fatelo voi, con tanto di voci cavernose e squillanti, anche se non siete bravissimi, a loro non importa, vi guarderanno comunque con la bocca spalancata e l’immancabile ‘ancora’ quando vi fermerete perché è tardi e devono andare a letto.
Fare della lettura una routine quotidiana significa creare una catena virtuosa che, potenzialmente, durerà per tutta la vita.
Scegliere un libro come regalo per i vostri figli, nipoti, piccoli amici è veramente una buona idea.
Abbiamo scelto dei libri adatti a bambini in età da scuola primaria, se sono più piccoli però potete già leggerli ad alta voce voi per loro.
Abbiamo cercato titoli che non avessero distinzione di genere, non crediamo che sia corretto immaginare che se il regalo è per un maschietto allora debba forzatamente essere un libro su dinosauri e camion oppure l’inverso se è per una femminuccia solo principesse rosa e glitter.
Veniamo a noi, non sono tutti libri nuovissimi, ma anche qui, non è detto certo che il meglio sia per forza il nuovo.
Non abbiamo però inserito i grandi classici, quelli che non dovrebbero mancare mai nella libreria di un bambino. Per quelli l’elenco è lungo e siamo certi che sarete ben consigliati dal vostro libraio di fiducia qualora mancasse l’idea per un grande classico per bambini.

1) L’arca dei draghi,  Curatoria Draconis, edizioni Rizzoli
2) Mostri leggendari e creature mitologiche, Simone Frasca e Sara Marconi, edizioni Giunti
3) L’ickabog, J.K. Rowling, Edizioni Salani
4) La bambina giurassica, Vanna Vinci, Editore Mondadori
5) Atlas Obscura. Guida alle avventure per giovani esploratori coraggiosi, Dylan Thuras e Rosemary Mosco, Editore Mondadori Electa
6) La bambina che parlava ai libri, Stefano Benni, Editore Feltrinelli
7) Il Segreto del drago – Cronache del regno della Fantasia, Geronimo Stilton, Editore Piemme
8) Uffa che caldo, Luca Mercalli, Mondadori Electa
9) La casa sull’albero di 13 piani, Andy Griffiths e Terry Denton, Edizioni Salani
10) Spiderwick, Il libro dei segreti (1), Tony DiTerlizzi e Holly Black, Editore Mondadori
11) Tosca dei boschi, Stefano Turconi e Teresa Radice, Bao Publishing
12) Orlando Curioso e il Mistero Dei Calzini Spaiati, Stefano Turconi e Teresa Radice, Bao Publishing

Mostri leggendari e creature mitologiche

Un Bestiario fantastico che raccoglie 30 creature provenienti da mitologie e leggende di tutto il mondo, pieno di informazioni e curiosità. Un volume rilegato dall’aspetto antico, portatore di saperi millenari, donato dalla maga Circe ai bambini protagonisti della serie “I Mitici Sei” perché conoscano le creature che devono proteggere. Ogni creatura è mostrata attraverso due grandi doppie illustrate: la prima, con una grande immagine, descrive l’aspetto fisico e le caratteristiche della creatura, la seconda ne illustra la storia e gli aneddoti, con piccoli approfondimenti punteggiati qua e là da appunti, sottolineature, inserti, come se il libro fosse stato utilizzato davvero dai personaggi della serie per le loro avventure. Inoltre, tra le pagine del libro appare un medaglione magico che, come una sorta di oblò, può “collegare” il lettore a luoghi, oggetti e situazioni legate alla storia o alle avventure delle creature fantastiche. Insomma, chi apre questo prezioso libro entra a far parte della magica Squadra Chimera, che dalla notte dei tempi protegge tutte le creature fantastiche.

La bambina giurassica

Vista da fuori Vannina sembra una bambina sicura di sé e molto giudiziosa, ma sotto sotto nasconde tante piccole paure e una passione incontenibile: i dinosauri! Sa tutto di loro, li disegna in continuazione e li colleziona sotto forma di pupazzi. 

L’ Arca dei draghi. Ediz. a colori

Benvenuto a bordo dell’Arca dei Draghi… ti aspettavamo! Con noi osserverai da vicino i magnifici draghi ospiti a bordo, e viaggerai ai quattro angoli della Terra per osservarne tanti altri nel loro habitat naturale. Il nostro compito è proteggerli! I draghi sono sempre meno numerosi. La colpa è della caccia e della colonizzazione! Il tempo è quasi scaduto, ed è in gioco la sopravvivenza della più spettacolare delle specie… il Dragone Celeste!

L’Ickabog

C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria…Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

Atlas Obscura. Guida alle avventure per giovani esploratori coraggiosi

Cari esploratori, state per immergervi in un libro di grandi avventure, alla scoperta di 100 luoghi della terra e degli oceani nei quali si osservano incredibili fenomeni della natura, del regno animale e della civiltà degli uomini. Partirete dall’Islanda e arriverete in Cina, poi, all’improvviso, sarete catapultati in Canada fino a ritrovarvi in Cile. In questo fantastico viaggio potrete esplorare la grotta di cristalli in Messico, visitare la caverna più grande del mondo in Vietnam. Vi affaccerete su una cascata alta più di 108 metri in Zambia, e scoprirete perché le Cascate di sangue in Antartide hanno quel colore misterioso. Altri luoghi insoliti vi aspettano! Preparate lo zaino, raccogliete le energie e… via! Vi attende un mondo pieno di opportunità nascoste. Buon viaggio!

Il segreto del drago – Cronache del regno di Fantasia

Nel cuore del Regno della Fantasia si trova la rinomata Accademia di Magia. Qui una schiera di giovani eletti studia le arti magiche per difendere il Regno dagli attacchi dell’Oscuro Esercito. E sono proprio quattro giovani apprendisti maghi a essere chiamati per una missione importantissima: ritrovare le Tredici Spade, talismani che racchiudono un antico segreto e danno un potere immenso a chi li possiede. I quattro prescelti partiranno insieme alla ricerca delle mitiche Torri del Regno della Fantasia, dove sono custodite le spade.

La bambina che parlava ai libri

“Questa storia è animata dal ricordo di Inge Feltrinelli e dal suo amore per i libri. Grazie all’amico Stefano Benni, alla sua penna e alla sua fantasia, per averla resa possibile” – L’Editore Stefano Benni ci racconta di una bambina ribelle e sognatrice, con il talento raro di parlare ai libri. Una storia d’amore per tutte le storie, per tutti i libri e per coloro che, come Inge, li fanno andare liberi dappertutto. “Ogni libro letto contiene la storia di coloro che lo hanno letto, per questo è unico e magico. Ora tu sei la custode del segreto” C’era una volta una bambina ribelle e sognatrice, a cui piaceva vestirsi di colori vivaci: – Faccio la gara coi fiori – diceva. Una notte, svegliata da un coro di voci affettuose che la chiamavano per nome, scoprì di avere un talento raro. Al mattino chiese: – Mamma, si può parlare con i libri? – e la mamma rispose sicura: – No, figlia mia, con i libri non si parla, i libri si leggono. Ma come sei strana, se tutta rossa in faccia… Invece lei con i libri parlava, ma tenne per sé il suo talento e con il tempo divenne sempre più brava a conversare con i libri. Ci si tuffava dentro con tutta l’anima. Una volta lesse un romanzo russo pieno di paesaggi nevosi e le venne il raffreddore. Un’altra volta ne lesse uno che parlava di navi e balene e quando tornò la mamma le disse: – Ma dove sei stata? Puzzi di pesce. Non tutti però amavano i libri, alcuni li bruciavano, altri li disprezzavano, altri ancora dicevano: a cosa serve leggere? E tanti libri venivano dimenticati. Ma lei ne aveva incontrato uno magico, dalla copertina verde, che le aveva svelato un segreto: grazie a quel libro capì cosa avrebbe fatto da grande.

Uffa che caldo!

Per effetto delle nostre azioni quotidiane – spreco di risorse naturali, iperconsumo di energia fossile, inquinamento ambientale – la Terra si sta surriscaldando e questo renderà la vita molto più difficile da qui al 2100. Siamo noi le prime vittime della nostra disattenzione. Cosa possiamo fare per evitarlo? Dobbiamo produrre meno rifiuti, utilizzare energie rinnovabili, ridurre i consumi e gli sprechi, usare mezzi di trasporto non inquinanti e molto altro… Età di lettura: da 8 anni.

La casa sull’albero di 13 piani.

Questa poi è la più strepitosa del mondo! Ha tredici piani, una piscina panoramica, una sala da bowling, una vasca piena di squali, una biblioteca solo per i fumetti, un laboratorio segreto, una macchina che ti spara le caramelle dritto in bocca quando hai fame e migliaia di altri fantastici marchingegni. Andy e Terry abitano proprio qui, e dentro le sue mille stanze vivono avventure incredibili, perché in una casa sull’albero di tredici piani può succedere davvero di tutto! Età di lettura: da 8 anni.

Le cornache di Spiderwick, Il libro dei segreti.

L’avventurosa ed emozionante storia di tre fratelli – Jared, Simon e Mallory Grace – alle prese con un mondo popolato da fate, elfi e folletti. Età di lettura: da 9 anni.

Orlando Curioso e il Mistero Dei Calzini Spaiati

Torna Orlando Curioso, il personaggio creato da Teresa Radice e Stefano Turconi, per una nuova, misteriosa, indimenticabile avventura estiva! Chi sta rubando un calzino su due nel paese di Orlando, seminando zizzania, sospetto e malumore tra i suoi abitanti? Scopritelo insieme al bambino più curioso e sveglio dell’isola, in un’avventura colorata, profonda, poetica e piena zeppa di sorprese!

Tosca dei Boschi

Lucilla, duchessina della famiglia nobile dei Fieramosca, fa la conoscenza di Tosca e Rinaldo, che sono fratello e sorella e vivono di espedienti. La loro amicizia sarà forgiata dalla necessità di evitare un matrimonio combinato, intrighi di palazzo e il rischio di una nuova guerra. Dosando sapientemente l’azione, Teresa Radice costruisce tre atti indipendenti che però confluiscono in un finale a rotta di collo, emozionante e intriso di amore e poesia. Ai disegni, Stefano Turconi rivela di avere ancora altre, meravigliose frecce al proprio arco, dopo le prove d’autore di Il porto proibito e Non stancarti di andare. Un libro per tutti, che fa bene al cuore.

Grazie a Inchiostronoir per gli ultimi due suggerimenti!