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Loveless, Alice Oseman – recensione

A cura di Bianca Casale


La diciottenne Georgia non è mai stata innamorata, non ha avuto una cotta per un ragazzo o una ragazza e non è mai stata baciata. Ha detto agli amici per anni che le piaceva uno dei ragazzi della scuola, ma quando lui ha deciso di fare la sua mossa la sera del ballo di fine anno Georgia rimane disgustata da sé stessa e si rende conto che è stata tutta una recita e che non si è mai sentita così per nessuno.

Avevo studiato l’amore come una scienziata. Come una ricercatrice ossessiva. Avevo letto un’infinità di storie in cui due persone si conoscevano e flirtavano e i baci e il sesso e l’amore e insieme tutta la vita. La teoria la padroneggiavo benissimo.

Quando si trasferisce all’Università di Durham insiem con i suoi amici Pip e Jason, spera che i suoi sentimenti verso i baci e il sesso possano cambiare e inizia a cercare di essere come tutti gli altri e trovare la sua ‘persona speciale’ con l’aiuto della sua nuova coinquilina e del loro club di recitazione. Tuttavia, il romanticismo e gli appuntamenti non sono facili da trovare per Georgia come lo sono per gli altri e quindi si chiede perché è destinata a rimanere ‘senza amore’.

Loveless è un libro YA su una giovane ragazza che si sente diversa perché non ha mai avuto un momento di passione o addirittura avuto le farfalle nello stomaco per qualcunə. Sa tutto sul romanticismo e su ciò che le piace, magari sogna anche per sé la ‘normalità’ di un grande matrimonio in bianco. In realtà vorrebbe solo avere un’altra persona con cui condividere la sua vita, o anche solo baciare e questa assenza Georgia proprio non la riesce a capire. Non si sente così per le altre persone. Sì, si preoccupa e vuole bene agli amici, non è sola e non è asociale, è solo non interessata alla sfera sessuale.

Avevo passato tutta la vita a credere che l’amore romantico mi stesse aspettando. Che un giorno lo avrei trovato e che sarei stata completamente, finalmente felice. Ma ora dovevo accettare il fatto che non lo avrei mai avuto. Né amore. Né matrimonio. Né sesso. Niente di tutto ciò.

Essendo adulta e sposata con un figlio, sono abbastanza sicura che questo libro non fosse rivolto a me, sono ufficialmente fuori target, ma dato che mi è capitato tra le mani ci sono saltata dentro e onestamente non mi aspettavo che mi piacesse. Non ero sicura di essere in grado di stabilire un collegamento con la trama, con la vita dei personaggi, ma poi penso che se un libro funziona per davvero funziona per tutti, al di là del target, dell’età o orientamento sessuale.

Il libro è una lettura toccante e spero sinceramente che possa aiutare qualcuno che prova lo stesso disagio a capire meglio sé stesso e accettarsi in relazione a una società ancora troppo ancorata a stereotipi di ‘normalità’ che, francamente, hanno veramente rotto il cazzo.
Infatti nel romanzo non si tratta solo di sentimenti, sesso o la mancanza di sentimenti e sesso, si tratta soprattutto di accettazione, adattamento, comprensione e amicizia.

Dài alle tue amicizie la stessa magia che daresti a una storia d’amore. Perché hanno la stessa importanza. Anzi, per noi sono decisamente più importanti.

Loveless è davvero piacevole e sono felice di aver colto l’occasione. Questo è il primo libro di Alice Oseman che ho letto, nonostante sia universalmente conosciuta per Heartstopper, ma con una scrittura così fresca, leggera e accattivante sono certa che sarà il primo ma non l’ultimo.

Quarta di copertina: Georgia ama le storie d’amore. Tutte. Da sempre. E crede nella magia dell’amore raccontata nei film, nei libri e nelle fanfiction romantiche da cui è ossessionata. Eppure, a diciotto anni, non ha mai baciato nessuno e non ha mai avuto nemmeno una cotta di quelle folli. Ma, come le dicono i suoi migliori amici Pip e Jason, prima o poi anche lei troverà la persona giusta. Così si dice, no? L’inizio dell’università, in una città che non conosce, lontana da casa, sembra l’occasione perfetta: incontrerà persone nuove, vivrà nuove esperienze e finalmente anche lei imparerà a godersi le farfalle nello stomaco di cui parlano tutti. E poi Georgia ha un piano. Con l’aiuto della sua esuberante compagna di stanza Rooney, che come lei ha una passione smisurata per Shakespeare, riuscirà a realizzare il suo sogno, forse. Ma quando finisce in mezzo a una personalissima commedia degli errori che crea il caos tra i suoi amici di sempre, Georgia inizia a domandarsi perché l’amore sembri così facile per tutti tranne che per lei. Quando poi le appioppano definizioni mai sentite come asessuale o aromantica, incertezza e confusione aumentano a dismisura. Che sia davvero destinata a restare senza amore? O forse, per tutti questi anni, si è tanto affannata a inseguire la cosa sbagliata? E poi, chi lo dice che quello romantico, alla fine, sia l’unica forma possibile di vero amore? Una storia delicata e intensa di identità e accettazione che farà breccia nel cuore dei lettori e che conferma il talento cristallino di Alice Oseman, un’autrice dalla voce rara e autentica.


Chi è Alice Oseman?

Alice Oseman è una scrittrice e illustratrice britannica. In genere trascorre le ore a fissare lo schermo del computer, interrogandosi sull’insensatezza dell’esistenza e mettendocela tutta per evitare di avere un lavoro vero. Oltre a scrivere e disegnare Heartstopper, Alice e l’autrice di quattro romanzi YA: Senza nuvole, Radio Silence, I Was Born for This e Loveless. In Italia tutti editi da Mondadori.

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Io sono Ava – Erin Stewart

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Innegabile e subitaneo il parallelo con Wonder di R. J. Palacio da cui però la Ava di Erin Stewart si discosta per età, sesso e, in parte, classe sociale e simpatia.
Sulla simpatia però dobbiamo spezzare una lancia a favore di Ava, nessuno adolescente alle prese con i suoi casini è TANTO simpatico, ammettiamolo. Un bambino di 10 anni appassionato di Star Wars come l’August di Wonder è scontato che piaccia di più.

Torniamo ad Ava, americana di 16 anni di cui 15 passati da ragazza “normale” poi un terribile incidente a levarle quasi la vita, sicuramente buona parte della pelle, i genitori e la cugina.
L’incidente è un drammatico incendio che ha distrutto interamente la casa, la famiglia e la vita di Ava.

Noi la conosciamo a circa un anno dal grave fatto mentre subisce l’ennesimo controllo dal suo medico. Impariamo presto l’entità del danno al suo corpo, ci metteremo un po’ di più a capire quello psicologico. La coppia che ora le fa da genitori sono la zia e lo zio che però hanno subito pesantemente il lutto tanto quanto Ava, la cugina che ho nominato prima era infatti loro figlia. I due hanno quindi perso una sorella, un cognato e la figlia e si sono trovati tutori unici  di una nipote con ustioni di grado elevato in buona parte del corpo.  Non dimentichiamo che siamo negli Stati Uniti, dove oltre a pensare a guarire bisogna anche pensare al denaro da trovare per pagare le cure che non sono coperte dall’assicurazione sanitaria.
Ora gli zii vogliono che lei torni a scuola, fisicamente sta meglio e vorrebbero che potesse tornare ad avere una vita che somigli di più a quella che aveva prima. Ava però fa resistenza, non vuole, ha terrore di non essere accettata, di venire additata come diversa, non ha particolarmente paura di essere bullizzata bensì di scatenare la pietà negli altri e più in generale di doversi trovare di fronte brutalmente al fatto compiuto: non è più, e forse non sarà mai più, la ragazza “normale” di prima.

L’Ava di prima era appassionata di musical, cantava e aveva tanti amici e amiche, ci informerà la Stewart nel corso dei capitoli e ricorrendo a flashback mentre porta avanti la trama. L’Ava di dopo invece è chiusa, in casa e in se stessa, non si guarda allo specchio e vive nella camera che era della cugina senza nemmeno aver modificato l’arredo. Insomma è una ragazza bloccata. Bloccata anche in un rapporto con gli zii che ormai sono genitori.
Decide quindi, dopo l’insistenza della zia, di darle un contentino e iscriversi a scuola per qualche tempo, medita di andarci il minimo indispensabile per dire di averci provato e poi mollare tutto per tornarsene nella sua camera con i suoi pensieri.
Per fortuna ciò non accade, altrimenti la narrazione sarebbe stata quantomeno deludente.

Ava supera le porte dell’istituzione scolastica e mentre la conosciamo meglio incontriamo anche gran parte degli altri personaggi della storia. Più o meno importanti…
In tutta sincerità l’egocentrismo tipico dell’adolescenza è reso molto bene e descritto con buona perizia, non per questo risulta meno fastidioso. Il ritmo narrativo però è ben dosato e il romanzo si rivela presto un pageturner della miglior specie.
Sul piatto della bilancia c’è però da mettere anche una caratterizzazione dei personaggi non troppo soddisfacente, rimangono un po’ superficiali e in alcuni casi la cosa risulta fastidiosa.

La scusa della ‘diversità’ di Ava è il modo di far ragionare più ampiamente sul tema dell’accettazione sociale, del superamento dei traumi e della forza a cui bisogna attingere per fare fronte alle sfide che la vita, volenti o nolenti, molla davanti senza certo chiedere il permesso. Si parla di modi diversi di affrontare la cosa, non siamo tutti uguali nemmeno in questo caso. Non lo siamo mai.

Ogni volta che si parla di temi di questo tipo il rischio è sempre quello di esagerare in un verso o nell’altro e confezionare una storia che sembra un saggio di psicopedagogia oppure dall’altra di essere troppo superficiali nel toccare temi delicati. La Stewart da questo punto di vista regge e porta a casa un risultato, un buon romanzo e numerosissime vendite.

Nel complesso è un ottimo libro per ragazzi in età da scuole medie e biennio superiore, discreto anche per tutti quegli adulti interessati al tema o che hanno a che fare con ragazzi e ragazze in quella splendida fase della vita che viene definita ‘adolescenza’, in questo ultimo caso inviamo tutta la nostra solidarietà umana e supporto, è difficile, ma poi passa.

recensione a cura di  Bianca Casale


Titolo: Io sono Ava
Autore: Erin Stewart
Casa Editrice: Garzanti
Prezzo: € 14 cartaceo
Pagine: 329 pagine
Data di uscita: febbraio 2020
Valutazione: ✓✐✐✐✐

La trama nel dettaglio: Ava era mille cose. Era una ragazza che adorava cantare. Era io-sono-ava-181748-1una ragazza con tanti amici. Ora è solo la ragazza con le cicatrici.

È passato un anno dall’incendio in cui ha perso i genitori. Un anno in cui Ava ha tagliato i ponti con il mondo perché le fa troppa paura. Ora è costretta a tornare a scuola. Una scuola nuova dove non conosce nessuno. Una scuola che – ne è sicura – sarà piena di ragazzi che non faranno altro che osservare il suo viso per poi allontanarsi spaventati.

Chi vorrebbe mai fare amicizia con lei? Quali nuovi modi di prenderla in giro si inventeranno i suoi compagni?

Non appena si avventura in quei corridoi i suoi incubi si avverano: non incrocia nessuno sguardo e, al suo passaggio, sente solo sussurri.

Fino a quando i suoi occhi non incontrano quelli di Asad e Piper, gli unici ad avere il coraggio di andare oltre il suo aspetto. Di vedere la vera Ava dietro le cicatrici. Perché anche loro si sentono soli e incompresi. La loro amicizia la aiuterà a ricominciare.

Le farà capire che nessuno è diverso, ma ognuno è unico così come è.

La storia di una ragazza che scopre la forza che ha dentro di sé. La storia di un’amicizia più forte di tutto. Il libro che dalla stampa e dai lettori è stato definito il nuovo Wonder.

L’autrice: Erin Stewart è l’autrice di ‘Io sono Ava’ (SCARS LIKE WINGS), il suo romanzo d’esordio. Vive nello Utah con suo marito e tre figli.
Sul suo sito ufficiale scrive: “Credo che le persone siano messe sul nostro cammino per un motivo. Sempre.”

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