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Distorted Fables – Deborah Simeone

 

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Titolo: Distorted Fables

Autore: Deborah Simeone

Casa Editrice: Mondadori Chrysalide, Edizione ©2017

Pagine: 175 pagine

Prezzo: € 16,00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Note: Autoconclusivo

Accompagnamento musicale: Love’s just a feeling, Linsday Stirling ft Rooty

 


 

Trama:  C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, una principessa dai lunghi capelli biondi e dai grandi occhi scuri… Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta. Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d’amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al “vissero per sempre felici e contenti” nell’istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l’ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell’imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità.


 

Recensione:

“ Ho sempre avuto un debole per i secondi amori, se ne parla troppo poco, avrei voluto vedere una principessa che inizia da una fine, da un rapporto distrutto, e alla fine incontra un altro uomo, ma non per questo crede nuovamente nel ” per sempre”: piuttosto crede di poter amare meglio, con maggiore dignità e meno ingenuità, e costruisce un rapporto equilibrato. Perché non ha bisogno di essere salvata, ma preferisce farsi trovare indipendente, arguta, e piena d’interessi coltivati durante la sua solitudine. “

 

Si dice che il primo amore non si scordi mai.

E’ come una tappa della vita: tutti ci passano, tutti lo superano – tra macerie varie – e i più temerari possono dire che il loro primo amore sia anche l’ultimo.


C’è chi spera di dimenticarlo perché troppo doloroso e chi invece ne conserva ricordi piacevoli nonostante ormai non ci sia più e chi invece continua a costruire ricordi su ricordi.
Distorted Fables – come il titolo della pagina Facebook dell’autrice che da anni ( 2011 ciao! Forse un po’ ci manchi, o forse no) scrive d’amore sul web – è una favola un po’ agrodolce in chiave moderna, con un pizzico di fantasy.

Il nome della non principessa di questo romanzo è Rebecca, come la prima moglie nel film di Hitchcock.

E’ un nome spigoloso da pronunciare e non particolarmente armonioso, ma ben presto ci si rende conto che è molto adatto alla ragazza, dal cuore spezzato e dalla personalità forte, di questa favola distorta.

Rebecca vive nella caotica Milano ed a causa della delusione amorosa – il suo primo amore Vincenzo che la lascia al binario 12 della stazione centrale – decide di chiudere le porte del suo cuore, preferendo passare le sue solitarie serate dietro alle serie tv e a coccolare il micio birmano Sua Morbidezza piuttosto che permettere a qualcun’altro di farla ancora soffrire. La sua vita però inizia a cambiare quando trova lavoro come portinaia in un palazzo signorile, dove è costretta a rapportarsi con qualche essere vivente che non siano un gatto e una valchiria – grillo di nome Crimilde che gironzola nella sua testa a ruota libera, tormentandola e sfidandola sempre a non arrendersi e a lottare con le unghie e con i denti per raggiungere i propri sogni. Essendo una storia dei giorni nostri, il mondo virtuale è presente, ma ai margini della storia, ed è la fine di un nuovo inizio.

Questo romanzo parla d’amore, ma soprattutto di sopravvivenza e di tornare a vivere, a respirare. Parla dell’amicizia – quella vera che a volte può far male ma che senza non si può stare – e di ritrovare se stessi dopo una delusione o un dispiacere per poter tornare a gioire delle piccole cose e ritrovarsi a ridere di qualcosa anche quando sembra che ormai non si riesca più a farlo.

Proprio come il suo personaggio, Deborah Simeone fa la portinaia in un bel palazzo signorile e vive a Milano. Non conoscevo l’autrice, ed è stato il meraviglioso passaparola a farmela scoprire. Con il suo libro dalla copertina particolare e dal titolo accattivante mi ha subito attirata tanto da finirlo in un giorno solamente, completamente immersa nella storia.

Lo stile della narrazione è frizzante e scorrevole: si ride, ci si emoziona e a volte si fa un sorriso amaro perché quando si sceglie un libro, si sa sempre che tra quelle pagine si troverà qualcosa che ti ricorderà te stessa e va bene così. Sono i libri che più ti entrano dentro.

Deborah Simeone ha creato una ‘non principessa’ dei giorni nostri che dopo una delusione d’amore si rialza e che cerca di raccattare i pezzi che ha perso di se stessa, pezzo dopo pezzo: una pennellata alla volta.

© Rossella Zampieri

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Pubblicato in: Romanzo

Dopo di te – Jojo Moyes

 

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Titolo: Dopo di te [After You]

Autore: Jojo Moyes

Casa Editrice: Mondadori, Edizione © 2016

Pagine: 384 pagine

Prezzo: €18,00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐.

Note: Seguito di Io prima di te


Trama:  Louisa Clarke ha tante domande. Ad esempio com’è finita a lavorare nel bar dell’aeroporto, passando ogni turno a guardare le persone partire. O perché non sente come casa sua l’appartamento in cui vive da un anno. O se la sua famiglia così unita potrà perdonarla per quello che ha fatto diciotto mesi fa. E se riuscirà a superare l’amore della sua vita. L’unica cosa che Lou sa per certo è che qualcosa deve cambiare. Poi, una notte, accade. Ma lo sconosciuto sulla sua porta di casa, ha le risposte che sta cercando o solo altre domande? Chiudere la porta equivale a continuare la propria vita: semplice, ordinata, sicura. Aprirla, significa rischiare tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.


Recensione:

Come potevo dirle che perderlo era stato come essere attraversata da una lama che aveva aperto uno squarcio dentro di me, un doloroso, costante promemoria, un’assenza che non avrei mai potuto colmare? 

— Lou Clark  

Jojo Moyes è tornata con il tanto atteso seguito di Me after You, rendendomi, oltre alla persona più felice sulla faccia della terra, anche la più ansiosa e terrorizzata. Chiariamo: avevo una fottuta paura. Non sapevo davvero cosa aspettarmi e la paura di poter rimanere delusa dal seguito del mio libro preferito mi ha perseguitato fin da quando ho saputo che sarebbe uscito.

In Io prima di te avevamo Will e Louisa, ed abbiamo imparato ad amarli, insieme, pagina dopo pagina, ora invece c’è Lou rimasta da sola diciotto mesi dopo.

La Louisa che ci viene descritta nel libro è comprensibilmente diversa dalla protagonista che conosciamo e che abbiamo apprezzato fin da subito nel primo libro. Lou è smarrita, odia questo nuovo mondo dove Will non c’è e forse un pochino odia anche Will stesso. Egoisticamente parlando è comprensibile la rabbia e il dolore che Lou prova – e che ci viene descritto perfettamente – ma dall’altra parte sarebbe stato altrettanto egoista far vivere a Will una vita che non voleva.

Penso che ogni essere umano sappia cosa vuol dire perdere una persona amata: di solito la si perde per fatalità, per una malattia, ma chi muore molto spesso non vuole andarsene.

Will Traynor invece ha scelto coscientemente di andarsene perché non poteva più vivere una vita su una sedia a rotelle. Una vita nel mondo. Un mondo che lei non conosce ancora bene, un mondo che forse non vuole conoscere perché senza Will al suo fianco che senso ha? Si sente tradita perché crede che lui non l’abbia amata abbastanza da restare ed è così arrabbiata da rimanere rinchiusa nella sua bolla di dolore. Nonostante abbia viaggiato parecchio dopo la morte di Will – come gli aveva promesso – e abbia visto il mondo è come se non l’avesse visto davvero, restando ferma, al punto di partenza.

La scrittrice rende i sentimenti della protagonista – la rabbia, il dolore e lo smarrimento – così palpabili e cosi veri che il lettore riesce quasi a farli suoi. A ogni pagina sentivo io stessa tutti questi sentimenti attraverso Louisa.

Jojo Moyes è una delle poche scrittrici che conosco che riesce a farlo ed è per questo che è una delle mie scrittrici preferite e il perché ormai compro i suoi libri a occhi chiusi.

Io amo Jojo e ogni suo libro non mi delude mai, ma Me before You e After You hanno un posto speciale nel mio cuore: con il primo libro ho pianto, ho riso, ho provato ansia, ad un certo punto ho anche dovuto smettere di leggere perché i miei sentimenti erano così forti che mi stavano sopraffando. Pochi libri riescono a entrarmi così dentro, tanto da farmi smettere per qualche secondo di leggere e pensare “ Ok, fermati. Prendi fiato“, ma con il secondo libro ho davvero raggiunto la completezza: l’ho trovato delicato, ironico e terribilmente emozionante.

Lo stile della scrittrice è scorrevole, piacevole e molto diretto.

Ho visto la rinascita dalle ceneri, come una fenice, di una protagonista che ho amato fin dalla prima volta che ho letto di lei e ne sono stata terribilmente felice. Una felicità che solamente un lettore appassionato può capire.

Quando arrivi a dire: “Ecco. Ecco è questo che mancava! E’ questo quello che ci voleva.” Insomma, mi capite, no?

After You mi è piaciuto molto, l’ho adorato ed è la conclusione perfetta di una storia toccante ed emozionante.

Ho letto sui vari social, principalmente commenti nei gruppi di lettura di Facebook che frequento, commenti discordanti su questo seguito: c’era a chi era piaciuto e a chi no perché pensavano che la mancanza di Will fosse troppo forte.

Non so cosa loro abbiano provato, ma per me Will era in ogni pagina, in ogni piccolo gesto di Lou e in ogni sua piccola vittoria. Il libro non manca di colpi di scena e di nuovi, ma adorabili, personaggi ed una delle principali cose che ho apprezzato e che per una volta è un vero seguito e non una rilettura del libro da parte dell’altro protagonista, di solito quello maschile.

Ci sarebbero tante cose da dire su questo libro, ma potrei cadere nello spoiler, e non voglio. Perché ancora deve leggerlo o per chi ancora non conosce Lou voglio lasciare la possibilità di assaporare ogni pagina.

Compratelo e se avete paura acquistatelo lo stesso perché Jojo Moyes non delude mai.

 

“Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzato fuori dal proprio angolino rassicurante… C’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente.
Vivi bene. Semplicemente, vivi. 

—  Will Traynor “

© Rossella Zampieri

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