La nostra casa è in fiamme – Greta Thunberg

La nostra casa è in fiammeTitolo: La nostra casa è in fiamme

Sottotitolo: La nostra battaglia contro il cambiamento climatico

Autori: Greta Thunberg, Svante Thunberg, Beata Ernman e Malena Ernman

Editore: Mondadori 2019

Prezzo: 16.00 € cartaceo

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Quarta di copertina: «Ci troviamo di fronte a una catastrofe. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in una situazione di crisi. Come se la vostra casa fosse in fiamme. Perché è quello che sta succedendo.» Greta Thunberg ha parlato chiaro ai grandi del mondo e ha iniziato così la sua battaglia contro il cambiamento climatico, convinta che «nessuno è troppo piccolo per fare la differenza».
Lo “sciopero della scuola per il clima” di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutta Europa centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #Fridaysforfuture.
Greta ha dato inizio a una rivoluzione che non pare destinata a fermarsi, una battaglia da combattere per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno.
La nostra casa è in fiamme è la storia di Greta, dei suoi genitori e di sua sorella Beata, che come lei soffre della sindrome di Asperger. È il racconto delle grandi difficoltà di una famiglia svedese che si è trovata ad affrontare una crisi imminente, quella che ha travolto il nostro pianeta. È la presa di coscienza di come sia urgente agire ora, quando nove milioni di persone ogni anno muoiono per l’inquinamento. È il «grido d’aiuto» di una ragazzina che ha convinto la famiglia a cambiare vita e ora sta cercando di convincere il mondo intero.

Chi scrive?

Greta Thunberg, svedese, ha sedici anni ed è un’attivista per il clima. Con il suo sciopero del venerdì davanti al Parlamento svedese ha dato vita a un movimento globale che si batte contro il cambiamento climatico, #fridaysforfuture. La nostra casa è in fiamme, scritto insieme alla mamma, cantante lirica di successo, al papà e alla sorella, è il libro che racconta la sua storia.


Recensione:

Scrivo queste righe cercando di non farmi influenzare dal marasma mediatico che ha suscitato questo libro, perché parlare di questo volume senza affrontare la bomba Greta Thunberg è difficile, ma è forse possibile cercare di restare ‘sobri’ e analizzare con senso critico scevro da tutte le superfetazioni.
Greta Thunberg è famosa ormai, la ribalta se l’è meritata a colpi di cartelloni e scioperi, di lei e delle sua famiglia si è detto tutto e il contrario di tutto: dagli assurdi complotti alle immagini demoniache fino all’ovvio [trito e ritrito] sfruttamento dell’immagine di una ragazzina per loschi fini.
Non voglio farvi perdere nemmeno un [ulteriore] minuto.
Questo è un libro urgente e sono davvero felice che sia uscito e che abbia tutta questa visibilità.

Se l’avesse scritto chiunque altro nessuno lo avrebbe pubblicato oppure sarebbe rimasto a prendere polvere sopra gli scaffali di qualche libreria. Sulla questione climatica ci sono decenni di letteratura ma, porco diavolo, nessun libro ha raggiunto i picchi di vendita di questo.
E se ne parla, felicità a grappoli.
SE NE PARLA, finalmente.
Il volume comincia con un breve testo composto dai discorsi di Greta da settembre 2018 a febbraio 2019. Molte di queste parole sono quindi conosciute, non per questo meno importanti.
Al termine di questa introduzione troviamo una dichiarazione:

P.S. Prima che questo libro uscisse abbiamo dichiarato che gli eventuali guadagni sarebbero andati a Greenpeace, al WWF e alle seguenti associazioni svedesi che si occupano degli animali, dell’ambiente e dei bambini malati: Lära med Djur, Fältbiologerna, Kung Över Livet, Naturskyddsföreningen, Barn i behov e Djurens Rätt.

E così faremo.

Perché l’hanno deciso Greta e Beata.

Segue una parte chiamata “scene dal cuore” a sua volta suddivisa in tre parti: ‘dietro il sipario’, ‘persone esaurite su un pianeta esaurito’, ‘e se la vita fosse una cosa seria e tutto ciò che facciamo avesse un senso?‘.
La carrellata di scene raccolte in ‘dietro il sipario‘ raccontano della famiglia, delle turbe alimentari di Greta e a seguire i problemi di Beata, della successiva diagnosi di sindrome di Asperger per Greta per concludere alla scena 26 con una paginetta dal titolo ‘una posizione privilegiata’.
E via con la seconda parte, alla scena 28 ‘ingordigia’:

Un’atmosfera equilibrata e funzionante dal nostro punto di vista è una risorsa limitata; una natura limitata che appartiene a tutti gli esseri viventi in maniera uguale. Con il livello di emissioni attuale queste risorse finiranno in diciotto anni.
Nel migliore dei casi.
[…]
Le nostre nuove abitudini hanno senza dubbio ridimensionato l’ingordigia degli antichi romani e dell’aristocrazia francese del Settecento.
[…]
Batterci per la giustizia è una missione che ci sta sfuggendo di mano.

Non è un saggio che snocciola dati di studi scientifici e ricerche ma è una sorta di costellazione di piccole informazioni che messe insieme danno comunque un quadro della situazione.

Un esempio è la scena 46, denominata ‘Anno Domini 2017’:

Nel 2017, 9 milioni di persone sono morte per l’inquinamento.
Oltre, 20.000 ricercatori e scienziati hanno pubblicato un forte appello all’umanità spiegando che ci stiamo avviando verso una catastrofe climatica e della sostenibilità; il tempo ci sfugge di mano.
Nel 2017 i ricercatori tedeschi hanno constatato che il 75-80 per cento degli insetti è scomparso. Poco tempo dopo un rapporto ha rivelato che la popolazione di uccelli in Francia è “crollata” e che alcune specie sono diminuite del 70 per cento, perché gli uccelli non hanno più insetti da mangiare.
Nel 2017 quarantadue individui possedevano più soldi di metà della popolazione mondiale messa insieme. L’82 per cento dell’aumento totale di ricchezza è andato all’1 per cento più ricco.
Le banchise e i ghiacciai si sono sciolti a una velocità record.
Sessantacinque milioni di persone erano in fuga.
Uragani e nubifragi hanno provocato migliaia di vittime, allagato le città e condotto intere nazioni in rovina.
È stato anche l’anno in cui la curva delle emissioni è tornata a salire e la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera ha continuato ad aumentare, a una velocità che in una prospettiva geologica più grande può somigliare soltanto a premere il tasto dell’ipervelocità in un film di Star Trek.

Ed eccoci giunti alla parte terza ‘e se la vita fosse una cosa seria e tutto ciò che facciamo avesse un senso?’; qui vengono tirate alcune grosse pietre nello stagno.
Riporto alcune ‘scene’.

Alla scena 74, La nuova valuta:

La nostra ignoranza riguardo alla crisi climatica e alla sostenibilità è diventata una delle maggiori risorse economiche mondiali. È  una condizione necessaria per la continua crescita economica. L’ignoranza è la nostra nuova valuta.
Perché nel momento in cui ci renderemo conto dell’entità di questa crisi cambieremo le nostre abitudini e faremo dei passi indietro.
[…]
Non possiamo evitare di fare quei passi indietro. La questione è se vogliamo farli adesso in maniera organizzata o aspettare ancora un po’…

Scena 75, Animali da branco:

Ci stiamo avvicinando a un confine invisibile, oltre il quale non c’è possibilità di ritorno. Ciò che facciamo adesso presto non si potrà più disfare. Quelli che si sono accorti della gravità della situazione cercano di mettere in guardia gli altri.
Ma siamo animali da branco, e finché i nostri leader non agiranno come se fossimo in piena crisi, quasi nessuno capirà che ci siamo già dentro. Aspettiamo che tutti i capibranco ci dicano di fermarci, ci facciano aggirare il pericolo e ci mettano in salvo.

Più avanti ancora, quasi al termine, la scena 87: Speranza.

La domanda è: come vogliamo essere ricordati?
Noi che abbiamo vissuto nell’epoca delle fiamme.
Cosa ci lasceremo dietro?
Dal punto di vista della sostenibilità abbiamo fallito sotto ogni aspetto.
Ma.
Possiamo cambiare tutto questo.
E molto velocemente, tra l’altro.
Abbiamo già la possibilità di sistemare tutto, e non c’è nulla che noi uomini non riusciamo a fare, se vogliamo
[…]
In attesa degli esempi da seguire, delle redazioni dei telegiornali e dei politici, dobbiamo fare tutto il possibile.
E tutto l’impossibile.
Dobbiamo abbandonare la bussola e buttarci nell’ignoto.
Dobbiamo riprendere ad ascoltare tutto quello che abbiamo smesso di ascoltare.
Dobbiamo andare molto lontano e allo stesso tempo mettere un cartello di benvenuto sulla porta che lasciamo aperta dietro di noi.
Tutti sono benvenuti.
Serve tutto, servono tutti.

Infine le pagine terminano lasciando una sorta di vuoto, simile a quella sensazione di leggero spaesamento quando si scende da una barca.
Siamo scesi, o forse siamo saliti.
Un libro importante, sicuramente facile da leggere ma certamente non semplice da accettare e senza dubbio non banale.
Non è certo il primo libro sul cambiamento climatico che leggo, di certo non sarà l’ultimo ma lo stesso ho provato quella sensazione di spaesamento. Perché Greta Thunberg è una ragazzina con un cartello e ha fatto muovere più cose lei in pochi mesi che tanti altri adulti in molti anni.
E allora viva Greta, onore a lei e alla sua famiglia, viva il suo cartello “sciopero per il clima”, viva pure questo libro. Che è anche ben scritto, tra le altre cose. Che si trova perfino negli autogrill, come quelli dei calciatori. E va benissimo così.
Siamo scesi, o forse siamo saliti. Ma la barca è sempre una sola.
E dobbiamo aspettare una ragazzina svedese per guardare i nostri quintali di plastica pro-capite e capire che forse c’è qualcosa di malsano? Nel ragionare che forse bruciare quantità inverosimili di combustibili fossili per alimentare una società che NON fa star bene le persone non ha molto senso? E no, la ricetta per la soluzione ‘finale’ non c’è in questo libro, magari Greta e la sua famiglia non la conoscono, nonostante il non mangiare carne e la macchina elettrica e il rifiuto di prendere aerei.
Perché la risposta non è nel singolo, nemmeno nel singolo nucleo familiare, nonostante tutto conti.
La risposta è più grande, più in alto.
Siamo chiamati a leggere ancora per cercarla e magari a eleggere, le europee sono vicine.
In ogni caso siamo chiamati a prendere in carico questa situazione, una volta per tutte, una volta per tutti.


 recensione a cura di Bianca Casale


2 risposte a "La nostra casa è in fiamme – Greta Thunberg"

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